Cassazione Penale, Sentenza n. 17252/2025 del 07/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente chiedeva l'affidamento in prova al servizio sociale su un titolo esecutivo sospeso (art. 656, comma 5 c.p.p.). Il Tribunale di sorveglianza aveva respinto l'istanza ritenendo inidoneo il domicilio indicato (via Bogotà, Gela) perché oggetto di abusiva occupazione. Ferrigno contestava (1) che la legge (art. 47 Ord. Pen.) non richieda un domicilio legittimamente posseduto per la concessione del beneficio; (2) un travisamento istruttorio, sostenendo di avere indicato come domicilio piazza Aldo Moro e non via Bogotà.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha richiamato la giurisprudenza consolidata (ex multis, Sez. 1, n. 23550/2022) secondo cui la detenzione domiciliare e l'affidamento in prova al servizio sociale non possono essere concessi se il soggetto abita in un immobile occupato abusivamente, anche se è in corso una regolarizzazione o si paga un canone. Tale divieto discende dall'art. 47‑ter, comma 4, Ord. pen., e dall'art. 284, comma 1‑ter, c.p.p. e, per analogia funzionale, si estende all'affidamento in prova perché è necessario un domicilio legittimo per garantire gli interventi e i controlli del servizio sociale. La Corte ha inoltre ritenuto irrilevante la diversa indicazione formale del domicilio in istanza se, dalle informazioni acquisite, risulta un diverso domicilio effettivamente a disposizione dell'imputato. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ordinamento penitenziario)
Il ricorrente invocava l'art. 47 per sostenere che la legge non richiede un domicilio legittimamente posseduto; la Corte però ritiene che la disciplina penitenziaria e le norme collegate consentano di escludere misure alternative quando manca un domicilio legittimo idoneo all'esecuzione della misura
Questo comma vieta l'esecuzione della detenzione domiciliare presso un immobile occupato abusivamente; la Corte lo richiama come fondamento del divieto e lo applica, per ragioni funzionali, anche all'affidamento in prova al servizio sociale
Prevede il divieto di esecuzione di misure restrittive della libertà presso immobili occupati abusivamente; la Corte lo usa per confermare l'impossibilità di concedere misure alternative in presenza di tale situazione
Richiamato nel capo introduttivo come riferimento al titolo esecutivo sospeso su cui verteva la richiesta di misura alternativa (rilevanza procedurale contestuale)
Norma applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso
Massime di principio
- La presenza di un domicilio occupato abusivamente costituisce un impedimento oggettivo alla concessione di misure alternative alla detenzione (detenzione domiciliare e affidamento in prova al servizio sociale), anche se è in corso una procedura di regolarizzazione o se è corrisposto un canone.
- Il divieto normativo previsto per la detenzione domiciliare (art. 47‑ter e art. 284 c.p.p.) si applica, per motivi funzionali e di sicurezza giuridica, anche all'affidamento in prova al servizio sociale, che richiede un domicilio legittimo e stabile per consentire gli interventi e i controlli.
- Nella valutazione dei requisiti di disponibilità del domicilio il giudice tiene conto della situazione di fatto accertata (informazioni della polizia giudiziaria): una diversa dichiarazione formale del domicilio nell'istanza ha scarso rilievo se non corrisponde alla disponibilità effettiva.
- La mancanza del requisito del domicilio legittimo impedisce ogni valutazione di merito sulla prognosi di riuscita della misura alternativa: il difetto è un presupposto ostativo che blocca il procedimento concessorio.
- Per chi richiede misure alternative è strategico dimostrare documentalmente la legittima disponibilità di un domicilio (atto di proprietà, contratto di locazione regolare, iscrizione anagrafica, attestazioni ufficiali) prima di proporre l'istanza; in alternativa va proposta una diversa soluzione domiciliare idonea e verificabile.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 7 mag 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 16963/2025 del 07/05/2025
- Sentenza penale · 7 mag 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 16964/2025 del 07/05/2025
- Sentenza penale · 7 mag 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 16965/2025 del 07/05/2025
- Sentenza penale · 7 mag 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 16966/2025 del 07/05/2025
- Sentenza penale · 7 mag 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 16967/2025 del 07/05/2025
- Sentenza penale · 7 mag 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 16968/2025 del 07/05/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →