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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28641/2022 del 20/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso mirava a far dichiarare la nullità dell'ordinanza del GIP del 04/02/2022 perché la decisione era stata adottata dopo il collocamento a riposo del magistrato che aveva tenuto l'udienza il 03/01/2022 e si era riservato la decisione; il Procuratore sosteneva che, trattandosi di provvedimento decisorio emesso in carenza assoluta della capacità del giudice, l'atto è nullo e va annullato senza rinvio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la decisione sia stata effettivamente assunta dopo il collocamento a riposo del giudice e, trattandosi dell'adozione della decisione (non solo del deposito della motivazione), mancava la condizione soggettiva di capacità del giudice. L'ordinanza è stata qualificata come atto abnorme/insuscettibile di efficacia decisoria e pertanto annullata senza rinvio; gli atti sono stati restituiti all'Ufficio GIP del Tribunale di Verbania per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 409 cod. proc. pen.

    norma richiamata perché il GIP aveva disposto la restituzione degli atti al PM in esito all'udienza camerale; richiamata nel contesto procedurale dell'atto impugnato

  • art. 410 cod. proc. pen.

    richiamato insieme all'art. 409 per le disposizioni sul procedimento di opposizione alla richiesta di archiviazione

  • art. 368 cod. pen.

    indicazione del reato per cui era pendente il procedimento a carico dell'imputato

  • art. 33 cod. proc. pen.

    stabilisce che le condizioni di capacità del giudice sono determinate dalle leggi di ordinamento giudiziario; usato per affermare l'obbligo di verificare la capacità soggettiva del giudice al momento della decisione

  • art. 179 cod. proc. pen.

    sanziona con nullità assoluta gli atti processuali viziati dalla carenza delle condizioni di capacità del giudice

  • art. 178, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    richiamato per inquadrare la nullità derivante da incapacità del giudice come causa di nullità di ordine generale

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 6, n. 1793 del 03/06/1993, De Tommasi)

    principio distintivo tra momento della decisione (sentenza-decisione) e momento della redazione/deposito della motivazione (sentenza-documento); per accertare la capacità del giudice rileva il momento della decisione

Massime di principio

  • Per valutare la validità di un provvedimento decisorio occorre verificare la capacità del giudice alla data della decisione effettivamente adottata (momento della pronuncia), non solo alla data di deposito della motivazione.
  • Se la decisione è adottata da un soggetto privo dell'investitura o dopo il collocamento a riposo del magistrato, l'atto è affetto da nullità assoluta e può essere qualificato come atto abnorme o insussistente, da rimuovere immediatamente.
  • La mera circostanza che la motivazione o altri adempimenti formali siano intervenuti dopo il collocamento a riposo non vale a convalidare una decisione se la pronuncia decisoria è stata adottata successivamente alla perdita della capacità del giudice.
  • In presenza di tale vizio la Corte può annullare senza rinvio e disporre la restituzione degli atti all'ufficio competente per nuova decisione; chi agisce deve proporre tempestivamente il rimedio esperibile (impugnazioni ordinarie) segnalando la carenza di potere giurisdizionale.
  • Nei procedimenti di opposizione alla richiesta di archiviazione va verificata la correttezza formale e la legittimità soggettiva del giudice che ha emanato il provvedimento che eventualmente dispone attività istruttorie o restituzioni degli atti.

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