Cassazione Penale, Sentenza n. 40367/2023 del 04/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Roma (04/10/2022) che confermò la condanna di entrambi per rapina impropria (capo A) e riqualificò un tentato omicidio in lesioni plurime (capo B), rideterminando la pena. Danu lamenta carenza e vizio della motivazione, travisamento dei fatti e omissione di adeguata disamina della richiesta di rinnovazione istruttoria (perizia sulle tracce ematiche del coltello), nonché mancanza degli elementi soggettivi/oggettivi per la qualificazione del fatto. Ciochina contesta la motivazione sulla dinamica dei fatti (sostiene contraddittorietà delle versioni delle persone offese, inesistenza della bicicletta, coinvolgimento di altri soggetti, attività difensiva e ruolo marginale), la qualificazione in concorso e la valutazione del trattamento sanzionatorio (mancata considerazione del diverso apporto colpevole).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi infondati e li ha rigettati. Ha ritenuto che: (i) non è consentito alla Cassazione rivedere il normale apprezzamento delle prove svolto dal giudice di merito, salvo mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione su punti essenziali; (ii) la Corte d'appello ha fornito una motivazione logica e sufficiente, valutando sia l'attendibilità soggettiva delle persone offese sia riscontri oggettivi (es. possesso del documento della vittima nello slip del Danu, possesso del coltello e sua disponibilità al momento del fermo); (iii) le dichiarazioni delle vittime, debitamente valutate e corroborate, possono da sole fondare la condanna; (iv) la richiesta di rinnovazione istruttoria (perizia sulle tracce ematiche) è stata implicitamente respinta perché non decisiva per la ricostruzione complessiva; (v) la determinazione della pena e la comparazione delle circostanze rientrano nella discrezionalità del giudice di merito e non appaiono arbitrarie o illogiche nel caso concreto. Di conseguenza i ricorsi sono stati rigettati e la pronuncia di merito confermata.
Norme richiamate
Richiamato per la configurazione del concorso di persone nel reato: la Corte accerta il concorso sulla base delle condotte e della consapevolezza del proposito criminoso
art. 628, commi 2 e 3, n. 1, cod. pen.
Norma relativa alla rapina: la Corte ha confermato la configurazione di rapina impropria e le aggravanti contestate sulla base della dinamica e degli elementi oggettivi
Norma sulle lesioni personali: richiamata per la riqualificazione del fatto (da tentato omicidio a lesioni) e valutazione del danno alle vittime
Riferimento alle lesioni aggravate e alla loro integrazione, utilizzato nella riqualificazione del capo B
Richiamato nel contesto della qualificazione delle lesioni e del relativo quadro sanzionatorio
art. 192, comma 3, c.p.p.
La Corte ricorda che le regole particolari sui mezzi di prova non si applicano alle dichiarazioni della persona offesa; tali dichiarazioni possono essere utilizzate se adeguatamente valutate quanto a credibilità e attendibilità
Richiamati in relazione ai criteri per la determinazione della pena: la Corte conferma che la graduazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito purché motivata e non arbitraria
Massime di principio
- La Cassazione non sostituisce il proprio giudizio a quello del giudice di merito sulla valutazione delle prove: può censurare la motivazione solo per mancata, manifesta illogicità o contraddittorietà su punti essenziali
- Le dichiarazioni delle persone offese, pur non assoggettate al regime dell'art. 192 c.p.p., possono essere sufficienti a fondare una condanna se sottoposte a rigorosa verifica della credibilità soggettiva e dell'attendibilità oggettiva e, se corroborate, sono utilizzabili come elemento decisivo
- Il possesso da parte dell'imputato di oggetti riconducibili alla vittima (es. telefono) e documenti della vittima è un indizio significativo che può smentire versioni difensive di mera "mistaken possession"
- La mancata acquisizione in appello di ulteriore prova (rinnovazione istruttoria) può essere legittima se la prova richiesta non appare decisiva per colmare lacune manifeste nella motivazione; per ottenere la rinnovazione in cassazione occorre dimostrare che l'omissione abbia prodotto lacune decisive nella motivazione
- La valutazione del concorso di persone e del ruolo svolto da ciascuno si basa su condotte concrete (presenza, atti di partecipazione attiva, omissione di soccorso, fuga) e rientra nella discrezionalità del giudice di merito se logicamente motivata
- La determinazione della pena e la comparazione delle circostanze aggravanti/attenuanti sono sindacabili in cassazione solo se frutto di arbitrarietà o illogicità manifesta; espressioni generiche quali "pena congrua" sono ammissibili quando la pena non sia molto superiore alla media edittale
- Per contestare efficacemente la motivazione in cassazione è necessario indicare in modo puntuale e concreto i profili di illogicità o contraddittorietà, non è sufficiente proporre una diversa rilettura delle prove o una diversa interpretazione dei fatti
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