Cassazione Penale, Sentenza n. 1225/2024 del 10/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p., dedotto per omissione nella valutazione di elementi decisivi: il ricorrente contestava che la Corte di appello (e la successiva Corte di cassazione) non avessero considerato le dichiarazioni dei testi Aurilio (superiore gerarchico) e Calzaretta (collega), dalle quali si sarebbe potuto evincere che l'accesso alla banca dati SDI da parte di Moscato era avvenuto su ordine o su richiesta del superiore e quindi per ragioni di servizio, non in modo abusivo. In primo grado e in appello Moscato era stato condannato per accesso abusivo a sistema informatico (art. 615-ter c.p.) in concorso con altri, avendo effettuato ricerche sulla targa di un veicolo per finalità illecite (accertare se appartenesse a forze di polizia al fine di favorire un soggetto privato).
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondata la doglianza di errore di fatto: le dichiarazioni di Aurilio e Calzaretta erano state comunque valutate e non risultavano idonee a legittimare l'accesso alla banca dati. Dalle trascrizioni non emergeva un ordine espresso di Aurilio a compiere l'accesso allo SDI; piuttosto risulta che Caiazza sollecitò la verifica e che Moscato, al momento dell'accesso, era informato dello scopo (verificare se l'auto fosse riconducibile a forze di polizia) e non riferì risultati al superiore, elemento ritenuto indicativo di consapevolezza dell'illiceità. La Corte ha richiamato il principio secondo cui, ai fini dell'art. 625-bis c.p.p., è rilevante solo l'errore di fatto decisivo e che l'omesso esame di deduzioni non dà luogo a errore se le stesse sono implicitamente valutate e disattese. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
La norma sul ricorso straordinario per errore di fatto è applicata restrittivamente: rileva solo l'errore decisivo che avrebbe cambiato la pronuncia e non integra errore di fatto l'omesso scrutinio di deduzioni implicitamente valutate e respinte.
Delitto di accesso abusivo a sistema informatico: la condanna è fondata sulla consapevolezza e sullo scopo dell'accesso; l'eventuale ordine gerarchico non giustifica l'accesso se non emerge come autorizzazione o ragione di servizio nel momento in cui l'agente agisce.
Sentenza Sez. 5, n. 26271 del 26/05/2023 (Riccio)
Sez. 5, n. 26271 del 26/05/2023, Riccio
Principio richiamato che l'omesso esame di specifiche deduzioni non costituisce errore di fatto se esse sono state implicitamente valutate e disattese.
Sentenza Sez. 1, n. 46981 del 06/11/2013 (Toscano)
Sez. 1, n. 46981 del 06/11/2013, Toscano
Orientamento giurisprudenziale confermato sulla valutazione implicita delle deduzioni e sull'insussistenza di errore di fatto nel loro mancato richiamo esplicito.
Sentenza Sez. 6, n. 14296 del 20/03/2014 (Apicella)
Sez. 6, n. 14296 del 20/03/2014, Apicella
Chiarisce che, ai fini dell'art. 625-bis c.p.p., l'errore rilevante è solo quello decisivo, cioè capace di determinare una pronuncia diversa.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. richiede la prova di un errore materiale o di fatto decisivo: non è sufficiente l'elencazione di omissioni se quelle deduzioni sono state implicitamente valutate e rigettate.
- In procedimenti per accesso a sistemi informatici da parte di pubblici ufficiali, per ritenere legittimo l'accesso su ordine gerarchico è necessario che dall'istruttoria emerga un ordine o un'autorizzazione chiara e conoscibile dall'agente al momento dell'accesso; mere richieste generiche o sollecitazioni di colleghi non bastano a escludere l'abuso.
- La valutazione della responsabilità penale si fonda sul quadro probatorio complessivo: dichiarazioni testimoniali hanno rilievo, ma possono essere secondarie rispetto a intercettazioni, ammissioni e dati di accesso al sistema.
- Nella fase di impugnazione è cruciale indicare con precisione quali elementi probatori non sarebbero stati valutati e dimostrare la loro decisività concreta nel determinare l'esito del processo.
- La giurisprudenza di legittimità tende a non riaprire questioni di merito già valutate in modo congruo: il criterio di decisività dell'errore limita l'ammissibilità dei ricorsi straordinari per errore di fatto.
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