Cassazione Penale, Sentenza n. 8179/2022 del 09/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Fiordaliso impugnava l'ordinanza del 14/06/2021 del Tribunale della Libertà di Reggio Calabria, sostenendo violazione di legge e vizi di motivazione relativi ai provvedimenti cautelari e alle imputazioni per corruzione propria (capo 46), truffa aggravata (capo 47) e frode nelle pubbliche forniture (capo 48). Denunciava in particolare: omissione o insufficiente valutazione delle memorie difensive e delle consulenze tecniche di parte; incompetenza e nullità della nomina di alcuni consulenti del P.M.; errata valutazione della provenienza e qualità dei materiali bituminosi; ingiustificata ritenuta responsabilità nell'ambito di specifiche gare (ruolo effettivo e tempi di incarico); assorbimento della truffa nella frode nelle pubbliche forniture; e violazioni procedurali relative alla valutazione delle prove tecniche.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che molte doglianze riproponessero questioni gi già affrontate o sollecitassero una rivalutazione di merito non consentita in questa sede. La Corte ha inoltre ritenuto che il Tribunale del riesame, nel giudizio di rinvio disposto dalla Cassazione, avesse adempiuto all'onere di confrontarsi con le memorie difensive e con le consulenze, dando motivazioni adeguate entro i limiti della delibazione cautelare; abbia legittimamente preferito, su specifici punti tecnici e probatori, le risultanze degli accertamenti svolti dai consulenti del P.M.; e che le questioni sulla competenza dei periti e sulla nullità degli incarichi non erano state sollevate tempestivamente in modo da provocare la nullità degli atti. Ne consegue il rigetto per inammissibilità del ricorso senza rinnovare il riesame di merito.
Norme richiamate
art. 309 cod. proc. pen.
Disciplina il riesame delle misure cautelari; il Tribunale del riesame può modificare o annullare misure accertando gli elementi di fatto e di diritto relativi alle esigenze cautelari.
art. 627 cod. proc. pen.
Regola gli effetti dell'annullamento con rinvio da parte della Cassazione e vincola il giudice di rinvio a colmare le lacune motivazionali senza riproporre argomentazioni già dichiarate illogiche.
art. 273 cod. proc. pen.
Riferito alla disciplina delle misure cautelari e loro impugnazione; evocato nei motivi per vizi di motivazione e di diritto.
artt. 319, 321, 640-bis e 356 cod. pen.
Norme penali relative a reati contestati: corruzione (art. 319 e 321), truffa aggravata (art. 640-bis) e frode nelle pubbliche forniture (art. 356); la Corte ha osservato la possibile concorrenza materiale e la necessità di valutare distintamente gli elementi costitutivi di ciascun reato.
art. 38 d.lgs. n. 163/2006
Norma su cause di esclusione dalle gare; la Corte ha ritenuto integrata la violazione laddove emergessero condanne pregresse rilevanti e la effettiva gestione di società vietate.
art. 118 d.lgs. n. 163/2006
Disciplina i limiti per l'affidamento di subappalti e prestazioni di terzi; la Corte ha ritenuto che l'esecuzione di subcontratti non autorizzati potesse integrare la frode nelle forniture.
art. 67 disp. att. cod. proc. pen.
Prevede l'albo dei periti e la possibilità di nominare esperti esterni; la Corte ha ricordato la facoltà di nominare "persone fornite di particolare competenza" ma con l'onere di motivare la scelta.
artt. 51 e 52 R.D. n. 2537/1925
Richiamati in relazione alle competenze professionali (architetti/ingegneri); la Corte ha considerato la giurisprudenza amministrativa che delimita competenze tecniche ma ha ritenuto le nomine dei periti nel settore compatibili con l'incarico affidato.
art. 568, comma 4, cod. proc. pen.
Stabilisce il requisito dell'interesse concreto e attuale per proporre ricorso in ambito cautelare; la Corte ha ritenuto sussistente l'interesse del ricorrente per fini risarcitori.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Vincola la limitazione nelle motivazioni utili per la decisione della Cassazione; il ricorrente ha presentato censure nei limiti di tale norma.
art. 221 e art. 359 cod. proc. pen.
Norme sulla nomina di consulenti e periti; la Corte ha indicato che l'autoritaà può nominare anche esperti non iscritti all'albo ove motivi la scelta.
art. 182, comma 2, cod. proc. pen.
Termine per sollevare eccezioni di nullità: la Corte ha osservato che la contestazione sulla validità della nomina dei consulenti non era stata tempestivamente sollevata.
art. 360 cod. proc. pen.
Richiamato nelle doglianze sulla incompetenza dei consulenti; la Corte ha ritenuto le censure non tempestive o insufficienti per invalidare le nomine.
art. 348 e art. 498 cod. pen.
Articoli richiamati dalla difesa a titolo di possibile fattispecie di reato connessa alla nomina del consulente non iscritto; la Corte non ha ritenuto opportuno valorizzare tali rilievi per i motivi di tempestività e di merito.
Massime di principio
- In impugnazioni cautelari è necessario avere un interesse concreto e attuale: senza di esso il ricorso può essere dichiarato inammissibile.
- Se la Cassazione annulla con rinvio per vizi di motivazione, il giudice di rinvio può riformulare autonomamente la valutazione dei fatti purché non riproponga argomenti già definiti illogici e dia motivazione congrua sul nuovo esame.
- Le obiezioni sulla competenza o validità dei consulenti (peritali) devono essere sollevate tempestivamente; se proposte tardivamente possono essere considerate inammissibili e non produrre la nullità degli atti.
- Il giudice del riesame, pur privo di ampio potere istruttorio, è obbligato a valutare e confrontare, anche sinteticamente, le consulenze delle parti e a spiegare le ragioni della prevalenza di una consulenza sull'altra su punti decisivi.
- Non è possibile, in sede di impugnazione cautelare, richiedere la riformulazione integrale del merito: molte censure che chiedono nuovo apprezzamento dei fatti possono essere dichiarate inammissibili se mascherano una rivalutazione di merito.
- Quando sono coinvolti reati distinti (es. frode nelle pubbliche forniture e truffa) occorre valutare separatamente gli elementi costitutivi: la presenza di artifici rilevanti per la truffa non esclude automaticamente la sussistenza della frode e possono concorrere materialmente.
- Le questioni tecniche (provenienza e qualità dei materiali, applicazione di penali) richiedono documentazione e riferimenti precisi in atti amministrativi e contabili: l'assenza o la frammentarietà degli atti possono ridurre l'affidabilità degli accertamenti difensivi.
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