Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31324/2025 del 19/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Caltanissetta che, in parziale riforma della sentenza di primo grado, aveva confermato la responsabilità degli imputati per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309) e rideterminato le pene per alcuni di essi. I ricorrenti contestavano: l'insussistenza del vincolo associativo e la mancata riqualificazione nella fattispecie meno grave di cui al comma 6 dell'art.74 DPR 309/1990; per Macaluso la dedotta episodicità delle condotte e la mancata valutazione delle intercettazioni; per Mustacciolo la scarsa operatività e la richiesta di maggior favore nel riconoscimento delle attenuanti generiche; per Napoli, oltre ai rilievi sull'integrazione dell'associazione, il mancato riconoscimento in sede di appello della continuazione con precedenti condanne (domanda di applicazione della disciplina del reato continuato).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di Giuseppe Macaluso e di Raffaele Mustacciolo ritenendo congrua la valutazione del giudice di merito circa l'esistenza dell'associazione e la partecipazione degli imputati (valutazione globale delle intercettazioni, elementi indiziari e quantitative degli approvvigionamenti). Ha invece accolto il ricorso di Angelo Napoli, ritenendo che la Corte d'appello non abbia dato adeguata e motivata risposta alle censure sulla sua posizione e, soprattutto, non si sia pronunciata correttamente sulla applicazione della continuazione (mancata decisione del giudice d'appello su specifica questione devolutagli). Per Napoli la sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'appello per nuovo giudizio sulla posizione, con particolare riguardo alla disciplina della continuazione; per Macaluso e Mustacciolo sono confermate le statuizioni di merito.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 74

    Norma che sanziona l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la Corte ha interpretato che la fattispecie di cui al comma 6 (associazione di minore gravità) è applicabile solo quando il sodalizio fosse stato costituito esclusivamente per il piccolo spaccio, con modalità operative incompatibili con reati di maggiore gravità e con approvvigionamenti esigui.

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5 e correlati

    Riferimento alle condotte di cessione di lieve entità; la Corte ha richiamato che la qualificazione di singoli reati-scopo come di "lieve entità" dipende anche dai quantitativi e dalla finalizzazione degli approvvigionamenti del gruppo.

  • codice penale, art. 378

    Delitto di favoreggiamento personale; la Corte ha spiegato che la riqualificazione in favoreggiamento può essere possibile solo se la condotta è caratterizzata dall'intento specifico di agevolare l'elusione delle investigazioni e non dalla volontà di partecipare all'associazione; nel caso di Macaluso la condotta è stata ritenuta compatibile con partecipazione associativa e non con semplice favoreggiamento.

  • codice penale, art. 28

    Previsione delle sanzioni interdittive accessorie; richiamata in relazione alle statuizioni sanzionatorie applicate agli imputati.

  • codice penale, artt. 62-bis, 69, 132, 133

    Norme richiamate dai ricorrenti in materia di recidiva, comparazione delle circostanze e determinazione della pena; la Corte ha ritenuto generiche le doglianze sulla valutazione delle attenuanti e confermato la discrezionalità del giudice di merito nella comparazione delle circostanze.

  • giurisprudenza di riferimento (Sezioni Unite e pronunce rilevanti)

    La Corte ha richiamato principi giurisprudenziali consolidati: non vincolatività del giudizio cautelare per il merito, limiti del sindacato di legittimità sulle valutazioni di fatto (intercettazioni, linguaggio criptico), e i criteri per distinguere associazione di minore gravità rispetto all'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.

Massime di principio

  • La configurabilità dell'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 DPR 309/1990) richiede una valutazione globale: quantità degli approvvigionamenti, continuità dell'attività, esistenza di strutture (anche rudimentali) e contributo stabile dei partecipanti; non è necessaria una struttura complessa ma serve un supporto durevole al programma criminoso.
  • La qualificazione della fattispecie come "associazione di minore gravità" (comma 6 art. 74) è strettamente limitata: va provato che il sodalizio fosse costituito esclusivamente per cessioni di lieve entità e che le modalità operative fossero incompatibili con reati di maggiore gravità.
  • Le intercettazioni e il linguaggio cifrato sono valutazioni di fatto riservate al giudice di merito; la Cassazione verifica solo la logicità e la non manifesta irragionevolezza dell'interpretazione adottata.
  • Le pronunce cautelari (es. rigetto di misure) sono valutazioni indiziarie e non vincolano il giudizio di merito: decisioni favorevoli in sede cautelare non impediscono una diversa valutazione probatoria in dibattimento.
  • La riqualificazione in favoreggiamento (art. 378 c.p.) è possibile solo quando la condotta sia sorretta dall'intento specifico di agevolare l'elusione delle investigazioni; se il comportamento concorre a mantenere o a rendere operativa l'associazione è più coerente la qualificazione come partecipazione associativa o concorso.
  • Se in appello viene sollevata la questione della continuazione (reato continuato) il giudice d'appello è tenuto a pronunciarsi esaurientemente: la mancata decisione sulla continuazione può determinare l'annullamento con rinvio.
  • In Cassazione sono precluse rinnovazioni della valutazione di fatto: i motivi che chiedono una diversa ricostruzione probatoria senza censurare vizi di motivazione specifici sono, di norma, inammissibili o infondati.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.