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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37098/2022 del 30/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Gli appellanti impugnano la sentenza di appello che confermava la condanna pronunciata in primo grado: Nicola e Agostino ABBINANTE per lesioni personali contro Abdelrhani ELAMRI e Fatma M'DIMAGH, tentata violenza privata (riqualificata da tentato sequestro) contro Abdelrhani ELAMRI, lesioni a Driss Calci ELAMRI e porto fuori dall'abitazione di bastoni e di una mazza da baseball; Michele DEL CONTE per tentata violenza privata. I ricorsi censurano la motivazione come illogica e contraddittoria, l insufficienza e contraddittorietà delle prove e delle dichiarazioni delle vittime e dei testi (anche uso di dichiarazioni rese in caserma), la mancata considerazione dello stato di salute di Agostino ABBINANTE (paraplegico) e la sua impossibilita di usare le armi, la erronea qualificazione e applicazione della recidiva, la violazione dell art. 4 legge 110/1975 in relazione al porto di oggetti atti ad offendere, e per DEL CONTE la presunta violazione del divieto di doppia punibilita ne bis in idem in relazione a precedente giudizio con pena su richiesta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi. Ha ritenuto i motivi carenti di specificita e in gran parte meri tentativi di riesame del merito, non consentito in sede di cassazione: i ricorrenti non hanno confrontato in modo specifico e completo il compendio probatorio e l iter argomentativo dei giudici di merito; molte censure erano generiche o devolvevano alla Corte di legittimita valutazioni di fatto. Quanto alla contestazione dell art. 4 legge 110/1975, la Corte ha ricordato che la disponibilita concreta e immediata dell arma da parte di un concorrente integra il concorso anche se non tutti l hanno materialmente usata. Sulla questione del ne bis in idem la Corte ha ritenuto che la identita storico-naturalistica dei fatti non era dimostrata in modo chiaro e che la verifica avrebbe richiesto accertamenti di merito. Per tali ragioni i ricorsi sono stati respinti e ciascun ricorrente e stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen., comma 1, lett. b), c), e)

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione relativi a violazione di legge, vizio di motivazione e motivi attinenti alla prova. La Corte ha ritenuto i motivi carenti di specificita o diretti a sindacare il merito, quindi inammissibili

  • art. 4 legge 110/1975

    Disciplina il porto e la messa a disposizione di armi o oggetti atti ad offendere. La Corte ha interpretato che la consapevole e concreta disponibilita dell oggetto nell ambito di un concorso e sufficiente per la responsabilita anche se l imputato non lo ha materialmente utilizzato

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Norma richiamata nella censura relativa al divieto di doppia punibilita. La Corte ha osservato che il ne bis in idem richiede chiara corrispondenza storico-naturalistica tra i fatti e non puo essere deciso senza accertamenti di merito

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese e, in casi di ricorso manifestamente infondato o inammissibile, l ammenda alla Cassa delle ammende. La Corte l ha applicata condannando ciascun ricorrente

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8 (conv. con L. 18/12/2020, n. 176)

    Norma che ha consentito la presentazione della requisitoria scritta del Sostituto Procuratore Generale depositata in questa sede

  • Sez. U, n. 34655/2005 (giurisprudenza sul ne bis in idem)

    Principio giurisprudenziale secondo cui l identita del fatto ai fini del ne bis in idem richiede corrispondenza storico-naturalistica considerando condotta, evento, nesso causale e circostanze di tempo, luogo e persona; la Corte ha richiamato questo parametro per escludere il vizio dedotto senza adeguata dimostrazione

Massime di principio

  • In cassazione le censure devono essere specifiche: non basta la mera enunciazione di contraddizioni o il rinvio generico agli atti di appello, occorre indicare gli atti specifici viziati e dimostrarne l incidenza decisiva sul giudizio
  • La Corte di legittimita non sostituisce il proprio giudizio a quello di merito: critiche che chiedono un diverso apprezzamento dei fatti sono inammissibili se non collegate a vizi giuridici o di motivazione specifici
  • Le dichiarazioni predibattimentali possono essere censurate solo indicando precisamente l atto affetto da vizio e provando la decisivita di tale atto nel compendio probatorio complessivo
  • Lo stato di salute o l incapacita fisica di un imputato non escludono automaticamente la responsabilita se risultano elementi che lo pongono nel concorso dell azione (ad es. disponibilita dell arma o partecipazione all organizzazione dell aggressione)
  • Ai fini dell art. 4 legge 110/1975 e del concorso di reato e sufficiente la consapevole disponibilita concreta dell oggetto atto ad offendere nell ambito di un azione concordata tra piu soggetti, anche se non tutti lo hanno materialmente usato
  • La contestazione della recidiva richiede di confrontarsi con la motivazione del giudice di merito e dimostrare errori di valutazione o omissioni rilevanti; il diverso apprezzamento del disvalore della condotta non e motivo valido per la cassazione se adeguatamente motivato
  • Le doglianze sul ne bis in idem devono dimostrare chiaramente la corrispondenza storico-naturalistica dei fatti e, se la valutazione richiede accertamenti di fatto, non possono essere decise in sede di cassazione

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