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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27274/2025 del 24/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per concorso nel furto aggravato di energia elettrica. Sportaro deduceva violazione di legge e vizio di motivazione sostenendo l'assenza del verbale di verifica Enel relativo alla sua abitazione e l'utilizzo, da parte della Corte territoriale, di annotazioni della polizia giudiziaria e di dichiarazioni ritenute inutilizzabili ai sensi dell'art. 63 c.p.p. Scaglione censurava la mancanza di prove che l'avesse materialmente o consapevolmente utilizzata l'allaccio abusivo e contestava l'applicazione dell'aggravante del mezzo fraudolento e la determinazione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi ritenendoli infondati. Ha confermato che la sentenza di merito aveva valutato in modo coerente una pluralità di elementi (verifica Enel sull'edificio, abitazione illuminata nonostante assenza di fornitura regolare, presenza del nucleo familiare e la dichiarazione di residenza dello Sportaro) idonei a fondare la responsabilità per il furto di energia elettrica e la consapevolezza e utilizzazione da parte del ricorrente. Per Scaglione la Corte territoriale aveva invece a verbale il riscontro tecnico dell'Enel relativo al suo allaccio e la giurisprudenza consente di ritenere responsabile anche chi si avvale consapevolmente di un allaccio realizzato da terzi. Il giudizio di bilanciamento delle circostanze e la determinazione della pena sono stati ritenuti discrezionali e non meritevoli di intervento in cassazione. Entrambi i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Norma base sul reato di furto; la Corte ha ritenuto integrato il reato per la sottrazione di energia mediante allaccio abusivo, valutando l'utilizzazione come equivalente alla consumazione del furto di energia

  • art. 625 cod. pen.

    Riguarda le circostanze aggravanti per il furto; la qualificazione aggravata è stata confermata quando ricorrono elementi quali l'uso di violenza sulle cose o mezzi fraudolenti

  • art. 63 cod. proc. pen.

    Disciplina l'inutilizzabilità delle dichiarazioni assunte senza le garanzie di legge; la Corte ha ritenuto che, anche in assenza del verbale specifico per l'abitazione dello Sportaro, le dichiarazioni e gli altri elementi probatori, valutati nel loro complesso, fossero sufficienti a fondare la decisione

  • art. 546, lett. e) cod. proc. pen.

    Prevede i motivi di impugnazione in appello; richiamato nel contesto delle censure già svolte in sede di merito e riproposte in cassazione, la Corte ha ritenuto non sussistenti vizi tali da assorbire la decisione di merito

Massime di principio

  • La responsabilità per il furto di energia elettrica può essere desunta anche dall'utilizzo consapevole di un allaccio abusivo realizzato da terzi; non è necessario essere l'autore materiale dell'allaccio
  • L'assenza del verbale di verifica specifico relativo a una singola unità non impedisce che la Corte, valutando il quadro probatorio complessivo (es. edificio con allaccio abusivo, abitazione illuminata, presenza e dichiarazione di residenza), possa inferire l'esistenza e l'utilizzazione dell'allaccio da parte dell'imputato
  • Le dichiarazioni o annotazioni raccolte dalla polizia giudiziaria, pur essendo suscettibili di questioni di utilizzabilità, possono concorrere alla prova se corroborate da altri elementi tecnici o fattuali
  • L'aggravante legata all'uso di mezzi fraudolenti o alla violenza sulle cose richiede l'individuazione degli elementi costitutivi, ma la giurisprudenza ammette di ritenere aggravata la fattispecie quando gli elementi di fatto mostrano una modalità di allaccio o di appropriazione particolarmente offensiva
  • Il giudizio comparativo sulle circostanze attenuanti/agggravanti e la determinazione della pena sono valutazioni di merito dotate di ampia discrezionalità; la Cassazione interviene solo se sussiste mero arbitrio o illogicità manifesta
  • In fase difensiva, in casi analoghi è importante contestare tempestivamente e con specificità la qualificazione probatoria delle annotazioni e chiedere l'acquisizione/produzione dei verbali tecnici (es. Enel) relativi alla specifica unità abitativa per prevenire inferenze a carico dell'imputato

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