Cassazione Civile, Ordinanza n. 08209/2024 del 26/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce da un’ordinanza-ingiunzione irrogata per asserite violazioni della disciplina ambientale relativa a un impianto soggetto ad autorizzazione integrata ambientale: mancata trasmissione di una relazione tecnica sulla taratura delle apparecchiature del sistema di monitoraggio emissioni entro 60 giorni; omessa annotazione nel registro di manutenzione della sostituzione del filtro catalitico del FID; mancato aggiornamento del metodo di determinazione della velocità media dei fumi e della portata secondo lo standard UNI EN ISO 16911:2013. I ricorrenti avevano proposto opposizione, poi rigettata in primo e secondo grado. In cassazione hanno dedotto, con quattro motivi, violazione di legge: (1) le prescrizioni contenute nel Protocollo d’Intesa richiamato nell’AIA non sarebbero vere prescrizioni autorizzative ma mere istruzioni operative, quindi non sanzionabili; (2) la relazione tecnica da trasmettere sarebbe distinta dal report e l’obbligo di invio nei 60 giorni opererebbe solo in caso di contemporanea esecuzione di taratura e linearità; (3) la sostituzione del pezzo sul FID non rientrerebbe tra gli eventi da annotare nel registro di manutenzione; (4) le norme UNI non sarebbero "normativa vigente" e, comunque, il richiamo generico contenuto nell’AIA non consentirebbe una sanzione amministrativa in assenza di specifica previsione sanzionatoria.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto infondati tutti i motivi. Ha affermato che le regole tecniche, pur di origine volontaria, quando siano recepite nell’autorizzazione integrata ambientale o nei suoi atti presupposti diventano parte integrante delle prescrizioni autorizzative. Ha ritenuto corretta l’interpretazione della Corte territoriale circa l’equivalenza tra relazione tecnica e report e circa l’obbligo di trasmissione entro 60 giorni sia per la taratura sia per la linearità, anche separatamente. Ha confermato che il registro di manutenzione deve riportare anche gli interventi di manutenzione ordinaria e la sostituzione del filtro catalitico. Quanto allo standard UNI EN ISO, ha ritenuto che per attività tecniche di campionamento e analisi il rinvio alle norme tecniche aggiornate sia legittimo e coerente con le prescrizioni dell’AIA, e che la sanzione trovi base nell’art. 29-quaterdecies, comma 2, del codice dell’ambiente. Il ricorso è stato dunque rigettato; nessuna statuizione sulle spese per mancata difesa della controparte, con onere del contributo unificato aggiuntivo.
Norme richiamate
art. 29-quaterdecies, comma 2, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152
"Salvo che il fatto costituisca reato, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 euro a 15.000 euro nei confronti di colui che pur essendo in possesso dell'autorizzazione integrata ambientale non ne osserva le prescrizioni o quelle imposte dall'autorità competente"
La norma sanziona l’inosservanza delle prescrizioni contenute nell’AIA e di quelle imposte dall’autorità competente, includendo anche prescrizioni tecniche recepite tramite atti come il Protocollo d’Intesa e il Piano di controllo.
art. 29-sexies d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152
Le regole tecniche recepite nell’AIA rientrano tra le misure necessarie per garantire un’elevata protezione dell’ambiente.
art. 177, comma 6, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152
"I soggetti di cui al comma 5 [Stato, regioni, province autonome, enti locali] costituiscono, altresì, un sistema compiuto e sinergico che armonizza, in un contesto unitario, relativamente agli obiettivi da perseguire, la redazione delle norme tecniche..."
Le norme tecniche ambientali sono parte del sistema di tutela e di armonizzazione delle regole operative nella materia ambientale.
art. 177, comma 4, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152
"I rifiuti sono gestiti senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente e, in particolare: a) senza determinare rischi per l'acqua, l'aria, il suolo, nonché per la fauna e la flora"
L’operatore è tenuto a una condotta improntata alla gestione del rischio ambientale e alla prevenzione del pregiudizio all’ambiente.
art. 3-ter d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152
La tutela ambientale deve essere garantita mediante azione informata ai principi di precauzione e azione preventiva.
art. 1, legge 24 novembre 1981, n. 689
Richiamata dai ricorrenti in relazione al principio di legalità delle sanzioni amministrative, ma esclusa la sua violazione perché la sanzione era già prevista dalla norma speciale ambientale.
art. 18, legge 24 novembre 1981, n. 689
Richiamata nel motivo di ricorso insieme all’art. 1 l. 689/1981, senza che la Corte ravvisasse violazioni della disciplina sanzionatoria.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
Dà titolo al versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002
Parametro per determinare l’ulteriore contributo unificato dovuto in caso di soccombenza in cassazione.
Massime di principio
- Le prescrizioni tecniche ambientali, anche se originate da protocolli o standard elaborati da soggetti privati, diventano vincolanti quando siano recepite nell’autorizzazione o in atti che ne costituiscono parte integrante; la loro violazione è sanzionabile come inosservanza delle prescrizioni autorizzative.
- Nel giudizio di legittimità non è censurabile come violazione di legge una lettura del testo autorizzatorio che, secondo un criterio logico-sistematico, faccia prevalere il significato funzionale della prescrizione tecnica rispetto a una lettura meramente letterale.
- In materia di controlli ambientali, il registro di manutenzione deve documentare anche gli interventi di manutenzione ordinaria e gli eventi rilevanti per il funzionamento degli impianti di abbattimento, non soltanto i guasti o gli interventi straordinari.
- Il rinvio contenuto nell’AIA alla "normativa vigente" può comprendere le norme tecniche aggiornate necessarie per disciplinare operazioni squisitamente tecniche come campionamento e analisi delle emissioni, specie quando tali norme siano funzionali a garantire standard di sicurezza ambientale.
- Il principio di legalità della sanzione amministrativa non è violato quando la norma primaria prevede espressamente la sanzione per l’inosservanza delle prescrizioni dell’autorizzazione, anche se tali prescrizioni richiamano standard tecnici esterni e aggiornabili.
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