Cassazione Civile, Sentenza n. 6698/2024 del 13/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia relativa all'installazione di una nuova cabina e al passaggio/interramento di cavi elettrici su porzione di fondo asservito da servitù di elettrodotto. ENEL/E-Distribuzione aveva modificato il tracciato previsto impedendo il passaggio nell'ultimo tratto del percorso asservito; CRM contestava l'aggravamento e chiedeva risarcimento. In giudizio il Tribunale accolse l'interdetto possessorio e condannò ENEL al ripristino e risarcimento; la Corte d'appello riformò accogliendo le ragioni di ENEL basandosi, tra l'altro, su risultanze di c.t.u. e su una precedente convenzione del 1974 che avrebbe giustificato l'interramento. CRM ha impugnato in Cassazione denunciando carenze motivazionali della sentenza d'appello e violazioni del contraddittorio e delle regole processuali relative alle prove e al c.t.u.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, dichiarando la sentenza della Corte d'appello nulla per motivazione apparente e insufficiente (mancato e non comprensibile confronto con le argomentazioni e le risultanze del Tribunale). Ha cassato la decisione impugnata e disposto il rinvio al giudice del rinvio che dovrà riesaminare la controversia (inclusa la regolazione delle spese di legittimità). Motivo centrale: la Corte d'appello non ha spiegato compiutamente le ragioni per cui ha ritenuto fondate deduzioni e prove ritenute tardive o infondate dal primo giudice, rendendo impossibile il controllo del percorso logico-giuridico.
Norme richiamate
Richiamato nella censura relativa alla motivazione e al rispetto delle regole processuali sull'allegazione e sulle deduzioni tardive; la Corte ha ritenuto fondata la doglianza sulla base della carenza di adeguata disamina degli atti e delle deduzioni.
Richiesto a sostegno della doglianza sul contraddittorio e sulla tempestività delle allegazioni; la Corte rileva che la decisione d'appello non ha dato conto adeguato della presunta tardività e delle conseguenze sul contraddittorio.
Citato dalla Corte d'appello per sostenere che l'opera del proprietario del fondo che renda meno agevole l'esercizio della servitù non giustifica automaticamente l'autotutela del titolare della servitù; la Cassazione segnala tuttavia che la Corte d'appello non ha adeguatamente motivato il proprio approdo rispetto al Tribunale.
primo comma, n. 5 (riformulazione)
La Cassazione ha ribadito il limite del sindacato di legittimità sulla motivazione: è sindacabile in cassazione solo l'anomalia motivazionale che si traduca in vizio rilevante (mancanza o apparente carenza di motivazione, contraddittorietà insanabile, motivazione incomprensibile).
Riferito al principio della prova: la Corte d'appello aveva ritenuto onere della CRM dimostrare che il possesso esercitato da E-Distribuzione fosse frutto di tolleranza o privo di animus possidendi; la Cassazione richiama l'importanza del corretto inquadramento dell'onere probatorio nel giudizio.
Rilevante rispetto ai rimedi relativi alla servitù e alla responsabilità per impossibilità di esecuzione o per variazioni del passaggio; la censura sulla sentenza d'appello ha assorbito le questioni sostanziali, rimandate al giudice del rinvio.
Richiamato nel contesto delle eccezioni e delle allegazioni di fatto e prova; la Cassazione ha ritenuto che la valutazione delle risultanze tecniche e probatorie debba essere adeguatamente motivata.
Rilevante alla luce della domanda di risarcimento danni proposta da CRM; la decisione sulla responsabilità e sul risarcimento resta rimessa al nuovo esame, posto che la sentenza d'appello è stata cassata.
Richiamato in relazione alla quantificazione e prescrizione del danno morale/materiale; la questione è stata assorbita dal vizio motivazionale che ha determinato la cassazione.
Citato tra le norme di rito richiamate nella censura generale sul rispetto delle regole processuali e del contraddittorio; la Corte ha evidenziato che il mancato confronto con le argomentazioni del primo giudice integra vizio motivazionale quando rende incomprensibile la decisione.
Riferito alle regole probatorie e alle valutazioni di merito; la Cassazione ha ricordato che la valutazione delle prove è di competenza del giudice di merito, ma va adeguatamente motivata.
Richiamato nell'ambito delle doglianze processuali connesse alle spese e alla regolazione dei costi; la Corte ha disposto che il giudice del rinvio regolerà anche le spese di legittimità.
Richiamate tra le norme procedurali invocate nella complessiva censura sugli atti istruttori e sul rispetto delle regole del processo; la Corte ha ritenuto comunque assorbite tali questioni dall'accoglimento del primo motivo.
Massime di principio
- La Corte di appello che decida in modo difforme dal Tribunale deve esplicitamente confrontare e motivare il suo dissenso sui punti essenziali: altrimenti la motivazione può essere dichiarata apparentemente insufficiente e la sentenza cassata.
- Non è sufficiente una sommaria evocazione di elementi probatori o di atti del c.t.u.: il giudice di merito deve indicare esplicitamente gli elementi da cui trae il proprio convincimento per consentire il controllo di legittimità.
- Deduzioni processuali formulate tardivamente (es. in comparsa conclusionale) possono essere inammissibili o privi di efficacia se non adeguatamente giustificate e dimostrate; il giudice d'appello che le valorizza deve motivare perché le ritiene comunque decisionali.
- Le risultanze del consulente tecnico d'ufficio possono avere rilievo decisivo, ma la loro utilizzazione deve rispettare il contraddittorio tra le parti; eventuali censure sul potere del c.t.u. devono essere tempestivamente sollevate in atti processuali.
- In caso di controversie su servitù, la prova del consenso alla modifica (es. conversione da servitù aerea ad interrata) grava su chi la deduce; l'esistenza di possesso tutelabile richiede prova non equivoca che non derivi da mera tolleranza.
- La Cassazione ha un sindacato limitato sulla motivazione: interviene quando la motivazione è materiale assente, apparentemente contraddittoria o incomprensibile, non per valutare la correttezza o la sufficienza delle valutazioni di merito.
- Quando una parte lamenta violazione del contraddittorio o tardività di deduzioni decisive, il giudice deve esaminare e motivare espressamente tali aspetti, altrimenti la decisione può essere annullata per vizio procedurale/motivazionale.
- In dispute immobiliari/servitù, chi pretende il risarcimento per occupazioni o modifiche deve provare sia l'illecito che il danno; viceversa chi agisce per reintegrazione/possesso deve dimostrare il proprio diritto posessorio o la legittimità della modificazione.
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