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Cassazione Penale, Ordinanza n. 19001/2026 del 26/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che, in doppia conforme rispetto al primo grado, lo aveva condannato per lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Nel ricorso si contestava, in sostanza, la ricostruzione della vicenda e la sussunzione del fatto nel paradigma delle lesioni personali, sostenendosi l'insufficienza del nesso causale tra la propria condotta e la frattura della mandibola riportata dalla persona offesa; veniva inoltre censurato il trattamento sanzionatorio, in particolare il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse motivato correttamente, anche richiamando la sentenza di primo grado in un contesto di doppia conforme, sia sulla ricostruzione del fatto sia sulla riferibilità causale delle lesioni alla condotta dell'imputato, che aveva ammesso di aver sferrato un forte pugno al volto della persona offesa, facendola cadere e perdere i sensi; l'ulteriore intervento aggressivo del coimputato è stato considerato successivo al danno già causato. In punto pena, la Corte ha escluso vizi motivazionali o errori di diritto nel diniego delle attenuanti generiche, giustificato dalla negativa personalità dell'imputato. All'inammissibilità è conseguita la condanna al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 616 c.p.p., nei limiti ricavabili dal testo.

Norme richiamate

  • artt. 582-585 c.p.

    Richiamo ai reati di lesioni personali aggravate contestati e ritenuti correttamente sussunti nella decisione di merito.

  • art. 337 c.p.

    Reato contestato e confermato nel giudizio di merito, senza specifiche questioni di diritto affrontate dalla Corte di cassazione nel testo disponibile.

  • art. 635, comma 2, c.p.

    Reato contestato e confermato nel giudizio di merito, senza ulteriori approfondimenti nel provvedimento di legittimità.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso conseguono le statuizioni accessorie previste dalla norma.

Massime di principio

  • In presenza di doppia conforme, la motivazione della sentenza d'appello può legittimamente richiamare quella di primo grado, purché la ricostruzione fattuale e il percorso logico-giuridico risultino complessivamente coerenti e intelligibili.
  • La causazione delle lesioni può essere affermata quando la condotta dell'imputato, per come ammessa e accertata, sia idonea da sola a produrre l'evento lesivo, restando irrilevante un successivo intervento di terzi che intervenga solo dopo il verificarsi del danno.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si risolve nella mera contestazione della valutazione di merito già sorretta da motivazione congrua, senza evidenziare reali vizi logici o violazioni di legge.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è immune da censura se fondato su elementi individualizzanti negativi dell'imputato e adeguatamente motivato dal giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieLesioniImpugnazioni
RamiDelitti contro la personaProcesso penale
IstitutiNesso di causalità

Testo integrale

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