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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8176/2022 del 09/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 07/05/2021 che aveva respinto le istanze di misure alternative (affidamento in prova al servizio sociale e detenzione domiciliare) ai sensi degli artt. 47 e 47-ter O.P. Il Tribunale aveva motivato il rigetto sulla base di presunti precedenti penali dell'istante e del titolo in esecuzione (atti persecutori e lesioni), dell'inadeguatezza della proposta lavorativa (contratto con scadenza 31/12/2021 non coprente l'intera durata residua della pena) e dell'inidoneità del domicilio (residenza in un container privo di citofono). Il ricorrente ha contestato la motivazione, producendo certificati a sostegno della propria inesistenza di precedenti penali, deducendo inoltre l'assenza di prova del pericolo di fuga, della recidiva e della pericolosità sociale. Il Procuratore generale aveva chiesto l'inammissibilità del ricorso per difetto di autosufficienza della documentazione prodotta (il certificato penale non sarebbe intestato al ricorrente).

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Sorveglianza di Roma per un nuovo esame, con l'esplicita indicazione di acquisire il certificato penale riferito al ricorrente. La Corte ha rilevato che il Tribunale aveva fondato il diniego primariamente su precedenti penali attribuiti al richiedente senza verificare la possibile omonimia e senza avere acquisito e valutato correttamente la documentazione attestante l'assenza di precedenti. La Corte ha ricordato che non può gravare sull'istante l'onere di produrre integralmente i carichi pendenti quando si tratta di informazioni che l'autorità giudiziaria procede normalmente a verificare.

Norme richiamate

  • art. 47 O.P.

    Norma che disciplina le misure alternative all'esecuzione della pena, fra cui l'affidamento in prova al servizio sociale; nella sentenza rileva come fondamento delle istanze del ricorrente e del relativo esame da parte del Tribunale di sorveglianza

  • art. 47-ter O.P.

    Norma relativa ad altre misure detentive alternative (es. detenzione domiciliare); citata come riferimento normativo alle richieste del ricorrente

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 26232 del 07/07/2020, Luperti, Rv. 279581

    Sez. 1, n. 26232 del 07/07/2020, Luperti, Rv. 279581

    Richiamata per il principio secondo cui il Tribunale di sorveglianza, decidendo su istanza di affidamento in prova presentata da un condannato in stato di libertà, non è obbligato a compiere accertamenti ulteriori sulla personalità del richiedente se le risultanze documentali rivelano l'inidoneità della misura; tuttavia occorre che le risultanze documentali siano state correttamente acquisite e valutate

Massime di principio

  • Quando il diniego di misure alternative è fondato su precedenti penali, il giudice deve verificare che tali precedenti riferiscano effettivamente al richiedente e non derivino da omonimie; l'attribuzione di carichi pendenti senza verifica è viziabile
  • L'onere principale di acquisizione e verifica dei carichi pendenti e dei precedenti spetta all'autorità giudiziaria procedente; il ricorrente non è tenuto a fornire integralmente tutta la documentazione che l'ufficio giudiziario normalmente può reperire d'ufficio
  • Se la decisione negativa si basa su documenti o risultanze che non risultano correttamente acquisite o attribuite, il rimedio è l'annullamento con rinvio per acquisizione degli atti mancanti e nuovo esame
  • La valutazione dell'idoneità della proposta lavorativa e dell'alloggio è rilevante: il posto di lavoro dovrebbe coprire la durata residua della pena e il domicilio deve risultare effettivamente idoneo ai fini della misura alternativa; però tali elementi devono essere controllati e comprovati dal Tribunale prima di fondare il rifiuto
  • Le eccezioni del Procuratore generale relative alla 'insufficienza' dei documenti possono essere rilevanti, ma non autorizzano il giudice a negare i benefici senza aver prima compiuto gli accertamenti necessari sull'identità e sui precedenti del richiedente

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