Cassazione Penale, Sentenza n. 42135/2024 del 15/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per tentato omicidio commesso il 29/05/1997: il ricorrente propende quattro censure principali: 1) vizio di motivazione e errata valutazione probatoria per eccessiva fiducia nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, ritenute in massima parte de relato, contraddittorie e prive di riscontri oggettivi; 2) errata applicazione dell'aggravante della premeditazione (art. 577 c.p.) senza adeguata motivazione, in assenza di un apprezzabile lasso di tempo e di perdurante determinazione criminosa; 3) errata applicazione della circostanza aggravante della connessione mafiosa (art. 416-bis.1 c.p.), poiche il fatto non sarebbe stato commesso con metodo mafioso né al fine di favorire l'associazione; 4) mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, nonostante la lunga detenzione successiva e la scelta del rito abbreviato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha quindi confermato la sentenza della Corte d'Appello di Napoli del 10/07/2023 e, per quanto qui rileva, la condanna pronunciata con rito abbreviato dal G.u.p. del Tribunale di Napoli il 02/12/2020: pena di 8 anni di reclusione per tentato omicidio aggravato da premeditazione e connessione mafiosa. La Cassazione ha ritenuto legittima la valutazione dei giudici di merito circa l'attendibilità dei collaboratori, la sussistenza della premeditazione (agguato, ruoli predeterminati, attesa della vittima) e della aggravante mafiosa (contestualizzazione nel quadro associativo e vantaggio per la cosca). Ha inoltre ritenuto congruo il diniego delle attenuanti generiche. Condanna alle spese di procedimento in cassazione e al versamento alla Cassa delle ammende di euro 3.000,00.
Norme richiamate
Citato tra le norme penali richiamate: principio generale sulla concorso di persone nel reato; la sentenza non ha posto rilievo novativo specifico su tale norma.
Norma sull'omicidio richiamata per il tipo di reato; nella fattispecie è rilevato il tentativo di omicidio ai sensi delle norme sul reato omicidio e tentativo.
Richiamata con riferimento alle circostanze aggravanti (in particolare la premeditazione): la Corte ha confermato che l'agguato, la predeterminazione di ruoli e le modalità operative possono integrare la premeditazione anche con brevi attese, quando sia dimostrata la risoluzione criminale perdurante.
La Corte ha ritenuto configurabile l'aggravante speciale 'connessione mafiosa' sia sul piano oggettivo sia soggettivo: il fatto è stato valutato come strumentale al rafforzamento del predominio territoriale dell'associazione e idoneo a favorirne gli interessi; è sufficiente la consapevolezza di favorire la cosca, anche se il fatto produce vantaggi personali, purché accompagnata dalla coscienza di avvantaggiare l'organizzazione.
La Corte ha richiamato il principio per cui i rilievi sulla attendibilita' dei testimoni e sui riscontri sono valutazioni di merito: le doglianze di violazione della norma non sono deducibili in cassazione come violazione di legge ma, se del caso, come mancanza/contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione. I giudici di merito possono basarsi su dichiarazioni di collaboratori se esistono riscontri indipendenti e se la conoscenza del fatto non risulta esclusivamente de relato.
Norma processuale in tema di fonti di prova citata a corredo delle doglianze; la Corte evidenzia che il controllo di legittimità non sovrappone la valutazione di merito sulla credibilità dei testi.
Richiamato per delimitare l'ambito di ammissibilità dei motivi in cassazione: le doglianze sulla prova testimoniale non possono essere proposte come mera violazione di legge ex art. 606, comma 1, lett. c), ma solo nei limiti della lett. e) (mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione).
Norma richiamata per l'esito: la Corte ha disposto la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento di cassazione e al versamento alla Cassa delle ammende.
Richiamata quale fonte storica della disposizione speciale: la Corte ha confermato l'orientamento per cui la circostanza aggravante si realizza anche quando l'agente persegua un vantaggio proprio purché sia consapevole di favorire l'interesse della cosca.
Massime di principio
- In cassazione le censure sulla attendibilità dei testimoni sono ammissibili solo se configurate come mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione; la valutazione di credibilità resta in via principale appannaggio dei giudici di merito.
- La chiamata in correità può essere ritenuta valida anche se fondata su dichiarazioni di piu' collaboratori, purché esistano riscontri indipendenti e la conoscenza del fatto sia autonoma e non meramente de relato.
- L'agguato e la predeterminazione dei ruoli degli esecutori sono elementi forti per ritenere la premeditazione: anche un breve arco di attesa puo' essere valutato come indice di perdurante risoluzione criminosa quando la condotta sia preparata e organizzata.
- La circostanza aggravante 'connessione mafiosa' può essere desunta dal contesto associativo e dall'utilizzo della violenza per il consolidamento del predominio territoriale; non è necessario che il metodo mafioso sia dimostrato con formule rigide quando risulti chiaro il vantaggio per l'associazione.
- Il diniego delle attenuanti generiche puo' essere motivato con il ruolo apicale dell'imputato nell'associazione e l'assenza di segni di resipiscenza; il giudice di merito non deve elencare ogni elemento favorevole ma solo quelli ritenuti decisivi.
- Le discrasie su elementi secondari o circostanziali nelle dichiarazioni dei collaboratori non necessariamente inficiano la ricostruzione se il nucleo essenziale dei fatti e la riferibilità all'imputato risultano confermati da riscontri complessivi.
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