Cassazione Penale, Sentenza n. 47531/2023 del 27/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno proposto ricorsi per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Palermo (15/03/2022) che confermava/ridefiniva condanne per furti aggravati (tutti) e per ricettazione (PAOLO MANCUSO e DAINOTTO MAURIZIO). Le censure principali hanno riguardato: incompetenza territoriale (eccepita tardivamente secondo i giudici di merito); inutilizzabilità di videoregistrazioni e delle dichiarazioni derivate dagli operatori di polizia giudiziaria (sulla base di presunte violazioni dell'art. 270 c.p.p. e principi giurisprudenziali); inutilizzabilità e illegittimità dell'utilizzo del localizzatore GPS; carenza della prova per i reati ascritti (in particolare ricettazione); errata valutazione delle circostanze attenuanti e applicazione della recidiva e conseguenze sulla prescrizione; contestazione della qualificazione del luogo delle riprese come "pubblico" o "domicilio". Il Procuratore Generale ha chiesto la declaratoria di inammissibilità dei ricorsi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi. Ha ritenuto tardiva e quindi inammissibile l'eccezione di incompetenza per territorio sollevata in dibattimento, confermando il principio per cui la competenza territoriale va determinata sulla base degli atti iniziali e delle eccezioni sollevate entro il termine di decadenza previsto dall'art. 21 c.p.p. Ha ritenuto manifestamente infondati i profili relativi all'inutilizzabilità delle videoregistrazioni, qualificandole come "non comunicative" o prove atipiche utilizzabili senza previa autorizzazione quando effettuate in luoghi pubblici, aperti o esposti al pubblico; ha inoltre ritenuto ammissibile l'uso del tracciamento GPS come mezzo atipico di ricerca della prova senza preventiva autorizzazione giudiziaria. Le doglianze sulla carenza della prova sono state giudicate come imposti a una rinnovata valutazione dei fatti (non consentita in sede di legittimità) o già fondate su atti delle indagini non censurati in cassazione. Le censure sulle attenuanti e sulla recidiva sono state ritenute infondate: la Corte territoriale ha motivato congruamente il diniego delle attenuanti generiche e l'applicazione della recidiva ha determinato un aumento concreto della pena. Conseguentemente, sono state confermate le condanne; i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Stabilisce il termine di decadenza per eccepire l'incompetenza territoriale; l'eccezione sollevata tardivamente (in dibattimento) è inammissibile perché la competenza si valuta sullo stato degli atti iniziali senza previa istruzione probatoria
Richiamato in relazione ai termini procedurali per le questioni preliminari e alla determinazione dei termini di decadenza per l'eccezione di incompetenza
Limiti di rimessione dei motivi in cassazione (richiamato per delimitare l'esame dei motivi di impugnazione)
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.
Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione (insofferenza per violazione di legge e vizio di motivazione) invocate dai ricorrenti; la Corte ha valutato tali censure come inammissibili o manifestamente infondate
Regola l'utilizzabilità delle intercettazioni e registrazioni: la Corte distingue tra comportamenti "comunicativi" (soggetti a autorizzazione) e "non comunicativi" (videoregistrazioni di presenza/movimenti in luoghi pubblici), ritenendo utilizzabili le seconde senza preventiva autorizzazione
art. 195, comma 4, cod. proc. pen.
Norma sul divieto di prove: la Corte ha ritenuto che la colpevolezza non sia stata fondata su mere dichiarazioni de relato, ma su indagini e riscontri non censurati in cassazione
Disciplina le prove atipiche; applicata per giustificare l'utilizzo di videoregistrazioni effettuate in luoghi aperti al pubblico per esigenze lavorative senza autorizzazione
Riguarda le circostanze attenuanti di cui i ricorrenti chiedevano applicazione: la Corte ha ritenuto congrua la valutazione negativa della concessione delle attenuanti per i precedenti e la gravità complessiva dei fatti
Norme sostanziali sui reati di furto e ricettazione: sono le fattispecie contestate; la Corte territoriale ha ritenuto provate le condotte e la Cassazione non ha riaperto la valutazione dei fatti salvo questioni di diritto
artt. 192, 530 comma 2, 533 cod. proc. pen.
Norme relative alla prova testimoniale, al giudizio sulla testimonianza e alla valutazione delle dichiarazioni: la Corte ha ritenuto legittimo l'uso di testimonianze de relato quando la difesa non chiede l'esame della fonte diretta
Prevede la condanna alle spese e alla somma per la Cassa delle ammende in caso di ricorso manifestamente infondato o inammissibile; applicata per condannare i ricorrenti
art. 62 n. 4, 62-bis, 63 comma 4, 133 comma 2 n. 3, 157 e 161 cod. pen.
Norme sul trattamento sanzionatorio, recidiva e determinazione della pena: richiamate nelle doglianze relative alla valutazione delle attenuanti, alla recidiva e alla prescrizione; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione della Corte d'appello sul loro impatto
Massime di principio
- L'eccezione di incompetenza territoriale va sollevata tempestivamente nei termini previsti dall'art. 21 c.p.p.; dedurla tardivamente in dibattimento è inammissibile, anche se il luogo della commissione del reato emerge in istruttoria successiva
- Le videoregistrazioni vanno distinte tra "comportamenti comunicativi" (soggetti a preventiva autorizzazione) e "non comunicativi" (riprese di presenza/movimenti in luoghi pubblici o esposti al pubblico), le quali sono utilizzabili senza autorizzazione se effettuate in luoghi pubblici/aperte al pubblico o per esigenze lavorative
- I tracciamenti GPS e altri mezzi atipici di acquisizione degli spostamenti possono essere utilizzati nel processo penale senza necessità di autorizzazione preventiva quando non implicano un'intromissione nelle comunicazioni o nel domicilio nella misura disciplinata per le intercettazioni/tabulati
- Le dichiarazioni di polizia giudiziaria su risultati di identificazioni (es. individuazioni fotografiche) possono avere valore anche se riportano atti di indagine non direttamente riprodotti in dibattimento, salvo che la difesa richieda espressamente l'esame della fonte diretta
- In sede di Cassazione non è consentita una rivalutazione globale delle prove di fatto; i motivi che chiedono una diversa valutazione del merito probatorio sono spesso dichiarati inammissibili o manifestamente infondati
- La mancata concessione delle attenuanti generiche è legittima se motivata con riferimento a precedenti penali gravi e alla spregiudicatezza della condotta; il giudice non deve menzionare tutti gli elementi possibili ma quelli ritenuti decisivi
- Se un ricorso è dichiarato inammissibile, questioni processuali come l'improcedibilità per mancanza di querela non vengono esaminate in cassazione se non inciderebbero sul "giudicato sostanziale"
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