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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21259/2025 del 05/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Imputazione di 'fuga' ex art. 189, comma 6, cod. strada per un incidente del 5/11/2017; il ricorrente deduceva l'inesistenza dell'elemento oggettivo e soggettivo poiché la responsabilità dell'incidente sarebbe pacificamente addebitabile al veicolo antagonista, e contestava il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis cod. pen., sostenendo che le precedenti condanne non erano della stessa indole e la condotta era occasionale.

La decisione

Ricorso rigettato. La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il primo motivo affermando che il reato di fuga è un reato omissivo di pericolo che si perfeziona con il mero allontanamento dal luogo dell'incidente, senza richiedere l'accertamento di un danno effettivo, e che la condotta è punibile anche se il conducente non è responsabile della causazione dell'incidente. Quanto al 131-bis, pur rilevando un richiamo improprio al requisito dell'abitualità, la Corte ha condiviso la valutazione dei giudici di merito secondo cui sussistono elementi di disvalore (intensità del dolo, comportamento 'egoistico', consapevolezza della patente scaduta e fuga nel momento in cui l'altro conducente parlava con la polizia) che escludono la particolare tenuità; perciò la richiesta di non punibilità è stata implicitamente respinta. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 189, comma 6, Codice della Strada

    Il reato di fuga è un reato omissivo di pericolo che si realizza con il mero allontanamento dal luogo dell'incidente violando l'obbligo di fermarsi; non è necessario l'accertamento di un danno effettivo e la norma si applica anche se il conducente non è responsabile della causazione dell'incidente.

  • art. 131-bis Codice Penale

    La causa di non punibilità per particolare tenuità può essere implicitamente esclusa dal giudice quando la motivazione della sentenza evidenzia elementi che denotano un significativo disvalore della condotta; la presenza di fattori negativi rilevanti (es. dolo intenso, comportamento egoistico, consapevolezza di illegittimità come guida con patente scaduta) impedisce l'applicazione della norma.

  • art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.

    Norma processuale richiamata per la formulazione della censura nel ricorso per cassazione (riferimento alla esposizione sintetica dei motivi di ricorso).

Massime di principio

  • Il reato di fuga (art. 189, comma 6, cod. strada) si perfeziona con il semplice allontanamento dal luogo dell'incidente: non è necessario provare un danno alle persone per integrare il reato.
  • La fattispecie è applicabile anche al conducente non responsabile della causazione dell'incidente: l'antefatto collegato al comportamento del conducente identifica comunque una posizione di garanzia rispetto al pericolo del ritardato soccorso.
  • La circostanza della patente scaduta o la consapevolezza di irregolarità possono essere valorizzate come indici del dolo e del disvalore della condotta.
  • La richiesta di applicazione dell'art. 131-bis deve essere sostenuta con elementi positivi che dimostrino l'assenza di disvalore significativo; i giudici possono ritenere implicitamente non punibile la norma solo se la fattispecie è effettivamente di minima offensività.
  • Se la motivazione di merito evidenzia fattori negativi rilevanti (intensità del dolo, condotta egoistica, consapevolezza dell'illiceità), la causa di non punibilità per particolare tenuità viene normalmente esclusa anche senza espresso richiamo formale.

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