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Sentenza

Sentenza n. 2352/2026 - Catania, Sezione 1

Giustizia amministrativa202302428

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di acquisizione al patrimonio comunale di immobili e aree conseguente all'inottemperanza a un'ordinanza di demolizione; provvedimento che ha negato la legittimazione alla presentazione di un'istanza di sanatoria edilizia ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza comunale di acquisizione al patrimonio del Comune, deducendo: violazione e falsa applicazione dell'art. 31 d.P.R. 380/2001, carenza dei presupposti e travisamento dei fatti, poiché uno dei comproprietari sarebbe stato estraneo agli abusi realizzati su un'area di proprietà esclusiva dell'altra ricorrente; illegittima estensione dell'acquisizione a un'area ulteriore rispetto a quella di sedime delle opere abusive, senza adeguata motivazione sulle ragioni di interesse pubblico; necessità di un nuovo accertamento dello stato dei luoghi, considerato il lungo tempo trascorso dall'accertamento dell'inottemperanza; erronea applicazione dell'art. 31 d.P.R. 380/2001, poiché le opere avrebbero interessato un immobile preesistente e avrebbero dovuto essere distinte dalle parti assentite; e insussistenza dei presupposti dell'acquisizione, in quanto l'art. 31 sarebbe applicabile soltanto agli immobili realizzati senza permesso di costruire nei casi previsti dall'art. 10 d.P.R. 380/2001. Con motivi aggiunti, i ricorrenti hanno impugnato il provvedimento del 15 aprile 2025 che li aveva ritenuti non legittimati a presentare un'istanza di sanatoria ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001, deducendo illegittimità derivata e violazione dell'art. 10-bis l. 241/1990 per omesso preavviso di rigetto.

La decisione

Il ricorso introduttivo è stato accolto parzialmente. Il primo motivo è stato respinto perché le opere abusive insistevano anche su una particella in comproprietà e, per tale porzione, l'ingiunzione di demolizione era rimasta efficace nei confronti del comproprietario; il precedente annullamento disposto dal CGARS riguardava soltanto le opere insistenti sulla particella di proprietà esclusiva dell'altra ricorrente. Il secondo motivo è stato accolto: l'acquisizione di aree ulteriori rispetto a quella di sedime delle opere abusive è stata ritenuta illegittima per difetto di motivazione, non essendo state indicate le ragioni che giustificavano tale estensione. Il terzo motivo è stato respinto: secondo l'Adunanza plenaria n. 16/2023, l'inottemperanza all'ordine di demolizione determina l'acquisto ipso iure dell'immobile abusivo allo scadere del termine assegnato; una demolizione tardiva è irrilevante, salvo prova della non imputabilità dell'inottemperanza. Sono stati respinti anche il quarto e il quinto motivo, poiché le opere avevano quasi triplicato la superficie assentita, aggiunto un piano cantinato di rilevanti dimensioni e realizzato una tettoia non autorizzata, configurando un organismo edilizio totalmente diverso e non scorporabile da quello assentito. Le opere rientravano quindi nella totale difformità e richiedevano il permesso di costruire, rendendo legittima l'applicazione dell'art. 31 d.P.R. 380/2001. I motivi aggiunti sono stati respinti: l'acquisizione ipso iure aveva fatto venir meno la titolarità dei ricorrenti sull'area e sulle opere, con conseguente difetto di legittimazione a chiedere l'accertamento di conformità ex artt. 36 e 36-bis d.P.R. 380/2001. L'omesso preavviso di rigetto è stato ritenuto irrilevante, poiché l'esito del procedimento era vincolato. L'ordinanza è stata annullata esclusivamente nella parte relativa all'acquisizione dell'area eccedente il sedime delle opere abusive; è stata confermata per il resto. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    l'inottemperanza all'ingiunzione di demolizione comporta l'acquisizione gratuita al patrimonio del Comune dell'opera abusiva e dell'area necessaria

    La disposizione legittima l'acquisizione dell'immobile abusivo e dell'area necessaria, ma l'estensione a un'area ulteriore rispetto al sedime deve essere motivata. L'acquisto dell'immobile abusivo si produce ipso iure allo scadere del termine per ottemperare all'ordine di demolizione.

  • art. 34 d.P.R. 380/2001

    Non trova applicazione quando le opere realizzate in totale difformità determinano un organismo edilizio totalmente diverso e non sono scorporabili dall'edificio assentito.

  • art. 10 d.P.R. 380/2001

    Le opere realizzate, per consistenza e trasformazione dell'organismo edilizio, richiedevano il permesso di costruire; ne consegue la riconducibilità alla disciplina dell'art. 31.

  • art. 3, comma 1, lett. e1), d.P.R. 380/2001

    La riconducibilità delle opere alla nuova costruzione imponeva il rilascio del permesso di costruire.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    L'accertamento di conformità non può essere richiesto da chi abbia perso la titolarità dell'area e delle opere a seguito dell'acquisizione ipso iure.

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    Anche la sanatoria prevista da tale disposizione presuppone la legittimazione del richiedente e non può essere attivata dal soggetto che, per effetto dell'acquisizione, non è più titolare dell'area e delle opere.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    L'omesso preavviso di rigetto non determina l'illegittimità del provvedimento quando l'esito del procedimento è vincolato e il ricorrente non avrebbe potuto ottenere un esito diverso.

Massime di principio

  • L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente all'inottemperanza a un'ordinanza di demolizione si produce ipso iure allo scadere del termine assegnato per la demolizione; una demolizione successiva non impedisce l'effetto traslativo già verificatosi, salvo che l'interessato dimostri la non imputabilità dell'inottemperanza.
  • L'acquisizione ex art. 31 d.P.R. 380/2001 non può estendersi automaticamente a un'area ulteriore rispetto a quella di sedime delle opere abusive: quando l'amministrazione acquisisce aree circostanti o comunque eccedenti, deve indicare specificamente le ragioni che rendono necessaria tale estensione.
  • Quando le opere realizzate determinano un organismo edilizio totalmente diverso, per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione, e non sono scorporabili dalla costruzione assentita, esse integrano una totale difformità e giustificano l'applicazione dell'art. 31 d.P.R. 380/2001.
  • L'acquisizione ipso iure dell'area e delle opere abusive determina il venir meno della titolarità del precedente proprietario e, conseguentemente, della sua legittimazione a presentare istanze di accertamento di conformità o di sanatoria edilizia.
  • L'omesso preavviso di rigetto non comporta l'illegittimità del provvedimento quando, per effetto della perdita della titolarità e del conseguente difetto di legittimazione, l'esito del procedimento è vincolato e non avrebbe potuto essere diverso.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizio
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiDifetto di motivazioneEfficacia ed esecutorietàLegittimazione e interesse a ricorrereVizi formali non invalidanti

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