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Ordinanza

Ordinanza n. 2809/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202605112

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Campania, Sez. I, che aveva respinto la domanda cautelare proposta contro il provvedimento prefettizio fondato sul pericolo di condizionamento mafioso dell’impresa

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura e ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha proposto appello cautelare ai sensi dell’art. 62 c.p.a. contro l’ordinanza del TAR Campania che aveva respinto la domanda di sospensione dell’efficacia dell’atto prefettizio. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che la contestazione riguardava la valutazione prefettizia circa la sussistenza di plurimi elementi sintomatici di un pericolo di condizionamento mafioso dell’impresa, rilevanti anche ai fini dei presupposti applicativi dell’art. 94, comma 1, del d.lgs. 159/2011. L’appellante mirava quindi a ottenere, in via cautelare, la riforma dell’ordinanza di primo grado e la sospensione degli effetti dell’atto prefettizio.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare. In sede di cognizione sommaria, ha ritenuto che i plurimi elementi sintomatici del pericolo di condizionamento mafioso fossero idonei a fondare la valutazione prognostica della Prefettura. Tale valutazione non è apparsa affetta da manifesti vizi di illogicità, irrazionalità o travisamento dei fatti, che costituiscono il limite del sindacato giurisdizionale amministrativo sulla valutazione prefettizia in materia antimafia. Nel bilanciamento degli interessi, è stato ritenuto prevalente l’interesse pubblico alla prevenzione di fenomeni capaci di compromettere le regole costituzionali di libera iniziativa economica nel quadro della legalità e della trasparenza del mercato. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare proposto contro l’ordinanza cautelare del giudice di primo grado.

  • art. 94, comma 1, d.lgs. 159/2011

    È richiamato in relazione ai presupposti applicativi incisi dalla valutazione prefettizia sul pericolo di condizionamento mafioso dell’impresa.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito la base, insieme alla disciplina europea, per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell’appellante.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità e dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In materia di prevenzione antimafia, il sindacato giurisdizionale sulla valutazione prognostica della Prefettura resta circoscritto alla verifica dell’assenza di manifesti vizi di illogicità, irrazionalità o travisamento dei fatti.
  • La presenza di plurimi elementi sintomatici di un pericolo di condizionamento mafioso può fondare la valutazione prefettizia anche quando non sia dimostrata l’attualità di un’infiltrazione penalmente accertata, purché gli elementi siano idonei a sostenere la prognosi amministrativa.
  • Nel giudizio cautelare relativo a misure di prevenzione antimafia, l’interesse pubblico alla prevenzione dei fenomeni di condizionamento mafioso può prevalere sull’interesse economico dell’impresa, in quanto diretto a preservare la libera iniziativa economica nel quadro della legalità e della trasparenza del mercato.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
SottomateriePresupposti e indizi dell'infiltrazione
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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