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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46222/2023 del 16/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Milano che aveva assolto Marsico per il reato di peculato ritenendo mancante l'elemento soggettivo. Il motivo di ricorso, riassunto ex art. 173 disp. att. c.p.p., denunciava contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione della Corte d'Appello nella parte in cui escludeva il dolo nonostante elementi concreti che mostravano l'appropriazione (indicazione di causali false nei mandati di pagamento, ammissione dei fatti dall'imputata dopo la contestazione, restituzione delle somme solo un mese dopo). Si contestava inoltre che la Corte avesse fatto riferimento a una supposta anticipazione di somme dovute mai dichiarata dall'imputata e contraddetta dalle causali e dagli elementi probatori.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale. Ha ritenuto che, sebbene la Corte d'Appello avesse correttamente accertato l'elemento oggettivo del reato, avesse travisato elementi decisivi nella valutazione del dolo e confuso il movente (una presunta anticipazione) con la coscienza e volontà di appropriarsi. La Corte di Cassazione ha richiamato il principio secondo cui il dolo nel reato di peculato è di natura generica e si realizza quando coscienza e volontà ricadono sulla condotta di appropriazione, indipendentemente dal movente. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Milano per un nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. pen. (peculato)

    Il dolo del peculato è di natura generica: è sufficiente che coscienza e volontà ricadano sulla condotta di appropriazione della cosa o del denaro di cui il pubblico ufficiale abbia la disponibilità; i motivi che hanno indotto il comportamento (il movente) sono irrilevanti ai fini della configurabilità del dolo.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per la formulazione sintetica del motivo di ricorso (contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione).

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 2, n. 23769 del 14/04/2021 (Rv. 281605 - 02)

    Precedente interpretativo confermato e richiamato: ribadisce la genericità del dolo nel peculato e che il movente non incide sulla sussistenza dell'elemento soggettivo.

Massime di principio

  • Nel reato di peculato l'elemento soggettivo è soddisfatto quando è dimostrabile la coscienza e la volontà di appropriarsi del denaro o della cosa pubblica: il movente (es. necessità, intenzione di anticipare somme dovute) non esclude il dolo.
  • Indizi come l'uso di causali false nei mandati di pagamento, l'ammissione dei fatti dopo contestazione e la restituzione delle somme solo dopo le contestazioni sono forti indici di dolo e possono giustificare una condanna.
  • La restituzione successiva delle somme non elimina automaticamente la responsabilità penale: rileva il momento e la consapevolezza al momento dell'appropriazione e il contesto probatorio.
  • La presenza di firme o controlli formali di altri uffici non esclude la responsabilità se l'imputato aveva effettiva disponibilità e ruolo decisivo nell'operazione; il controllo meramente formale non trasferisce automaticamente la responsabilità.
  • Il giudice d'appello non deve confondere movente e elemento soggettivo: ragioni o scopi antecedenti dell'agente non cancellano la valutazione della coscienza e volontà di appropriazione.
  • Il travisamento di elementi probatori essenziali o motivazioni contraddittorie su punti decisivi può portare alla cassazione con rinvio per nuovo giudizio.
  • In difesa, per contrastare accuse di peculato, è utile produrre documentazione che provi la natura effettiva e giustificata dei pagamenti (autorizzazioni formali, titoli di credito, prove di effettiva spettanza delle somme) e dimostrare l'assenza di disponibilità o di volontà appropriativa.

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