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Cassazione Civile, Ordinanza n. 08338/2024 del 27/03/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (venditori)

La controversia

La controversia riguarda la vendita di un fondo agricolo e la successiva azione di riscatto agrario proposta da una proprietaria confinante, la quale sosteneva di avere diritto di prelazione ex art. 8 l. 590/1965 e art. 7 l. 817/1971. Gli acquirenti originari, dopo aver venduto a terzi il fondo acquistato anni prima, erano stati chiamati in garanzia dall'acquirente finale per l'evizione parziale derivante dall'accoglimento del retratto. In cassazione i venditori hanno dedotto: omessa pronuncia sulla domanda di declaratoria di inefficacia del contratto di vendita per mancanza dei presupposti del retratto; violazione delle norme sulla prelazione agraria per avere la Corte d'appello ritenuto sufficiente la sola qualità di proprietaria confinante senza verificare tutte le condizioni soggettive e oggettive richieste dall'art. 8 l. 590/1965; errata qualificazione della controparte come coltivatrice diretta e errata valutazione delle prove; violazioni in tema di onere della prova; erronea regolazione delle spese e della responsabilità per evizione; omessa pronuncia sulla dedotta decadenza della retraente per mancato pagamento del prezzo nel termine assegnato.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo e il secondo motivo, cassando la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d'appello di Perugia in diversa composizione. Ha invece dichiarato inammissibili il terzo e il quarto motivo, e ha assorbito il quinto motivo sulle spese. Ha ritenuto infondato il sesto motivo, rilevando che, per effetto della chiamata in garanzia, vi era inscindibilità processuale delle cause e non si era formato un giudicato autonomo sul capo relativo al retratto; pertanto l'omessa pronuncia sulla dedotta decadenza non era decisiva. Il rinvio dovrà riesaminare il merito della prelazione/riscatto agrario applicando il principio secondo cui anche il proprietario confinante deve possedere tutte le condizioni previste dall'art. 8 l. 590/1965, cui l'art. 7 l. 817/1971 rinvia integralmente.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    viene richiamato come base dei diversi motivi di ricorso per violazione di legge, nullità della sentenza e vizio motivazionale

  • art. 112 c.p.c.

    l'omessa pronuncia è denunciabile, ma la censura è irrilevante se l'omissione non ha inciso sul decisum

  • art. 99 c.p.c.

    richiamato tra le norme processuali asseritamente violate nei motivi di ricorso

  • art. 101 c.p.c.

    richiamato tra le norme processuali asseritamente violate nei motivi di ricorso

  • art. 111 Cost.

    richiamato in relazione al dovere di decisione e al giusto processo

  • art. 7 l. 14 agosto 1971, n. 817

    il diritto di prelazione del proprietario confinante rinvia integralmente alle condizioni dell'art. 8 l. 590/1965

  • art. 8 l. 26 maggio 1965, n. 590

    stabilisce le condizioni soggettive e oggettive per l'esercizio della prelazione e del riscatto agrario, applicabili anche al confinante

  • art. 51 l. 26 maggio 1965, n. 590

    richiamato nei motivi come norma sulla prelazione agraria

  • art. 2697 c.c.

    la violazione dell'onere della prova ricorre solo se il giudice attribuisce il carico probatorio alla parte sbagliata, non quando si contesta la valutazione delle prove

  • art. 113 c.p.c.

    richiamato nei motivi di ricorso in relazione alla decisione secondo diritto

  • art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    richiamato per asserita motivazione mancante o apparente

  • art. 1483 c.c.

    norma sulla garanzia per evizione, posta a fondamento della chiamata in garanzia dei venditori

  • artt. 1175 e 1375 c.c.

    richiamati dai ricorrenti per sostenere la correttezza e buona fede del proprio comportamento

  • art. 1227 c.c.

    richiamato dai ricorrenti in tema di concorso del fatto del danneggiato e riduzione del danno

  • art. 1337 c.c.

    richiamato dai ricorrenti in relazione alla condotta precontrattuale della parte acquirente

  • art. 2909 c.c.

    richiamato in tema di giudicato sostanziale

  • art. 324 c.p.c.

    richiamato in tema di formazione del giudicato formale

  • art. 1 l. 8 gennaio 1979, n. 2

    richiamato per il termine di pagamento del prezzo nel retratto agrario

  • art. 331 c.p.c.

    richiamato in motivazione per l'inscindibilità delle cause in presenza di chiamata in garanzia

Massime di principio

  • Il proprietario di un fondo agricolo confinante con altro fondo venduto può esercitare la prelazione e il riscatto agrario solo se ricorrono tutte le condizioni soggettive e oggettive previste per gli altri aventi diritto dall'art. 8 l. 590/1965, poiché l'art. 7 l. 817/1971 non crea un autonomo titolo di prelazione sganciato da quei requisiti.
  • La qualità di proprietario confinante non basta da sola a fondare il diritto di prelazione agraria: occorre anche la prova della qualifica di coltivatore diretto, della coltivazione diretta dei fondi, dell'adeguatezza della forza lavorativa familiare e delle ulteriori condizioni legalmente previste.
  • La violazione dell'art. 2697 c.c. è configurabile in cassazione solo quando il giudice abbia erroneamente ripartito l'onere probatorio tra le parti; non quando si contesta, in sostanza, la valutazione delle prove e l'accertamento del fatto compiuto dal giudice di merito.
  • L'omessa pronuncia su una questione processuale o di merito non determina cassazione se la censura è priva di decisività, cioè se la questione omessa risulta comunque infondata o inidonea a incidere sul dispositivo.
  • La chiamata in garanzia può determinare un litisconsorzio necessario processuale e l'inscindibilità delle cause ai fini dell'impugnazione, con conseguente impossibilità di formarsi un giudicato parziale autonomo su capi strettamente dipendenti tra loro.

Come è indicizzato

MaterieProprietàImpugnazioniProve
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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