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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47375/2022 del 15/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625-bis cod. proc. pen. per errore di fatto/errore percettivo: il ricorrente contestava che la Corte di legittimità avesse ritenuto inesistente la presentazione di un concordato in appello (ex art. 599-bis), sostenendo che il difensore aveva depositato la proposta di concordato presso la Segreteria del Procuratore generale prima del dibattimento, rispettando le forme previste dagli artt. 581, 582, 583 e 585 cod. proc. pen.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché presentato da difensore privo di procura speciale; ai sensi dell'art. 625-bis comma 2 la proposizione del ricorso straordinario deve essere fatta dal condannato personalmente o tramite procuratore speciale. La Corte ha richiamato consolidata giurisprudenza sul carattere esclusivo e straordinario dell'impugnazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e a versare, in via equitativa, euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il ricorso straordinario per correzione di errore di fatto è riservato al condannato che lo deve proporre personalmente o tramite procuratore speciale; la procura speciale è imprescindibile per il difensore che agisca in sua vece

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente come fondamento per la presentazione del concordato in appello; la Corte non ha accolto la pretesa perché il problema era procedurale (mancanza di procura speciale) e non inerente alla sussistenza materiale del concordato

  • artt. 581, 582, 583, 585 cod. proc. pen.

    Norme riguardanti le forme e le modalità di presentazione della proposta di concordato; il ricorrente sostiene di averle osservate nel deposito presso la Segreteria del Procuratore generale, ma ciò non ha sanato la mancanza del requisito procedurale richiesto dall'art. 625-bis

  • art. 571 cod. proc. pen.

    La Corte rileva che l'art. 571 comma 3 (che consente talune sostituzioni/effetti delle procure) è inapplicabile alla fattispecie per la natura straordinaria dell'impugnazione prevista dall'art. 625-bis

  • art. 73, comma 1, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma del codice degli stupefacenti in base alla quale il ricorrente era stato condannato in grado d'appello; citata per contestualizzare il procedimento penale di provenienza

  • Sentenza Corte Costituzionale

    n. 186 del 13 giugno 2000

    Richiamata in riferimento ai criteri per l'irrogazione di sanzioni pecuniarie (o somme dovute alla Cassa delle Ammende); la Corte ha disposto un versamento equitativo di euro 3.000,00 non ritenendo sussistere colpa grave del ricorrente

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis è soggetto a rigorosi requisiti di legittimazione: deve essere proposto dal condannato personalmente o da un procuratore speciale; la mancanza della procura speciale determina l'inammissibilità.
  • La mera presentazione di atti (es. proposta di concordato) alla segreteria del Procuratore generale non sostituisce la formalità richiesta per la proposizione dell'impugnazione straordinaria davanti alla Corte di cassazione.
  • In impugnazioni di carattere straordinario non si applicano automaticamente regole più flessibili sulle procure previste per impugnazioni ordinarie (richiamo all'inapplicabilità dell'art. 571 comma 3).
  • Chi propone un ricorso straordinario deve verificare preventivamente la sussistenza di ogni requisito procedurale (procura speciale, modalità di deposito, termini), altrimenti l'azione sarà dichiarata inammissibile con condanna alle spese e possibile obbligo di versamento alla Cassa delle Ammende.
  • Le contestazioni sulla sussistenza di errori di fatto o sul deposito di accordi (concordato) possono rimanere inespresse se pregiudicate da vizi formali: prima di agire su profili di merito, assicurarsi della conformità formale dell'impugnazione.

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