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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8254/2022 del 09/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le parti civili hanno proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza di assoluzione confermata in appello a carico di Antonacci Ottavio, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione. Hanno sostenuto che il comportamento tenuto da Antonacci (in particolare l'episodio al Bar Ghighos), le intercettazioni e le dichiarazioni della persona offesa evidenziassero un concreto apporto causale all'estorsione consumata dal fratello, con conseguente concorso nel reato; in subordine, hanno chiesto la riconsiderazione della valutazione probatoria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse fornito una motivazione effettiva, non manifestamente illogica e coerente con le emergenze probatorie, arrivando alla conclusione che la condotta di Antonacci costituiva al massimo connivenza non punibile e non un contributo materiale o causale all'estorsione. La Cassazione ha inoltre osservato che i ricorrenti proponevano una valutazione alternativa delle prove senza indicare fratture logiche manifeste del percorso motivazionale, attività che esula dal sindacato di legittimità. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    La giurisprudenza richiamata precisa che il concorso di persone nel delitto richiede un apporto alla realizzazione dell'illecito; la mera presenza o adesione interna senza contributo causale può integrare solo connivenza non punibile.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    In caso di dichiarata inammissibilità del ricorso per cassazione, la Corte può condannare i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende; nel caso specifico è stata quantificata in euro 3.000,00.

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata (es. Sez. 1, n. 41738/2011; Sez. 1, n. 1172/1991; Sez. 5, n. 21082/2004)

    Sez. 1, n. 41738 del 19/10/2011; Sez. 1, n. 1172 del 27/11/1991; Sez. 5, n. 21082 del 13/04/2004

    Richiamati principi sul sindacato in sede di legittimità sulla motivazione: la Corte può censurare solo la mancanza, la manifesta illogicità, la contraddittorietà o l'incompatibilità logica con atti specifici; non sostituisce la valutazione della prova quando vi sia una doppia conforme.

Massime di principio

  • Quando vi è una "doppia conforme" (assoluzione confermata da Tribunale e Corte d'Appello), la Cassazione non riesamina il valore probatorio delle prove: i ricorrenti devono indicare vizi motivazionali manifesti e decisivi, altrimenti il ricorso è inammissibile.
  • La mera consapevolezza o presenza dell'indagato rispetto al delitto altrui non è automaticamente sufficiente per configurare il concorso (art. 110 c.p.); è necessario dimostrare un contributo materiale o causale alla realizzazione del reato.
  • Le censures che propongono solo una diversa interpretazione della prova o ne chiedono una diversa ponderazione sono, di regola, inammissibili in Cassazione se non accompagnate da evidenti vizi logico-motivazionali.
  • In caso di inammissibilità del ricorso per cassazione i ricorrenti possono essere condannati al pagamento delle spese e a una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; è quindi rischioso proporre ricorsi privi di fondamento processuale solido.
  • Nelle contestazioni fondate su intercettazioni e dichiarazioni della persona offesa, occorre individuare e dimostrare in modo preciso il nesso causale tra i comportamenti dell'imputato e l'evento delittuoso, non basarsi solo su indizi di interesse o vicinanza.

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