Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50001/2023 del 15/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione articolando tre motivi: 1) violazione dell'art. 606, comma 1, lett. b), c) ed e) c.p.p. in relazione all'omessa declaratoria di inammissibilità dell'appello proposto dal Procuratore Generale, deducendo che quest'ultimo avrebbe dovuto essere ritenuto inammissibile in mancanza di acquiescenza del Procuratore della Repubblica; 2) errata qualificazione giuridica dei fatti (contestata la ricostruzione della violenza, sostenendo che la condotta si è concretizzata solo nel tentativo di darsi alla fuga e non in uso di violenza); 3) omessa applicazione della sospensione condizionale della pena, deducendo che la negazione del beneficio si è basata solo sui precedenti di polizia senza valutare adeguatamente la giovane età, lo stato di incensuratezza e l'inserimento stabile sul territorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo il Collegio ha ritenuto ammissibile l'appello del Procuratore Generale: richiamando le Sezioni Unite, ha interpretato l'art. 593-bis c.p.p. e l'art. 166-bis disp. att. come prevedenti un potere-dovere del Procuratore Generale di promuovere intese o coordinamento con i Procuratori della Repubblica; non è richiesta una formalizzazione scritta dell'acquiescenza e la proposizione isolata dell'appello da parte del Procuratore Generale è compatibile con l'assunzione, da parte sua, di aver svolto la verifica interna. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile per aspecificità e per mero tentativo di rivalutazione fattuale, non consentita in sede di legittimità; la Corte ha confermato che la motivazione di merito aveva adeguatamente riscontrato le dichiarazioni della persona offesa e la violenza della condotta. Il terzo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato: la negazione della sospensione condizionale rientra nella discrezionalità del giudice e, nel caso concreto, è stata motivata con riferimento a precedenti di polizia recenti e della stessa indole, elementi idonei a giustificare una prognosi negativa. A seguito del rigetto, il ricorrente è stato condannato, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al pagamento delle spese processuali (condanna alle spese di cassazione).

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Norma richiamata nella fase di primo grado come parte della ricostruzione originaria del reato (rapina). Non oggetto di specifica interpretazione di Cassazione nel provvedimento oltre alla riclassificazione operata in appello.

  • art. 628 cod. pen.

    Norma nella quale la Corte d'appello ha ritenuto ricondurre i fatti (riequlificazione dell'originaria imputazione). Cassazione non ha censurato la valutazione di merito.

  • art. 606, comma 1, lett. b), c) ed e), cod. proc. pen.

    Norme sul motivo di ricorso per cassazione (esposizione specifica dei motivi). Il Collegio ha valutato i motivi alla luce dei limiti dell'impugnazione in sede di legittimità, sancendo l'inammissibilità di argomentazioni aspecifiche e la non rilevanza di doglianze di fatto.

  • art. 593-bis, comma 2, cod. proc. pen.

    il procuratore generale presso la corte d'appello può appellare soltanto nei casi di avocazione o qualora il procuratore della Repubblica abbia prestato acquiescenza al provvedimento

    La Corte ha interpretato la norma nel senso che la legittimazione del Procuratore Generale ad appellare è "secondaria" e subordinata all'avocazione o all'acquiescenza del Procuratore della Repubblica; tuttavia, l'accertamento dell'acquiescenza non richiede una formale documentazione allegata all'atto di appello.

  • art. 166-bis disp. att. cod. proc. pen.

    Al fine di acquisire tempestiva notizia in ordine alle determinazioni relative all'impugnazione delle sentenze di primo grado, il procuratore generale presso la corte d'appello promuove intese o altre forme di coordinamento con i procuratori della Repubblica del distretto

    La disposizione impone al Procuratore Generale un dovere di promuovere intese o coordinamento; la Corte ha ritenuto che l'adempimento di tale obbligo possa essere implicitamente attestato dalla proposizione dell'appello del Procuratore Generale, senza necessità di formale allegazione dell'acquiescenza.

  • art. 163 cod. pen.

    Riferimento normativo in tema di giudizio prognostico per la concessione della sospensione condizionale della pena; la Corte richiama la possibilità per il giudice di valutare la personalità e la pericolosità dell'imputato anche attraverso precedenti pertinenti.

  • art. 115-bis cod. proc. pen.

    Normativa che limita i riferimenti alla colpevolezza prima della condanna irrevocabile; la Corte ha ritenuto che tale disposizione non impedisca al giudice di considerare precedenti ai fini del trattamento sanzionatorio entro il perimetro già delineato dalla giurisprudenza.

  • art. 9, legge 1 aprile 1981, n. 121

    Consente l'accesso dell'autorità giudiziaria ai precedenti di polizia per accertamenti necessari ai procedimenti in corso; la Corte lo cita per affermare la legittimità dell'utilizzo dei precedenti di polizia ai fini del giudizio prognostico.

  • art. 570 cod. proc. pen.

    Richiamato nella disamina della disciplina delle impugnazioni e nel confronto con la deroga introdotta dall'art. 593-bis; segna il principio della posizione tendenzialmente paritaria tra i pubblici ministeri che è stato derogato per il caso dell'appello della parte pubblica.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che regola le spese della cassazione; la Corte ha disposto, a seguito del rigetto, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese di giudizio.

Massime di principio

  • L'appello proposto dal Procuratore Generale contro una sentenza di primo grado è ammissibile se il Procuratore Generale ha promosso le intese o il coordinamento previsto dall'art. 166-bis disp. att.; la formalizzazione scritta dell'acquiescenza del Procuratore della Repubblica non è richiesta e la proposizione isolata dell'appello del Procuratore Generale può valere come attestazione ordinamentale dell'adempimento del dovere di coordinamento.
  • Se contro la stessa sentenza risultano atti di impugnazione sia del Procuratore della Repubblica sia del Procuratore Generale, ciò è indizio che le intese non sono operative e l'appello del Procuratore Generale è inammissibile.
  • In Cassazione sono inammissibili motivi aspecifici che mirano a una rivalutazione dei fatti o delle prove: i motivi devono confrontarsi con la motivazione impugnata e non limitarsi a doglianze di fatto.
  • La qualificazione giuridica dei fatti e la valutazione della prova sono, di regola, riservate al giudice di merito; la censura in cassazione richiede profili di diritto specifici e motivati.
  • La concessione della sospensione condizionale della pena è rimessa alla discrezionalità del giudice; quest'ultimo può correttamente tener conto di precedenti di polizia e giudiziari, specie se recenti e della stessa indole, purché tali elementi siano valutati nel merito per ricavare concreti elementi di prognosi sfavorevole.
  • Il difensore che intenda sostenere l'inammissibilità dell'appello del Procuratore Generale dovrebbe documentare l'esistenza di un atto di impugnazione concorrente o altri elementi che evidenzino la mancata osservanza delle intese/coordination interne; altrimenti il giudice d'appello e la Cassazione difficilmente potranno sindacare la legittimazione del Procuratore Generale.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.