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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1187/2025 del 10/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

De Luca impugnava la conferma della condanna per truffa sostenendo insufficiente la motivazione su vari punti: che la semplice messa a disposizione della propria carta PostePay non prova il dolo concorsuale, l'alibi e la fragilita' psicofisica non sarebbero stati valutati correttamente, mancava riscontro dell'annuncio online richiamato dalla persona offesa, era viziata la valutazione dell'aggravante per sfruttamento della distanza (art. 61 n.5 e n.2-bis art. 640 c.p.), contestava la regolarita' della querela (rilevando la presentazione ad un agente non ufficiale) e infine l'inammissibilita' da parte della Corte d'appello della richiesta di sostituzione della pena detentiva breve per mancanza di procura speciale del difensore.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile nella maggior parte dei motivi, confermando la responsabilita' e la condanna per truffa (pene: 8 mesi di reclusione, 120 euro di multa, risarcimento di 4.500 euro e spese). Tuttavia il ricorso e' stato ritenuto fondato con riferimento alla declaratoria di inammissibilita' della richiesta di applicazione delle sanzioni sostitutive: la Corte d'appello non poteva dichiararla inammissibile sulla base di una disciplina (esigenza di procura speciale) entrata in vigore dopo l'adozione della sentenza di primo grado e dopo il deposito dell'atto di appello. Per questo punto la sentenza impugnata e' stata annullata e rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Milano per riesaminare l'istanza alla luce della disciplina applicabile al momento del provvedimento impugnato. Resta salva la conferma del resto della sentenza (dolo generico, concorso e aggravante per uso della distanza ritenuti fondati).

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen., comma 2, n. 2-bis e n. 2-ter

    Riferimento all'aggravante per i delitti commessi a distanza tramite strumenti informatici o telematici; la Corte ha ritenuto applicabile l'aggravante nell'ipotesi concreta, valutando lo sfruttamento della distanza come elemento che ha agevolato la truffa

  • art. 61 n. 5 cod. pen.

    Aggravante comune richiamata dalla giurisprudenza per truffe on-line; la Corte ha confermato che la distanza e la possibilita' di occultare l'identita' integrano la posizione di vantaggio

  • art. 53 legge 24 novembre 1981 n. 689

    Previsione delle sanzioni sostitutive per pene detentive brevi; la Corte ha ritenuto che, trattandosi di norme di natura sostanziale, trova applicazione la disciplina piu' favorevole al reo in caso di successione di leggi

  • art. 545-bis cod. proc. pen. (versione vigente prima del D.Lgs. 31/2024)

    Normazione precedente prevedeva che la sostituzione della pena detentiva breve con sanzioni sostitutive potesse avvenire anche con il consenso del difensore senza procura speciale per alcune ipotesi; la Corte ha ritenuto applicabile la disciplina vigente al momento della sentenza di primo grado e del deposito dell'appello

  • art. 598-bis cod. proc. pen. (novellato dal D.Lgs. 31/2024)

    Modifiche introdotte dal D.Lgs. 31/2024 hanno posto limiti alla modalita' di esprimere il consenso alla sostituzione in appello (necessita' di procura speciale), ma tali regole non possono prevalere se entrate in vigore dopo l'emanazione del provvedimento impugnato; applicazione del principio tempus regit actum

  • art. 337, comma 1 e art. 333, comma 2 cod. proc. pen.

    Rapporti formali della querela: la Corte ha confermato che la querela ricevuta da un agente e' valida se presentata in un ufficio dipendente dal comando di un ufficiale di polizia giudiziaria e regolarmente inoltrata

  • art. 114 cod. pen.

    Riferimento al concorso di persone nel reato e alla responsabilita' per le condotte concorsuali; la Corte ha richiamato la dottrina e la giurisprudenza sul dolo generico e sulla responsabilita' del compartecipe

  • art. 2 cod. pen. (principio della legge piu' favorevole e successione di leggi)

    Principio secondo cui, in caso di successione di norme, si applica la disposizione piu' favorevole per l'imputato; utilizzato per stabilire la disciplina applicabile alle sanzioni sostitutive

Massime di principio

  • La messa a disposizione di strumenti per ricevere pagamenti (es. carta PostePay) puo' integrare concorso nella truffa se il provento e' accreditato su quella carta e non esistono giustificazioni concrete: spetta all'imputato fornire elementi concreti a discarico
  • Nelle truffe commesse "a distanza" via telefono o rete, l'aggravante per sfruttamento della distanza e' frequentemente riconosciuta quando la posizione di vantaggio ha reso piu' difficoltosa l'identificazione dell'agente
  • La Corte di Cassazione non puo' sostituirsi ai giudici di merito per rivalutare i fatti se la motivazione non e' manifestamente illogica; le alternative ricostruttive difensive devono essere fondate su vizi specifici di motivazione
  • Quando intervengono modifiche legislative processuali o sostanziali dopo l'adozione di una sentenza o del deposito dell'appello, si applica la disciplina vigente al momento dell'adozione del provvedimento impugnato (principio tempus regit actum); eventuali novita' favorevoli possono, pero', applicarsi se previste transitoriamente
  • Le richieste di sostituzione di pena in appello devono essere ammesse o respinte sulla base della normativa applicabile al tempo del provvedimento impugnato; non sempre e' richiesto che il difensore sia munito di procura speciale se la disciplina previgente non la prevedeva
  • La querela presentata ad un agente e' valida se l'atto e' formalizzato in un ufficio sottoposto al comando di ufficiali di polizia giudiziaria e viene regolarmente inoltrata all'autorita' competente

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