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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2388/2025 del 21/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di riesame ex art. 324 c.p.p., sostenendo la nullità del provvedimento perché il Tribunale aveva ritenuto che la missiva oggetto della richiesta fosse la stessa già sequestrata con precedente decreto. In realtà, secondo il ricorrente, risultavano due missive distinte, entrambe autografe del cardinale Carlo Borromeo e datate 1562, ma con contenuti diversi (l'una una "raccomandazione", l'altra relative alle "gabelle ecclesiastiche"), sequestrate in due distinti atti (decreto del 2/5/2024 e sequestro di iniziativa del 25/5/2024 con convalida il 26/5/2024); il vizio sarebbe consistito nella mancata verifica dell'autonomia delle due res e nell'erronea valutazione di mancanza di interesse al riesame.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha accertato, sulla base della documentazione prodotta, l'esistenza di due missive distinte (una oggetto del decreto del 2/5/2024 e già sottoposta a riesame, l'altra sequestrata il 25/5/2024 e convalidata il 26/5/2024). Perciò ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Firenze perché il Collegio della cautela verifichi l'effettiva autonomia delle res sequestrate e si pronunci nuovamente sulla richiesta ex art. 324 c.p.p., ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Regola il riesame del sequestro: il Collegio deve valutare l'interesse dell'istante rispetto al bene specifico. La Corte interpreta che, se vi sono più beni sequestrati, ciascuno va valutato autonomamente; il mancato accertamento dell'autonomia integra motivo di annullamento.

  • art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

    Individua la competenza e le conseguenze procedurali in caso di annullamento, sicché la Corte rinvia al Tribunale competente per un nuovo giudizio sulla richiesta di riesame.

  • art. 518-quater cod. pen.

    È il titolo di reato per cui il ricorrente è indagato; nella decisione la norma è richiamata a fini identificativi dell'indagine, ma la valutazione della Corte ha riguardato aspetti processuali collegati al sequestro e non il merito del reato.

Massime di principio

  • Quando vengono sequestrati più documenti o oggetti, il giudice deve accertare e motivare l'eventuale autonomia tra le diverse res: non è ammissibile trattare automaticamente beni distinti come un'unica cosa ai fini del riesame.
  • La richiesta di riesame ex art. 324 c.p.p. è valutata rispetto al singolo bene; l'assenza di interesse deve essere accertata specificamente per ciascun atto di sequestro.
  • Il difensore dovrebbe documentare tempestivamente le differenze (contenuto, data, comunicazioni della polizia giudiziaria, decreti di sequestro/convalida) per dimostrare l'interesse e l'autonomia del bene sottoposto a riesame.
  • Un provvedimento del riesame che non verifichi l'autonomia delle res sequestrate è vulnerabile di annullamento in Cassazione e comporta il rinvio per un nuovo esame da parte del Collegio competente.
  • Le convalide dei sequestri e le comunicazioni della polizia giudiziaria sono elementi decisivi: la corretta ricostruzione cronologica e materiale dei sequestri è essenziale per la valutazione della legittimità del mezzo cautelare.

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