Sentenza n. 2352/2026 - Catania, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di acquisizione al patrimonio comunale di immobili e aree conseguente all'inottemperanza a un'ordinanza di demolizione; provvedimento che ha negato la legittimazione alla presentazione di un'istanza di sanatoria edilizia ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza comunale di acquisizione al patrimonio del Comune, deducendo: violazione e falsa applicazione dell'art. 31 d.P.R. 380/2001, carenza dei presupposti e travisamento dei fatti, poiché uno dei comproprietari sarebbe stato estraneo agli abusi realizzati su un'area di proprietà esclusiva dell'altra ricorrente; illegittima estensione dell'acquisizione a un'area ulteriore rispetto a quella di sedime delle opere abusive, senza adeguata motivazione sulle ragioni di interesse pubblico; necessità di un nuovo accertamento dello stato dei luoghi, considerato il lungo tempo trascorso dall'accertamento dell'inottemperanza; erronea applicazione dell'art. 31 d.P.R. 380/2001, poiché le opere avrebbero interessato un immobile preesistente e avrebbero dovuto essere distinte dalle parti assentite; e insussistenza dei presupposti dell'acquisizione, in quanto l'art. 31 sarebbe applicabile soltanto agli immobili realizzati senza permesso di costruire nei casi previsti dall'art. 10 d.P.R. 380/2001. Con motivi aggiunti, i ricorrenti hanno impugnato il provvedimento del 15 aprile 2025 che li aveva ritenuti non legittimati a presentare un'istanza di sanatoria ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001, deducendo illegittimità derivata e violazione dell'art. 10-bis l. 241/1990 per omesso preavviso di rigetto.
La decisione
Il ricorso introduttivo è stato accolto parzialmente. Il primo motivo è stato respinto perché le opere abusive insistevano anche su una particella in comproprietà e, per tale porzione, l'ingiunzione di demolizione era rimasta efficace nei confronti del comproprietario; il precedente annullamento disposto dal CGARS riguardava soltanto le opere insistenti sulla particella di proprietà esclusiva dell'altra ricorrente. Il secondo motivo è stato accolto: l'acquisizione di aree ulteriori rispetto a quella di sedime delle opere abusive è stata ritenuta illegittima per difetto di motivazione, non essendo state indicate le ragioni che giustificavano tale estensione. Il terzo motivo è stato respinto: secondo l'Adunanza plenaria n. 16/2023, l'inottemperanza all'ordine di demolizione determina l'acquisto ipso iure dell'immobile abusivo allo scadere del termine assegnato; una demolizione tardiva è irrilevante, salvo prova della non imputabilità dell'inottemperanza. Sono stati respinti anche il quarto e il quinto motivo, poiché le opere avevano quasi triplicato la superficie assentita, aggiunto un piano cantinato di rilevanti dimensioni e realizzato una tettoia non autorizzata, configurando un organismo edilizio totalmente diverso e non scorporabile da quello assentito. Le opere rientravano quindi nella totale difformità e richiedevano il permesso di costruire, rendendo legittima l'applicazione dell'art. 31 d.P.R. 380/2001. I motivi aggiunti sono stati respinti: l'acquisizione ipso iure aveva fatto venir meno la titolarità dei ricorrenti sull'area e sulle opere, con conseguente difetto di legittimazione a chiedere l'accertamento di conformità ex artt. 36 e 36-bis d.P.R. 380/2001. L'omesso preavviso di rigetto è stato ritenuto irrilevante, poiché l'esito del procedimento era vincolato. L'ordinanza è stata annullata esclusivamente nella parte relativa all'acquisizione dell'area eccedente il sedime delle opere abusive; è stata confermata per il resto. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
l'inottemperanza all'ingiunzione di demolizione comporta l'acquisizione gratuita al patrimonio del Comune dell'opera abusiva e dell'area necessaria
La disposizione legittima l'acquisizione dell'immobile abusivo e dell'area necessaria, ma l'estensione a un'area ulteriore rispetto al sedime deve essere motivata. L'acquisto dell'immobile abusivo si produce ipso iure allo scadere del termine per ottemperare all'ordine di demolizione.
Non trova applicazione quando le opere realizzate in totale difformità determinano un organismo edilizio totalmente diverso e non sono scorporabili dall'edificio assentito.
Le opere realizzate, per consistenza e trasformazione dell'organismo edilizio, richiedevano il permesso di costruire; ne consegue la riconducibilità alla disciplina dell'art. 31.
art. 3, comma 1, lett. e1), d.P.R. 380/2001
La riconducibilità delle opere alla nuova costruzione imponeva il rilascio del permesso di costruire.
L'accertamento di conformità non può essere richiesto da chi abbia perso la titolarità dell'area e delle opere a seguito dell'acquisizione ipso iure.
Anche la sanatoria prevista da tale disposizione presuppone la legittimazione del richiedente e non può essere attivata dal soggetto che, per effetto dell'acquisizione, non è più titolare dell'area e delle opere.
L'omesso preavviso di rigetto non determina l'illegittimità del provvedimento quando l'esito del procedimento è vincolato e il ricorrente non avrebbe potuto ottenere un esito diverso.
Massime di principio
- L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente all'inottemperanza a un'ordinanza di demolizione si produce ipso iure allo scadere del termine assegnato per la demolizione; una demolizione successiva non impedisce l'effetto traslativo già verificatosi, salvo che l'interessato dimostri la non imputabilità dell'inottemperanza.
- L'acquisizione ex art. 31 d.P.R. 380/2001 non può estendersi automaticamente a un'area ulteriore rispetto a quella di sedime delle opere abusive: quando l'amministrazione acquisisce aree circostanti o comunque eccedenti, deve indicare specificamente le ragioni che rendono necessaria tale estensione.
- Quando le opere realizzate determinano un organismo edilizio totalmente diverso, per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione, e non sono scorporabili dalla costruzione assentita, esse integrano una totale difformità e giustificano l'applicazione dell'art. 31 d.P.R. 380/2001.
- L'acquisizione ipso iure dell'area e delle opere abusive determina il venir meno della titolarità del precedente proprietario e, conseguentemente, della sua legittimazione a presentare istanze di accertamento di conformità o di sanatoria edilizia.
- L'omesso preavviso di rigetto non comporta l'illegittimità del provvedimento quando, per effetto della perdita della titolarità e del conseguente difetto di legittimazione, l'esito del procedimento è vincolato e non avrebbe potuto essere diverso.
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