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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20541/2024 del 24/07/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (INPS)

La controversia

La controversia origina da una domanda di regolarizzazione della posizione contributiva proposta in relazione a un asserito rapporto di lavoro subordinato con un comune, domanda già respinta nei precedenti gradi e poi oggetto di ricorso in cassazione dichiarato inammissibile con ordinanza n. 6823/2023. Gli eredi del lavoratore deceduto hanno proposto ricorso per revocazione contro tale ordinanza deducendo, con un primo motivo, un errore di fatto nella percezione degli antefatti processuali e nella lettura degli atti, sostenendo che la Corte avrebbe erroneamente ritenuto insussistente il rapporto di lavoro subordinato e che avrebbe mal valutato le prove documentali; con un secondo motivo hanno lamentato la violazione di diritti fondamentali convenzionali per non avere la Corte effettuato un esame rigoroso di tutti gli elementi probatori a sostegno dell'esistenza del rapporto di lavoro.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione. Ha ritenuto che i dedotti errori attenessero a questioni già oggetto di decisione e che, sotto la veste dell'errore di fatto, fossero in realtà censure di giudizio sulla valutazione del materiale istruttorio e sull'applicazione dell'art. 115 c.p.c. Inoltre ha escluso la revocazione ex art. 391-quater c.p.c., mancando una decisione della Corte EDU che avesse accertato un contrasto della precedente ordinanza con la Convenzione. Le spese sono state poste a carico delle ricorrenti e la Corte ha dato atto dell'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 115 c.p.c.

    La censura di violazione della norma, quando investe la valutazione del materiale istruttorio e la selezione delle prove compiute dal giudice di merito, non integra errore di fatto revocatorio ma errore di giudizio.

  • art. 391-quater c.p.c.

    La revocazione per contrasto con la Convenzione EDU è esclusa in mancanza di una sentenza della Corte EDU che abbia accertato l'illegittimità convenzionale della decisione impugnata.

  • art. 13, co. 1 quater, d.P.R. n. 115/2002

    La declaratoria di inammissibilità comporta l'applicazione dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • Cass. 5326/2023

    L'errore nella valutazione degli atti processuali sottoposti al controllo della Cassazione costituisce errore di giudizio e non errore di fatto, risolvendosi in un inesatto apprezzamento delle risultanze processuali.

Massime di principio

  • Ai fini della revocazione, l'errore di fatto è rilevante solo se riguarda un fatto non controverso e non oggetto della decisione impugnata; se il fatto era discusso in causa, la censura è inammissibile.
  • Non può essere qualificata come errore di fatto la doglianza che, sotto la veste dell'erronea percezione degli atti o delle prove, miri in realtà a contestare la valutazione del materiale istruttorio o l'apprezzamento giuridico del giudice.
  • La deduzione di una violazione dell'art. 115 c.p.c. non consente di per sé la revocazione quando si risolve in critica alla ricostruzione probatoria compiuta dal giudice.
  • La revocazione ex art. 391-quater c.p.c. richiede il previo accertamento della Corte EDU di un contrasto convenzionale della decisione impugnata; in assenza di tale pronuncia il rimedio non è esperibile.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese e, ricorrendone i presupposti, l'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContributi previdenziali
RamiProcesso civilePrevidenza
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della prova

Testo integrale

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