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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37772/2025 del 20/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro del 27/01/2025 che aveva dichiarato non doversi procedere per estinzione del reato per prescrizione (art. 1161 c. nav.), confermando lo sgombero dell'area demaniale. L'imputata deduceva (1) errata applicazione della legge penale perché la Corte d'appello avrebbe dichiarato estinto il reato nonostante la rinuncia alla prescrizione formulata nell'atto di appello; (2) vizi di motivazione per mancato esame delle doglianze sull'utilizzabilità del verbale di sopralluogo e sulla responsabilità in quanto proprietaria; (3) eccesso di potere del giudice relativamente alla disposizione di demolizione, ritenuta competenza riservata all'amministrazione ex art. 54 cod. nav.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Catanzaro per nuovo giudizio. Motivazione: la prescrizione del reato era maturata il 19/09/2023; la dichiarazione di rinuncia alla prescrizione, formulata nell'atto di appello in data 08/10/2024, è intervenuta dopo la maturazione ed è dunque efficace; la Corte d'appello ha errato nel dichiarare estinto il reato senza valutare la rinuncia e senza procedere al nuovo esame della responsabilità penale e dell'applicazione delle misure accessorie. Le ulteriori doglianze sono state assorbite.

Norme richiamate

  • art. 1161 cod. nav.

    Fattispecie penale contestata; la prescrizione del reato è stata oggetto della decisione sulla estinzione del reato

  • art. 54 cod. nav.

    Richiamato dall'imputata per contestare la competenza a disporre la demolizione del manufatto; questione rimessa alla valutazione del giudice di merito nel nuovo giudizio

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal giudice d'appello nel limitare il giudizio ad una verifica di manifesta infondatezza; la Cassazione ha ritenuto che, alla luce della rinuncia alla prescrizione, non fosse corretto confinare il giudizio a tale verifica senza esaminare il merito

  • Giurisprudenza: Sez. 4, 26/09/2017, n. 48272 (Rv. 271292) e altri precedenti

    Principio consolidato che la rinuncia alla prescrizione è inefficace se il termine non è ancora maturato al momento della rinuncia

  • Giurisprudenza: Sez. 5, 17/01/2020, n. 11928 (Rv. 278983)

    Principio secondo cui la dichiarazione di rinuncia è tardiva ed inefficace se formulata dopo che sia stata pronunciata sentenza nel grado in cui la prescrizione è maturata; va valutata temporalmente rispetto al momento di maturazione

Massime di principio

  • La rinuncia alla prescrizione dell'imputato è efficace solo se intervenuta dopo che il relativo termine è effettivamente maturato; se dichiarata prima della maturazione è inefficace.
  • La tempestività della rinuncia va valutata rispetto al momento di maturazione della prescrizione e rispetto alle pronunce nei gradi di giudizio: è inefficace se resa dopo una sentenza nel grado in cui la prescrizione è maturata, ma può essere efficace se formulata in appello dopo la maturazione e prima della decisione del giudice di appello.
  • Se la rinuncia alla prescrizione è efficace, il giudice non può limitarsi a dichiarare estinto il reato per prescrizione: deve procedere alla valutazione del merito della responsabilità penale e dell'eventuale applicazione delle misure accessorie.
  • Le questioni relative alla competenza amministrativa (es. demolizione di manufatti) possono essere rilevanti, ma non escludono in assoluto l'esame della responsabilità penale e delle misure accessorie da parte dell'autorità giudiziaria; in caso di contrasto occorrerà verificare l'esatto ambito delle competenze amministrative vs. misure penali accessorie.
  • In fase di impugnazione è importante formulare chiaramente e tempestivamente la rinuncia alla prescrizione (se strategicamente utile) e farla figurare negli atti processuali prima della decisione del giudice competente, indicando l'epoca di maturazione della prescrizione e la relativa documentazione cronologica

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