Cassazione Penale, Sentenza n. 2886/2024 del 23/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione contro la sentenza di conferma della condanna per quattro reati di truffa relativi a vendite di autovetture tramite inserzioni online. La difesa ha dedotto: (i) contraddittorietà e illogicità della motivazione e violazione di norme processuali in ordine alla tempestività delle querele per i capi C) ed E) (sostenendo che le persone offese avevano conoscenza anteriore dei vizi e quindi le querele sarebbero tardive); (ii) insufficiente e contraddittoria motivazione e errata applicazione della legge penale in ordine alla responsabilità per i capi B), C) ed E) (mancata prova dell'ingiusto profitto e del danno patrimoniale, e assenza di condotta concorsuale o dolo della ricorrente); contestazione della rilevanza penale del capo D) quale mero inadempimento contrattuale; (iii) censura per il diniego delle attenuanti generiche, la determinazione della pena e la subordinazione della sospensione condizionale al pagamento della provvisionale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha confermato la correttezza della valutazione sulla tempestività delle querele (respingendo il motivo relativo alla tardività per i capi C) ed E)), ha rigettato le censure che escludevano la rilevanza penale della condotta del capo D) rilevando che la menzogna può integrare la truffa e che la negligenza della vittima non esclude il reato. Tuttavia, ha ritenuto che la motivazione non abbia risposto in modo adeguato e specifico ad alcune censure con riferimento ai reati indicati nei capi B), C) ed E) (mancanza di prova dell'ingiusto profitto, del danno patrimoniale e di responsabilità concorsuale), per cui ha annullato la sentenza impugnata limitatamente ai reati di cui ai capi B), C) ed E) e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Brescia per nuovo giudizio su tali capi. Le restanti statuizioni (in particolare la condanna relativa al capo D) e le valutazioni ritenute congrue) sono state confermate; le censure sul trattamento sanzionatorio sono state assorbite.
Norme richiamate
Richiamato per giustificare la trattazione scritta del procedimento in Cassazione in mancanza di richiesta di discussione orale; la Corte ha applicato la procedura prevista per il deposito delle conclusioni scritte
decreto legislativo 10/10/2022, n. 150, art. 94 comma 2
Utilizzato per delineare l'applicabilità delle norme procedurali e l'operatività della trattazione scritta in Cassazione, così come modificato successivamente
decreto-legge 22/06/2023, n. 75 (conv. legge 10/08/2023, n. 112)
modifiche inerenti all'art. 94 del d.lgs. 150/2022
Richiamato per precisare la normativa procedurale applicabile alla trattazione scritta dopo le modifiche legislative
Riferito al termine di decadenza per la presentazione della querela: la decorrenza va valutata dal momento in cui la persona offesa ha conoscenza certa degli elementi del reato; la Corte sottolinea che la decadenza va accertata con criteri rigorosi e non su supposizioni
disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, art. 165-bis comma 2
art. 165-bis, comma 2, disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato in relazione all'obbligo di inserire in un separato fascicolo, a cura della cancelleria, le copie degli atti indicati dal ricorrente; la Corte precisa che permane l'onere del ricorrente di indicare puntualmente gli atti da allegare per rispettare il principio di autosufficienza del ricorso
Massime di principio
- La tempestività della querela decorre dal momento in cui la persona offesa acquisisce una conoscenza certa, basata su elementi seri, della fattispecie nella sua dimensione oggettiva e soggettiva; il termine di decadenza va accertato rigorosamente e l'onere della prova della intempestività grava su chi lo deduce
- La menzogna o il semplice mendacio, se idonei a creare una falsa rappresentazione nella mente della vittima e a determinarne il comportamento, possono integrare il reato di truffa (anche nell'ambito di un apparente rapporto contrattuale), purché sia dimostrato il dolo iniziale e il nesso causale tra artificio/raggiro e l'altrui induzione in errore
- La negligenza o la superficialità della vittima non escludono automaticamente la responsabilità penale dell'agente: la valutazione si concentra sull'idoneità concreta dell'artificio a trarre in errore e sul rapporto causale con il danno
- In impugnazione per cassazione il principio di autosufficienza del ricorso resta rilevante: il ricorrente deve indicare puntualmente e far inserire nel fascicolo le copie degli atti essenziali che intende contestare; la mancata puntuale indicazione può rendere inammissibili o inefficaci le deduzioni di vizio motivazionale
- Se la Corte di legittimità rileva carenze motivazionali specifiche su questioni fondamentali (es. prova dell'ingiusto profitto, del danno patrimoniale, del concorso di persone o dell'elemento soggettivo), può disporre l'annullamento parziale con rinvio per nuovo giudizio limitato a quei profili
- Il successo parziale in cassazione è possibile: l'annullamento di alcuni capi e la conferma di altri è una soluzione comune quando la motivazione è ritenuta adeguata solo su taluni punti; in fase di rinvio il giudice d'appello dovrà esaminare puntualmente le criticità indicate dalla Cassazione
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