Cassazione Penale, Sentenza n. 31304/2025 del 19/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione fondato su quattro motivi: 1) violazione di legge (art. 178 comma 1 lett. c), 420 ter comma 5 e 125 c.p.p.) per il rigetto dell'istanza di rinvio/anticipazione dell'udienza avanzata dal difensore per concomitante impegno professionale dinanzi al Tribunale di Bari (si richiamano i criteri della sentenza "Torchio"); 2) incompetenza del Tribunale di Pavia per competenza per connessione ai sensi dell'art. 16 c.p.p., con rilievo sulla rilevanza del primo reato tra quelli di pari gravità e sulla mutata situazione (remissione della querela) intervenuta dopo cambiamento del collegio; 3) vizio di motivazione riguardo alla ritenuta responsabilità per la truffa ai danni di Giuseppe D'Elia (contestata la ricostruzione fattuale sull'uso della carta d'identità e sulla consegna dell'assegno); 4) violazione di legge e vizio di motivazione riguardo ad altri fatti (capo B) con contestazione dell'esistenza di artifizi e raggiri e della mancanza di disponibilità dei veicoli posti in vendita.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendo fondato il primo motivo relativo al legittimo impedimento del difensore e al rigetto illegittimo dell'istanza di rinvio. Il secondo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato in quanto la competenza per connessione è stata correttamente valutata alla luce del principio della perpetuatio iurisdictionis. Per la violazione procedurale (art. 420 ter c.p.p.) la Corte ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata ai sensi dell'art. 178 lett. c) c.p.p., con trasmissione degli atti al Tribunale di Pavia per il prosieguo del procedimento. Gli altri motivi di merito sono stati di fatto resi non decisivi dall'annullamento per il vizio procedurale.
Norme richiamate
art. 178 cod. proc. pen.
art. 178 lett. c) cod. proc. pen.
Predisposizione dell'annullamento senza rinvio per vizi procedurali che, di fatto, inficiano il diritto di difesa; la Corte ha applicato questa disposizione per annullare le sentenze di merito senza rinvio.
art. 420 ter cod. proc. pen.
Disciplina del legittimo impedimento del difensore per concomitante impegno professionale; la Corte richiama i criteri di ammissibilità e richiede che il giudice operi un bilanciamento delle esigenze della giurisdizione e della difesa.
art. 125 cod. proc. pen.
Norma richiamata dal ricorrente in relazione alle garanzie difensive; la Corte ha ritenuto violato il criterio di tutela della difesa nella valutazione del rinvio.
art. 16 cod. proc. pen.
Regola sulla competenza per territorio determinata dalla connessione; la Corte territoriale ha applicato questo criterio e la Cassazione ha ritenuto legittima la statuizione richiamando la perpetuatio iurisdictionis.
art. 491 cod. proc. pen.
Limite temporale per l'eccezione di incompetenza nei procedimenti a citazione diretta: l'eccezione può essere proposta fino a che non sia stato compiuto per la prima volta l'accertamento della costituzione delle parti; la rinnovazione del dibattimento non comporta rivalutazione della competenza.
art. 102 cod. proc. pen.
Riferimento alla possibilità di avvalersi di un sostituto difensore; rilevanza nell'accertamento dell'assenza di alternative valide al difensore designato.
Giurisprudenza: Sez. U, n. 4909 del 18/12/2014 ("Torchio")
Sez. U, n. 4909 del 18/12/2014, dep. 2015, Torchio, Rv. 262912 - 01
Stabilisce i requisiti formali e sostanziali dell'istanza di rinvio per conflitto di impegni del difensore (tempestività, motivazione specifica, assenza di altro difensore, impossibilità di sostituto); la Corte ha ritenuto che l'istanza del difensore soddisfacesse tali requisiti e che il rigetto fosse ingiustificato.
Giurisprudenza: Sez. U, n. 29529 del 25/6/2009 (De Marino)
Sez. U, n. 29529 del 25/6/2009, De Marino, Rv. 244109
Richiama il principio che il giudice deve bilanciare le esigenze della giurisdizione e della difesa nel caso di concomitanti impegni del difensore; conferma l'obbligo di valutare la prevalenza dell'impegno rappresentato dal difensore.
Giurisprudenza: Sez. 3, n. 23177 del 16/06/2020
Sez. 3, n. 23177 del 16/06/2020, C., Rv. 279860
Sulla perpetuatio iurisdictionis in tema di competenza per connessione: cambiamenti successivi (es. prescrizione o remissione) non comportano automaticamente la rinnovazione della competenza già stabilita.
Giurisprudenza: Sez. 3, n. 23764 del 22/11/2016 (M.)
Sez. 3, n. 23764 del 22/11/2016, dep. 2017, M., Rv. 270330 - 01
In tema di legittimo impedimento del difensore il giudice deve accertare l'eventuale carattere dilatorio della richiesta valutando l'urgenza dell'altro procedimento e la diligenza del difensore.
Massime di principio
- Se il difensore ha un concomitante impegno professionale deve presentare tempestivamente e in forma dettagliata l'istanza di rinvio secondo i criteri della sentenza Torchio (tempestività, motivazione specifica, assenza di altro difensore valido, impossibilità di sostituto).
- Il giudice ha il dovere di bilanciare le esigenze della giurisdizione e quelle della difesa: non è ammesso rigettare un'istanza conforme ai criteri invocando solo il criterio cronologico della conoscenza dell'impegno.
- Il rigetto ingiustificato di un'istanza di rinvio per legittimo impedimento può comportare annullamento senza rinvio ai sensi dell'art. 178 lett. c) c.p.p., quando si libera un significativo vulnus al diritto di difesa.
- La competenza per connessione, una volta definita, è tutelata dal principio della perpetuatio iurisdictionis: mutamenti successivi dei presupposti (es. remissione della querela) non determinano automaticamente la perdita della competenza già stabilita, salvo vizi tassativi.
- Nelle procedure a citazione diretta l'eccezione di incompetenza può essere proposta fino a quando non sia stato compiuto per la prima volta l'accertamento della costituzione delle parti; successive rinnovazioni del dibattimento non permettono, di norma, una rivalutazione della competenza.
- Sui profili di fatto (es. sussistenza di artifizi e raggiri per la truffa) la gravità della censura richiede che la difesa segnali punti precisi di contraddizione e che la Corte valutiva se il vizio sia di motivazione formatosi nel merito; tuttavia, una pronuncia favorevole per vizi procedurali può rendere inutili tali censure di merito fino al nuovo corso del procedimento.
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