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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48873/2022 del 22/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso articolava quattro motivi: 1) nullità per omessa notifica al difensore della data di rinvio dell'udienza dopo istanza per legittimo impedimento (presunta lesione del diritto di difesa); 2) violazione per deposito della sentenza oltre i 90 giorni fissati dalla Corte senza proroga; 3) vizio di motivazione in relazione al riconoscimento delle aggravanti previste dagli artt. 625 nn. 2 e 7 c.p. e alla recidiva (contestata la valutazione dell'uso di "mezzo fraudolento" e la mancata esclusione della recidiva); 4) mancata riqualificazione del fatto in appropriazione indebita invece che ricettazione/furto aggravato.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Sul merito dei singoli motivi: 1) il primo è infondato perché il rinvio era stato disposto in udienza a data fissa a seguito dell'omessa notifica alla persona offesa e l'avviso è stato comunque recepito oralmente dal difensore sostituto presente; le lamentate indicazioni di cancelleria e la mancata consultazione del fascicolo non sono state provate. 2) il deposito fuori termine non determina la nullità della sentenza e non vizia la motivazione; incide solo sugli adempimenti di cancelleria e sulla decorrenza dei termini di impugnazione. 3) il motivo sulle aggravanti è inammissibile per difetto di specificità e per mancata effettiva censura della valutazione sulla recidiva. 4) il motivo sulla riqualificazione è generico e non confronta puntualmente le massime giurisprudenziali con il caso di specie. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Se un'udienza è rinviata in udienza a data fissa (rinvio a udienza fissa), l'assenza di notifica formale al difensore originario non determina automaticamente una nullità se l'avviso è stato comunicato oralmente in udienza e/o recepito da un difensore sostitutivo presente.
  • Il deposito della sentenza oltre il termine fissato dal giudice incide sugli adempimenti di cancelleria e sui termini di impugnazione ma non determina la nullità della pronuncia né vizia automaticamente la motivazione.
  • I motivi di impugnazione devono essere specifici e confrontare concretamente l'iter motivazionale del giudice di merito; rimandi generici a massime giurisprudenziali o alla sola dottrina non sono sufficienti e possono portare all'inammissibilità.
  • Contestare l'applicazione di aggravanti o della recidiva richiede una censura motivata, con riferimento ai fatti e alle prove del caso concreto; semplici affermazioni generiche sulla possibilità di esclusione non bastano.
  • Le istanze processuali relative a presunte carenze della cancelleria (errate indicazioni, difficoltà di accesso al fascicolo) richiedono prova documentale o elementi precisi; asserzioni non dimostrate sono inefficaci.
  • Un ricorso manifestamente infondato può comportare, oltre al rigetto, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.

Testo integrale

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