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Sentenza

Sentenza n. 638/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Terza) n. 01021/2022.

Giustizia amministrativa202302260

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Puglia n. 1021/2022, che aveva respinto l'impugnazione dell'ordinanza di demolizione e del diniego di sanatoria edilizia

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il proprietario aveva impugnato l'ordinanza comunale di demolizione delle opere abusivamente realizzate su un immobile, nonché, con motivi aggiunti, il silenzio-rigetto formatosi sull'istanza di accertamento di conformità ex art. 36 d.P.R. 380/2001 e il successivo diniego espresso. Il TAR aveva respinto il ricorso. In appello sono stati dedotti: violazione di legge; difetto di istruttoria e omessa o contraddittoria motivazione; violazione dell'art. 34 d.P.R. 380/2001. L'appellante sosteneva che l'immobile fosse sostanzialmente sovrapponibile a quello assentito, quanto a sagoma e prospetti, e che non sussistesse alcuna variazione essenziale tale da giustificare la demolizione. Contestava inoltre che il Comune non avesse valutato preventivamente la sostituzione della demolizione con la sanzione pecuniaria prevista dall'art. 34 d.P.R. 380/2001. Il Comune ha eccepito preliminarmente l'inammissibilità dell'appello e ne ha chiesto comunque il rigetto.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha ritenuto l'appello infondato, dichiarando di poter prescindere dall'esame delle eccezioni preliminari di inammissibilità. Ha respinto congiuntamente i primi due motivi, rilevando che la valutazione dell'incidenza urbanistico-edilizia deve essere globale e non atomistica quando le opere siano plurime e funzionalmente collegate. Nel caso concreto, la relazione di sopralluogo descriveva numerosi interventi: plurimi cambi di destinazione d'uso, aumenti di volume, trasformazione del piano interrato in seminterrato, realizzazione di scale e terrazzini esterni, modifiche distributive e chiusure perimetrali. Tali opere, considerate unitariamente, realizzavano un organismo edilizio sostanzialmente diverso da quello assentito e richiedevano un titolo edilizio che risultava mancante. È stato quindi ritenuto legittimo l'esercizio del potere repressivo comunale. Ha respinto anche il terzo motivo: l'art. 34 d.P.R. 380/2001 ha carattere eccezionale e derogatorio e la possibilità di sostituire la demolizione con la sanzione pecuniaria non deve essere valutata dall'amministrazione prima dell'ordine di demolizione. L'interessato deve dimostrare rigorosamente, nella successiva fase esecutiva, l'impossibilità di demolire senza pregiudicare la parte conforme dell'edificio. Tale fase è autonoma e successiva rispetto all'ordine di demolizione, sicché la mancata valutazione preventiva non incide sulla legittimità dell'ordine originario. La sentenza del TAR è stata quindi confermata e l'appello rigettato, con condanna dell'appellante alle spese del giudizio, liquidate in 3.500 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 34 d.P.R. 380/2001

    L'articolo 34 d.P.R. n. 380/2001 ha valore eccezionale e derogatorio e non compete all'amministrazione procedente valutare, prima che venga emesso l'ordine di demolizione dell'abuso, se possa essere applicata la sanzione sostitutiva, piuttosto incombendo sul privato interessato la dimostrazione, in modo rigoroso e nella fase esecutiva, della obiettiva impossibilità di ottemperare all'ordine stesso senza pregiudizio per la parte conforme.

    La sanzione pecuniaria sostitutiva della demolizione può essere valutata soltanto nella fase esecutiva, successiva e autonoma rispetto all'ordine di demolizione. Il privato deve dimostrare rigorosamente l'obiettiva impossibilità di eseguire la demolizione senza pregiudicare la parte conforme; l'omessa valutazione preventiva non rende illegittimo l'ordine demolitorio.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    La disposizione è richiamata quale base dell'istanza di accertamento di conformità sulla quale si era formato il silenzio-rigetto e che era stata poi respinta espressamente; il testo non espone ulteriori profili interpretativi.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    La norma è richiamata per lo svolgimento da remoto dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • Quando un intervento edilizio è composto da una pluralità di opere tra loro funzionalmente collegate, la sua incidenza sull'assetto del territorio deve essere valutata globalmente e non mediante la considerazione atomistica dei singoli lavori.
  • La realizzazione di plurimi interventi che, considerati unitariamente, determinano un organismo edilizio sostanzialmente diverso da quello assentito richiede un titolo edilizio; in mancanza, è legittimo l'esercizio del potere repressivo mediante ordine di demolizione.
  • La possibilità di applicare la sanzione pecuniaria sostitutiva prevista dall'art. 34 d.P.R. 380/2001 non deve essere valutata preventivamente prima dell'ordine di demolizione, ma nella fase esecutiva, successiva e autonoma.
  • L'onere di dimostrare rigorosamente l'obiettiva impossibilità di eseguire la demolizione senza pregiudicare la parte conforme dell'edificio grava sul privato interessato e deve essere assolto nella fase esecutiva.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizio
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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