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Cassazione Penale, Ordinanza n. 14614/2025 del 14/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

Il condannato ha proposto ricorso avverso l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva rigettato l'istanza di rideterminazione della pena inflitta con sentenza irrevocabile per il reato di rapina, istanza fondata sulla sentenza della Corte costituzionale n. 86 del 2024. In particolare, la difesa sosteneva che il giudice dell'esecuzione avesse erroneamente negato il riconoscimento dell'attenuante della lieve entità del fatto, incorrendo in violazione di legge per non aver valorizzato il limitato valore economico dei beni sottratti e in vizio di motivazione per non avere considerato tale dato né la restituzione degli oggetti alla vittima all'arrivo delle forze dell'ordine.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per manifesta infondatezza. Ha rilevato che le censure non si confrontavano con la motivazione dell'ordinanza impugnata, fondata sulle modalità violente dell'azione, posta in essere da più persone che avevano colpito ripetutamente la vittima con un manganello. Ha inoltre richiamato l'orientamento di legittimità secondo cui la lieve entità va valutata complessivamente e non in base al solo valore economico del bene sottratto. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.

    La decisione presuppone la questione della lieve entità del fatto in relazione alla rapina, quale parametro rilevante per la rideterminazione della pena dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 86 del 2024, ma il testo non indica l'articolo codicistico preciso; l'attenuante viene considerata solo nei suoi presupposti complessivi.

  • sent. Corte cost. n. 86 del 2024

    È richiamata come base dell'istanza di rideterminazione della pena, in quanto intervenuta sulla disciplina della lieve entità riferita al reato di rapina.

  • sent. Corte cost. n. 120 del 2023

    È richiamata per il parallelismo con la disciplina della lieve entità in materia di estorsione e per l'orientamento interpretativo sulla valutazione complessiva del fatto.

  • art. 616 c.p.p.

    È la base della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende a seguito della declaratoria di inammissibilità.

Massime di principio

  • Quando si invoca la lieve entità del fatto per ottenere benefici o rideterminazioni sanzionatorie, il giudizio deve avere ad oggetto l'intero disvalore concreto della condotta, non un solo elemento isolato come il valore economico del bene sottratto.
  • La lieve entità non è configurabile se, avuto riguardo a natura, specie, mezzi, modalità e circostanze dell'azione, nonché all'entità del danno o del pericolo, il fatto conservi un apprezzabile disvalore complessivo.
  • Nel ricorso per cassazione è inammissibile la censura che non si confronti con la ratio decidendi dell'ordinanza impugnata e che si limiti a contrapporre una diversa lettura degli elementi di fatto.
  • La manifesta infondatezza ricorre quando il ricorso disconosce il senso univoco della disposizione di legge applicata dal giudice di merito o dell'esecuzione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRapina
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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