Cassazione Penale, Sentenza n. 10700/2022 del 24/03/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la conferma di condanna per furto pluriaggravato (furto di circa 200 metri di grondaie in rame) per violazione di legge e vizio di motivazione. Il primo motivo denunciava che la Corte territoriale si era fondata su prove indiziarie insufficienti e su valutazioni illogiche (in particolare uso dei tabulati telefonici e della presenza del ricorrente a bordo di un veicolo riconducibile a un terzo), in violazione dell'art. 192 cod. proc. pen.; i secondi motivi censuravano il riconoscimento delle aggravanti (violenza sulle cose e minorata difesa) e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche con prevalenza o equivalenza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendolo fondato: la motivazione della Corte d'appello è risultata viziata perché si è basata su congetture non adeguatamente fondate (la connessione del cellulare alla cella che copre l'area non prova in modo sufficiente la presenza del ricorrente nel luogo del furto, soprattutto in assenza di specificazioni sulla estensione della cella; la presenza del ricorrente in auto con un altro soggetto giorni dopo il fatto non corroborava logicamente la responsabilità). Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata e la causa è stata rinviata per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte di appello di Firenze; i secondi e terzo motivo sono stati assorbiti. Decisione resa il 17/12/2021.
Norme richiamate
Norma sulla responsabilità per fatto altrui in concorso; richiamata in quanto il furto era contestato in concorso tra più soggetti.
Articolo che incrimina il furto; il reato di cui era accusato l'imputato è stato inquadrato alla luce di questa norma.
Comma che elenca aggravanti del furto (es. su cose esposte a pubblica fede o in stato di abbandono, e altre aggravanti specifiche); le aggravanti contestate sono state oggetto dei motivi di impugnazione.
Norma che definisce le circostanze aggravanti comuni; richiamata nell'imputazione originaria e nella valutazione delle circostanze.
Regola sulla prova per presunzioni; la Corte di Cassazione ha richiamato il principio che la prova indiziaria deve essere valutata secondo massime di esperienza plausibili e deve escludere ragionevoli dubbi, non potendo fondarsi su mere congetture o inferenze prive di verifica empirica.
art. 530, comma 2, cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata per censurare la motivazione della sentenza impugnata; il ricorso ha invocato la violazione di legge e vizio di motivazione ai sensi di tale disposizione, e la Corte di Cassazione ha ritenuto fondata la censura con riferimento alla valutazione indiziaria.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Norma che limita l'ambito del gravame in Corte di cassazione; richiamata per definire i limiti dei motivi dedotti dal difensore nel ricorso.
Massime di principio
- La prova basata su dati di aggancio alla cella telefonica richiede sempre una specificazione tecnica sulla copertura e sull'accuratezza temporale: il mero aggancio ad una cella non prova incontrovertibilmente la presenza del soggetto nel punto esatto del reato.
- La presenza in compagnia di un presunto complice in un momento temporale non prossimale al fatto (es. giorni dopo) non costituisce di per sé prova sufficiente della partecipazione al reato.
- In caso di prova indiziaria il giudice deve usare massime di esperienza plausibili e verificabili; non sono ammesse inferenze basate su congetture o regole generali prive di minima plausibilità empirica.
- L'onere della prova rimane a carico dell'accusa: il giudice non può, in pratica, invertirlo chiedendo al difensore spiegazioni non necessarie ove manchi prova idonea a fondare la condanna.
- Se la decisione di merito si fonda su valutazioni indiziarie carenti o illogiche, la Corte di Cassazione può annullare con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione, assorbendo censure accessorie.
Testo integrale
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