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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27292/2023 del 22/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso, promosso dal difensore Avv. Ennio Maccioni, deduceva due motivi: 1) nullità della notifica del decreto di citazione per il giudizio di appello, eseguita via PEC allo studio del difensore nonostante l'imputato avesse eletto domicilio in Quartu Sant'Elena (violazione dell'art. 161 c.p.p. e in contrasto con il principio delle Sezioni Unite n. 58120/2017); la Corte d'appello aveva ritenuto valida la notifica argomentando sulla persistenza del rapporto fiduciario col difensore; 2) mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) e vizio di motivazione, essendo la Corte d'appello ritenuta incapace di accertare la durata dell'allontanamento dall'arresto domiciliare e quindi la offensività concreta del fatto, nonostante l'esistenza di attenuanti e l'assenza di precedenti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo: ha ritenuto nulla la notifica del decreto di citazione all'avvocato tramite PEC in luogo del domicilio eletto dall'imputato, richiamando il principio delle Sezioni Unite n. 58120/2017 che qualifica tale notifica come nullità di ordine generale a regime intermedio non sanata dal mero rapporto fiduciario. Per la valenza preliminare di questo vizio processuale la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, non esaminando il secondo motivo, e ha dichiarato che il reato di evasione del 15/07/2015 è ormai prescritto (prescrizione maturata il 15/01/2023).

Norme richiamate

  • art. 161 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione all'irregolare notifica del decreto di citazione in appello; la Corte ha ritenuto fondata la censura sulla nullità della notifica effettuata al difensore anziché al domicilio eletto dall'imputato

  • art. 157, comma 8-bis, cod. proc. pen.

    art. 157, comma 8-bis, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la notificazione mediante consegna al difensore di fiducia; la Corte ha richiamato la giurisprudenza che qualifica come nulla la notifica al difensore quando è posta in luogo del domicilio eletto

  • art. 131-bis cod. pen.

    Norma che prevede la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte di appello aveva escluso l'applicazione per mancanza di accertamento sulla durata dell'allontanamento, ma la Cassazione non ha esaminato nel merito tale motivo in quanto ha accolto il primo motivo preliminare

  • Sezioni Unite, sentenza n. 58120 del 22/06/2017 (Tuppi)

    Sez. U, n. 58120 del 22/06/2017

    Principio applicato: la notificazione della citazione presso il difensore anziché al domicilio eletto integra una nullità di ordine generale a regime intermedio; tale nullità non è sanata dalla mancata allegazione di circostanze impeditive della conoscenza dell'atto o dalla persistenza del rapporto fiduciario

Massime di principio

  • La notifica di atti processuali deve rispettare il domicilio eletto dall'imputato: la consegna presso il difensore di fiducia al posto del domicilio può integrare una nullità insanabile salvo diversa previsione normativa
  • Il rapporto fiduciario tra difensore e assistito non è di per sé idoneo a sanare una notifica eseguita al difensore in luogo del domicilio eletto; la parte che subisce la notifica illegittima può tempestivamente dedurne la nullità
  • Un vizio processuale preliminare grave (es. notifica nulla) può determinare l'annullamento senza rinvio della decisione impugnata, con conseguenze (come la prescrizione) che rendono non necessario l'esame di altri motivi sostanziali
  • In ipotesi di dedotta particolare tenuità del fatto (art. 131-bis), è essenziale che il giudice motivi compiutamente sulla offensività concreta della condotta, sulla durata e sulle modalità del fatto nonché sui precedenti e sulle circostanze che possano incidere sulla gravitaà
  • Chi intende far valere la nullità di una notifica deve agirla tempestivamente; la giurisprudenza di legittimità offre un criterio rigoroso: non basta dedurre l'esistenza del rapporto fiduciario per sanare la notifica fatta al difensore

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