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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37222/2022 del 03/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Hu Liou impugna l'ordinanza che aveva rigettato la sua istanza di riparazione per ingiusta detenzione. Sostiene che i Carabinieri, il 30 gennaio 2019, avevano redatto un verbale di vane ricerche e la Procura di Prato aveva emesso un decreto di irreperibilità (maggio 2019) nonostante egli si fosse temporaneamente recato in Cina; ciò ha reso possibile l'emissione e l'esecuzione dell'ordine di carcerazione n. 488/2018 senza che l'interessato ne fosse correttamente informato. Rientrato in Italia, fu arrestato a Venezia e solo successivamente ottenne la detenzione domiciliare dal magistrato di sorveglianza; il decreto di irreperibilità venne poi dichiarato nullo dal giudice dell'esecuzione di Prato. Il ricorrente sostiene che, se la notifica fosse stata effettuata regolarmente (anche ai conviventi), avrebbe potuto chiedere ed ottenere da principio una misura alternativa (detenzione domiciliare), evitando così la detenzione carceraria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondata la doglianza. Ha affermato che non si è trattato di un mero ritardo nella sospensione dell'esecuzione di una pena legittimamente disposta, bensì dell'emanazione di un ordine di esecuzione illegittimo fondato su un decreto di irreperibilità poi dichiarato nullo. Poiché la modalità carceraria è più afflittiva e l'interessato avrebbe potuto ottenere una misura alternativa (art. 656, comma 5 c.p.p.), l'ingiusta detenzione è riconosciuta e sussiste il diritto alla riparazione. L'ordinanza impugnata è stata annullata con rinvio alla Corte d'appello di Firenze per un nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 451 cod. pen.

    Indica il reato per cui Hu Liou era stato condannato; citato come titolo della condanna da eseguire ma non decisivo per la illegittimità dell'esecuzione dovuta alla irregolarità della notifica

  • art. 656, comma 5 cod. proc. pen.

    Ricava il principio che in fase esecutiva è possibile chiedere misure alternative alla detenzione; la Corte ha ritenuto che, se la notifica fosse stata regolare, il ricorrente avrebbe potuto ottenere la detenzione domiciliare sin dall'origine

  • Sentenza Corte costituzionale n. 310/1996

    Richiamata per il principio secondo cui la detenzione ingiustamente patita per un ordine di esecuzione irregolare dà titolo all'equa riparazione

Massime di principio

  • La mancata o irregolare notifica che conduce all'emissione di un decreto di irreperibilità, poi dichiarato nullo, può rendere illegittima l'esecuzione in forma intramurale e fondare il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione.
  • Un semplice 'ritardo' nella sospensione di una esecuzione legittima è diverso dall'esecuzione illegittima: se l'esecuzione è stata impostata su un titolo viziato (es. irreperibilità illegittima), la detenzione è ingiusta e risarcibile.
  • Se l'interessato poteva ragionevolmente ottenere misure alternative (es. detenzione domiciliare) e vi sono elementi probatori (residenza stabile, familiari conviventi, assenza di carichi pendenti), tali circostanze rafforzano la tesi di ingiusta detenzione derivante da irregolarità nella notifica.
  • In casi analoghi è importante tempestivamente: documentare la residenza e i legami familiari, impugnare il decreto di irreperibilità, chiedere la sospensione dell'esecuzione e presentare istanza per misure alternative al magistrato di sorveglianza o alla Procura.
  • La Corte d'appello che valuta istanze di riparazione deve distinguere tra mera tardività della sospensione di una esecuzione legittima e l'illegittimità dell'ordine di esecuzione: la qualifica giuridica dei fatti è decisiva per l'esito della domanda di riparazione.

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