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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46862/2022 del 12/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per furto aggravato: (1) mancata riqualificazione del fatto in tentativo poiché l'imputato non avrebbe completato l'impossessamento delle olive; (2) contestazione dell'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 7 c.p. (frutti pendenti/esposti alla pubblica fede); (3) doglianza sulla mancata concessione della sospensione condizionale della pena per presunta erronea valutazione dei precedenti a pena sospesa; (4) rilievi relativi ad art. 62-bis e art. 62 n. 4 c.p. e alla presunta tenuità del danno (valore indicato dal ricorrente in circa 60 euro).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza o per assenza di specificità su tutti i motivi: (1) il primo motivo è inammissibile perché la Corte territoriale ha accertato che parte delle olive erano già state caricate nell'autovettura chiusa a chiave, e la giurisprudenza consolidata valuta come unico reato consumato il caso in cui l'agente si impossessi di una parte dei beni nello stesso contesto temporale e spaziale; (2) il secondo motivo è inammissibile perché la giurisprudenza considera i frutti pendenti esposti alla pubblica fede per destinazione naturale, quindi applicabile l'aggravante dell'art. 625, n. 7, senza necessità di un atto umano che abbia creato l'esposizione; (3) il terzo motivo è inammissibile: la Corte ha rilevato la sussistenza di precedenti a pena sospesa (come risultava dal fascicolo aggiornato) che precludono la concessione della sospensione condizionale della pena ai sensi dell'art. 164 c.p.; (4) il quarto motivo è inammissibile per generale mancanza di specificità e per non avere elementi probatori tali da dimostrare la speciale tenuità del danno riferito ai due quintali di olive. Conseguentemente la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende di euro 3.000,00 (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 625, primo comma, n. 7, cod. pen.

    L'aggravante si applica alla sottrazione di frutti pendenti da alberi, considerati 'esposti alla pubblica fede' per la loro destinazione naturale; non è necessaria un'opera dell'uomo che abbia creato l'esposizione

  • art. 164, ultimo comma, cod. pen.

    Norma che disciplina la sospensione condizionale della pena; la sussistenza di precedenti con pena sospesa può precludere la concessione del beneficio

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali e la possibilità di imporre il versamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti soggettivi e oggettivi nella formulazione del ricorso per cassazione, richiamati in relazione alla articolazione dei motivi

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche: nel caso è stato rilevato che le attenuanti generiche erano già state concesse, dunque il richiamo all'art. 62-bis nel ricorso è stato ritenuto formale o non specificato

  • art. 62, n. 4, cod. pen.

    Riferimento a una circostanza di cui era stato fatto cenno nella motivazione del ricorso, ma non adeguatamente sviluppata; la Corte ha rilevato assenza di specificità

  • Sez. 5, n. 32786 del 25/06/2013 (giurisprudenza)

    Consolidato principio secondo cui, se in uno stesso contesto temporale e spaziale l'agente si impossessa di una parte dei beni e non riesce ad impossessarsi di altri per cause indipendenti dalla sua volontà, si realizza un unico reato consumato e non il tentativo separato

  • Sez. 5, n. 11000 del 13/12/2019 (dep. 2020) (giurisprudenza)

    Principio che include i frutti pendenti tra le 'cose esposte alla pubblica fede' ai fini dell'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 7 c.p.

  • Art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 conv. L. 18/12/2020, n. 176

    Norma richiamata in relazione alla trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale per via telematica nel procedimento e per la partecipazione del pubblico ministero alle fasi di cassazione

Massime di principio

  • Se l'agente consegue l'impossessamento di una parte dei beni nel medesimo contesto spazio-temporale, si configura un reato consumato unico; non è automaticamente tentativo per gli altri beni non raggiunti per cause indipendenti dalla sua volontà
  • I frutti pendenti dagli alberi sono considerati 'esposti alla pubblica fede' per destinazione naturale: l'aggravante dell'art. 625, n. 7 c.p. si applica anche senza un atto umano che abbia reso quei beni visibili o accessibili
  • Per ottenere la sospensione condizionale della pena è necessario verificare l'assenza di precedenti con pena sospesa; certificati più recenti o elementi nel fascicolo possono prevalere su documenti antecedenti
  • La cassazione richiede motivi specifici e il confronto diretto con le ragioni espresse dalla corte territoriale; argomentazioni generiche o prive di elementi probatori sono normalmente dichiarate inammissibili
  • La speciale tenuità del danno va documentata e circostanziata: la mera indicazione di un valore (es. 60 euro) senza elementi probatori specifici è insufficiente a escludere l'aggravante o la responsabilità
  • Quando la Corte territoriale ha fatto accertamenti di fatto (es. presenza di un tino di olive già caricato), il ricorso di cassazione sul punto è difficilmente accoglibile se non si offre prova decisiva contraria
  • In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente può essere condannato alle spese e a versare una somma alla Cassa delle ammende; è quindi importante valutare la fondatezza e la specificità dei motivi prima di proporre il ricorso

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