Cassazione Penale, Ordinanza n. 32076/2026 del 27/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha impugnato per cassazione la sentenza della Corte di appello di Catania che aveva confermato la sua condanna per furto aggravato. Il ricorso proponeva un unico motivo, sostenendo che il fatto avrebbe dovuto essere riqualificato come tentativo, anziché come reato consumato. Dalla sentenza emerge che l'imputato aveva sottratto il bene e si era dato alla fuga, conseguendo, seppure per un breve periodo, l'impossessamento della cosa. Il successivo recupero della refurtiva da parte dei Carabinieri è avvenuto per un intervento ritenuto casuale e sopravvenuto. La Corte ha inoltre rilevato la genericità del motivo, poiché non individuava gli elementi posti a fondamento della censura e non consentiva al giudice dell'impugnazione di esercitare il proprio sindacato secondo i requisiti dell'art. 581, comma 1, lett. c), c.p.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondato il motivo relativo alla qualificazione del fatto come tentato, affermando che il furto era consumato perché l'imputato aveva conseguito l'impossessamento del bene e si era allontanato, anche se per un breve lasso temporale. L'immediato recupero della refurtiva non esclude la consumazione quando derivi da un intervento casuale e sopravvenuto. Il motivo è stato ritenuto anche generico per mancata specifica indicazione degli elementi posti a base della doglianza. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
La disposizione è richiamata quale norma incriminatrice del furto.
Le disposizioni sono richiamate quali aggravanti del furto contestato.
art. 581, comma 1, lett. c), c.p.p.
Il motivo di impugnazione deve indicare specificamente gli elementi che fondano la censura; la loro omissione rende il motivo generico e inammissibile.
Massime di principio
- Nel furto, la consumazione si realizza quando l'agente consegue l'impossessamento della cosa sottratta, anche per un breve periodo, seguito dall'allontanamento con la refurtiva; non è necessaria una disponibilità prolungata del bene.
- L'immediato recupero della refurtiva non trasforma il furto consumato in tentato quando il recupero dipende da un intervento casuale e sopravvenuto dopo il conseguimento dell'impossessamento.
- È inammissibile per manifesta infondatezza il motivo che contesta la qualificazione del furto come consumato quando la sentenza di merito abbia logicamente accertato l'avvenuto impossessamento della cosa.
- È generico, e quindi inammissibile ai sensi dell'art. 581, comma 1, lett. c), c.p.p., il motivo di ricorso che non individua gli elementi posti a fondamento della censura e non consente al giudice dell'impugnazione di comprendere i rilievi sottoposti al suo esame.
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