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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20898/2025 del 05/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza del 17/10/2024 con tre motivi principali: (1) violazione dell'art. 322‑bis c.p.p. e del principio devolutivo dell'art. 310 c.p.p., sostenendo che il Tribunale dell'appello cautelare si sarebbe basato su un reato non devoluto in appello (art. 13 e 30, comma 1, legge n. 394/1991) e non contestato nel decreto di sequestro né nell'avviso di conclusione indagini; (2) violazione dell'art. 125, comma 3, c.p.p. per mancata e/o insufficiente motivazione rispetto all'omesso esame di fatti decisivi relativi al ripristino dello stato dei luoghi (sosteneva che le opere abusive erano state eliminate conformemente alle prescrizioni comunali e giudiziarie); (3) analoga censura sull'omesso esame della sopravvenuta mancanza del periculum in mora in seguito al ripristino, rilevando che il locale tecnico sarebbe interrato e non producente alterazione della sagoma.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondato il primo motivo: il Tribunale non ha deciso su questioni non devolute e il reato richiamato risultava affermato nell'atto di appello. Ha ritenuto generici e manifestamente infondati il secondo e il terzo motivo, ritenendo che il Tribunale abbia correttamente valutato la persistenza fisica e l'effetto lesivo delle opere (lo sbancamento e il piano fuori terra risultavano non eliminati dal semplice tamponamento della porta) e che le doglianze difensive non dimostravano l'omesso esame di elementi decisivi acquisiti agli atti. Per tali ragioni la Corte ha respinto il ricorso e ha condannato la ricorrente alle spese processuali e al pagamento di € 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende ex art. 616 c.p.p. (aumento esercitato ai sensi dell'art. 1, comma 64, legge n. 103/2017).

Norme richiamate

  • art. 322‑bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il riesame degli atti cautelari reali; la Corte ricorda che avverso le ordinanze emesse in base a questa norma il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge (motivazione assente o apparente).

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Richiamata in collegamento con il rimedio contro i provvedimenti cautelari reali e la relativa giurisdizione di legittimità.

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Principio devolutivo: il tribunale del riesame deve attenersi alle questioni devolute con l'impugnazione; la Corte ha ritenuto che il Tribunale non abbia ecceduto nei poteri devoluti.

  • art. 309, comma 9 cod. proc. pen.

    Richiamata nella discussione sul principio devolutivo per evidenziare i limiti dell'effetto devolutivo; la Corte sottolinea che l'art. 310 non richiama il comma 9 dell'art. 309 come giustificazione di una riforma per motivi non devoluti.

  • art. 125, comma 3 cod. proc. pen.

    Esigenze di motivazione delle ordinanze: la Corte ricorda che la mancanza o l'insufficienza della motivazione (in particolare l'omesso esame di punti decisivi) può costituire violazione di legge, ma nel caso specifico i motivi erano generici e non provati.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Riferimento ai presupposti del sequestro preventivo (fumus commissi delicti e periculum in mora); la Corte valuta che il Tribunale abbia adeguatamente accertato la persistenza del pericolo nonostante gli interventi di ripristino.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Stabilisce che il ricorso per cassazione contro ordinanze cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge; la Corte lo applica per delimitare la portata del gravame in Cassazione.

  • D.P.R. n. 380/2001 (art. 44 comma 1 lett. c), 64, 65, 71, 72, 93, 94, 95)

    Norme del testo unico dell'edilizia citate a fondamento dell'accusa di realizzazione di opere abusive (permesso di costruire, norme tecniche e vincoli urbanistici/sismici). La Corte ne prende atto come capo d'imputazione a supporto del sequestro.

  • d.lgs. n. 42/2004 (art. 181, comma 1, in relazione agli artt. 136 e 146)

    Norme a tutela dei beni paesaggistici e culturali; citate come profilo di illegittimità delle opere realizzate in area vincolata.

  • codice penale (art. 734)

    Articolo relativo alla violazione delle leggi edilizie; nel procedimento il GIP aveva escluso il solo reato di cui all'art. 734 c.p.

  • legge n. 394/1991 (art. 13, art. 30, comma 1)

    Norme di tutela delle aree protette; la ricorrente contestava l'uso di tali reati da parte del Tribunale, ma la Corte ha osservato che il capo relativo risultava espressamente contestato nell'atto di appello.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'onere delle spese e la possibile sanzione in caso di ricorso inammissibile per colpa; la Corte l'ha applicato condannando la ricorrente e irrogando una somma alla Cassa delle Ammende.

  • art. 1, comma 64, legge n. 103/2017

    Consente l'aumento, oltre il massimo edittale, della sanzione prevista dall'art. 616 c.p.p.; la Corte ha esercitato tale facoltà fissando la somma di € 3.000,00.

Massime di principio

  • Avverso ordinanze cautelari reali (art. 322‑bis/324 c.p.p.) il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge: soprattutto motivazione mancante o meramente apparente o omesso esame di punti decisivi; non è ammessa la censura per mera illogicità manifesta.
  • Per censurare l'omesso esame di elementi decisivi è necessario dimostrare che gli elementi rilevanti risultino effettivamente negli atti trasmessi al tribunale del riesame o siano stati prodotti in udienza; il ricorrente deve allegarli e provarne la presenza negli atti.
  • Il principio devolutivo limita il sindacato del tribunale del riesame alle questioni devolute in appello; tuttavia il tribunale deve valutare gli aspetti rilevanti per i presupposti della misura (fumus e periculum) rimanendo nei limiti del devoluto.
  • In materia di sequestro preventivo di opere abusive, il semplice impedimento temporaneo o la chiusura dell'accesso (es. tamponamento della porta) può non essere considerato sufficiente per eliminare il pericolo di uso futuro: la rimozione deve essere effettiva rispetto alla consistenza materiale dell'abuso (demolizione, tombatura o effettiva eliminazione dello sbancamento/piano fuori terra).
  • I ricorsi generici o basati su rinnovate valutazioni di fatto senza prova dell'omesso esame negli atti hanno scarse probabilità di successo in Cassazione e possono comportare condanne per spese e sanzioni per inammissibilità (art. 616 c.p.p.).

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