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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28493/2025 del 04/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza di riesame che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca (su conti, libretti, titoli, beni mobili/immobili) per reati tributari connessi all'uso e all'emissione di fatture per operazioni inesistenti e indetraibilità/IVA indebitamente detratta per gli anni 2017-2019. Le censure principali: (a) mancata e insufficiente motivazione sul "periculum in mora" (art. 125 c.p.p.), sia in relazione a Bollini (sostanzialmente fuoriuscito dalla gestione ma comunque contestato) sia alla società; (b) incompetenza territoriale del Tribunale di Novara in favore del Tribunale di Milano (art. 18 d.lgs. 74/2000, comma 3); (c) errata quantificazione del profitto confiscabile e duplicazione della pretesa erariale rispetto ai versamenti effettuati dal committente Esselunga (principio di neutralità IVA); (d) omessa valutazione della colpa di organizzazione dell'ente (art. 231/analogia e normativa d.lgs. 74/2000) e mancata considerazione dei piani di rateizzazione e delle azioni di regolarizzazione del debito.

La decisione

I ricorsi sono stati respinti. La Corte ha ritenuto: (1) corretta la determinazione della competenza per territorio in favore di Novara sulla base del nesso teleologico tra reati e del luogo di accertamento (art. 16 c.p.p., art. 18 d.lgs. 74/2000), non applicabile il criterio evocato dai ricorrenti; (2) fondata la determinazione del profitto confiscabile: la Corte ha escluso la duplicazione della pretesa erariale non dimostrata e ha richiamato la giurisprudenza e la normativa comunitaria che negano la detraibilità/neutralità IVA in presenza di fatture inesistenti, ove non dimostrata la buona fede o la rettifica; (3) legittima la confisca diretta nei confronti della persona giuridica quando il profitto sia rimasto nella sua disponibilità; (4) adeguatamente motivato il "periculum in mora": per Bollini la Corte ha valorizzato l'acquisto immobiliare alle Canarie e la conoscenza degli accertamenti; per Saga la Corte ha evidenziato indebitamento crescente, trasferimenti di beni e quote, trasferimento di sede, anomalie nelle nomine amministrative e altre condotte idonee a far ritenere il rischio di depauperamento patrimoniale. Conseguenza: confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca (importi indicati nel provvedimento genetico: fino a Euro 23.528.198,62 su conti Saga e, in caso di incapienza, fino a Euro 10.572.396,22 sul patrimonio di Bollini, ove applicabile).

Norme richiamate

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiesta motivazione sul periculum in mora; la Corte ha confermato che la motivazione può essere integrata dal giudice del riesame e deve indicare elementi specifici che giustifichino l'anticipazione dell'effetto ablativo

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma sul sequestro preventivo: la Corte richiama l'obbligo di motivazione concisa del periculum in mora e l'esigenza anticipatoria della confisca

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limiti del sindacato della Cassazione sugli atti cautelari reali: controllo vincolato alla violazione di legge e a vizi di motivazione radicali

  • art. 18 d.lgs. n. 74/2000

    Disciplina della competenza per territorio nei reati tributari: la Corte ha applicato il criterio generale (luogo di accertamento) e ha escluso l'applicazione automatica del comma 3 nel caso concreto

  • art. 2 d.lgs. n. 74/2000

    Fattispecie di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; base per la confisca del profitto derivante dall'IVA indebitamente detratta

  • art. 8 d.lgs. n. 74/2000

    Fattispecie di emissione di fatture per operazioni inesistenti; ritenuta fra le più gravi contestazioni e utile per determinare la competenza per territorio

  • art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000

    Norma che consente la confisca diretta del profitto del reato quando il bene non appartenga a persona estranea: applicata alla persona giuridica che ha tratto vantaggio

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Regola generale per la competenza nei reati connessi: individuare il giudice per il reato più grave o, a parità, per il primo reato

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Criterio generale per determinare il luogo di commissione del reato; integrato, per i reati tributari, con la regola di chiusura dell'art. 18 d.lgs. 74/2000

  • art. 39 d.l. 26.10.2019 n. 124 (comma richiamato)

    Modifica delle pene per reati tributari: la Corte ha considerato rilevante l'entrata in vigore per individuare il primo reato tra quelli contestati

Massime di principio

  • In reati tributari connessi la competenza territoriale si determina secondo l'art. 16 c.p.p.: individuare il reato più grave e, in caso di pari gravità, il primo in ordine temporale; se il luogo di consumazione non è determinabile, prevale il luogo di accertamento ai sensi dell'art. 18 d.lgs. 74/2000
  • Il giudice deve motivare specificamente il periculum in mora: non è sufficiente un generico richiamo alla fungibilità del denaro; occorrono elementi concreti (trasferimenti patrimoniali, acquisti immobiliari, cessioni di beni, peggioramento della solvibilità, anomalie societarie) idonei a giustificare il rischio di depauperamento
  • La confisca diretta del profitto può essere disposta nei confronti di una persona giuridica quando il profitto del reato è rimasto nella sua disponibilità e l'ente ha tratto vantaggio diretto; non è necessario dimostrare una colpa di organizzazione diversa dalla responsabilità dell'ente nei limiti della normativa applicabile
  • Il principio di neutralità IVA non impedisce il recupero dell'imposta quando le fatture sono per operazioni inesistenti: la detraibilità può essere esclusa e la pretesa erariale non si annulla automaticamente ove non sia dimostrata la buona fede o la sovrapponibilità dei versamenti tra soggetti diversi
  • In Cassazione il sindacato sugli atti cautelari reali è limitato a vizi di legge e a gravi vizi motivazionali; critiche di merito sulla congruità della valutazione prudenziale e prognostica del giudice del riesame sono difficilmente accolte se la motivazione mostra elementi concreti e coerenti

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