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Ordinanza

Ordinanza n. 418/2026 - Venezia, Sezione 2

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia - della deliberazione di consiglio comunale n. 32 del 28 aprile 2026, pubblicata all’Albo Pretorio in data 26 maggio 2026, avente ad oggetto “Approvazione schema di convenzione per il rilascio del permesso di costruire convenzionato ai sensi dell’art. 11 comma 2 lr 14/2019, pratica n. 2025/41684 - c.i. mrcmrz50p51a703a-06072025-1711 - per ristrutturazione mediante demolizione, ricostruzione ed ampliamento del fabbricato residenziale in via Santissima Trinità n. 22 a Bassano del Grappa, ditta Progetto Intercasa s.r.l”; - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale, ancorché non conosciuto dalla ricorrente;

Giustizia amministrativa202601061

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione consiliare di diniego dell’approvazione della convenzione prodromica al rilascio di un permesso di costruire convenzionato per la demolizione, ricostruzione e ampliamento di un fabbricato residenziale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (impresa proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato la deliberazione consiliare che ha negato l’approvazione dello schema di convenzione relativo a un permesso di costruire convenzionato richiesto per un intervento residenziale conforme, secondo la documentazione istruttoria richiamata, agli strumenti urbanistici e alla l.r. 14/2019. Il progetto prevedeva un fabbricato residenziale con cinque abitazioni, un parcheggio pubblico eccedente lo standard minimo e il versamento di una somma a titolo di beneficio pubblico. La società ha dedotto, in particolare, il difetto di motivazione dell’atto collegiale, sostenendo che il diniego non esplicitasse le ragioni sottostanti alla mancata approvazione della convenzione, nonostante l’istruttoria tecnica favorevole e la comunicazione del responsabile del procedimento secondo cui la richiesta poteva essere accolta favorevolmente subordinatamente all’approvazione consiliare della convenzione. È stata inoltre proposta domanda cautelare, deducendo il pregiudizio derivante dall’arresto del procedimento e dall’impossibilità di ottenere il titolo edilizio necessario all’attività imprenditoriale programmata.

La decisione

Il TAR, nella fase cautelare, ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris con specifico riferimento al primo motivo, poiché la deliberazione impugnata non appariva assistita da un adeguato apparato motivazionale idoneo a rendere comprensibili le ragioni della mancata approvazione della convenzione prodromica al permesso di costruire. Il giudice ha richiamato il principio secondo cui l’atto collegiale deve contenere una motivazione autonoma, espressa in una formula sufficientemente chiara e onnicomprensiva degli elementi essenziali posti a fondamento della decisione, e ha precisato che il sindacato giurisdizionale può verificare la congruenza tra presupposti e conclusioni nonché la logicità e congruità della motivazione dell’organo collegiale. Non è invece necessario ricostruire le motivazioni individuali dei singoli componenti, dovendosi esaminare la volontà complessiva risultante dalla deliberazione e dalla votazione finale. È stato ravvisato anche il periculum in mora, poiché il diniego determinava un arresto procedimentale impedendo il rilascio del permesso di costruire e arrecando pregiudizio all’attività imprenditoriale pianificata. La domanda cautelare è stata quindi accolta, con sospensione della deliberazione impugnata e fissazione dell’udienza pubblica di merito. Il Comune è stato condannato al pagamento delle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.500 oltre accessori, se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 11, comma 2, l.r. 14/2019

    La disposizione è richiamata quale base normativa del permesso di costruire convenzionato e della relativa convenzione sottoposta all’approvazione del consiglio comunale.

  • art. 28-bis d.P.R. 380/2001

    La disposizione è richiamata quale disciplina del permesso di costruire convenzionato e della convenzione necessaria al suo rilascio.

  • art. 55 c.p.a.

    È richiamato quale fondamento processuale della domanda cautelare e della decisione sulla sospensione dell’efficacia dell’atto impugnato.

Massime di principio

  • Un atto collegiale di diniego deve contenere una motivazione autonoma, sufficientemente chiara e comprensiva degli elementi essenziali che hanno determinato la decisione, anche quando l’atto è adottato mediante votazione dell’organo collegiale.
  • Il sindacato giurisdizionale sull’atto collegiale comprende la verifica della congruenza tra i presupposti e le conclusioni nonché della logicità e congruità dei motivi posti a fondamento della determinazione finale; tale verifica deve essere condotta sulla motivazione dell’organo nel suo complesso e non sulle motivazioni individuali dei singoli componenti.
  • In sede cautelare, l’arresto del procedimento che impedisca il rilascio di un titolo edilizio, dopo un’istruttoria amministrativa favorevole, può integrare il periculum in mora quando incida concretamente sull’attività imprenditoriale programmata dal richiedente.
  • Il diniego di approvazione della convenzione necessaria al rilascio di un permesso di costruire convenzionato deve rendere comprensibili le ragioni della decisione, soprattutto quando dagli atti dell’istruttoria emergano la conformità urbanistica del progetto e l’orientamento favorevole dell’amministrazione procedente.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziPiani attuativi e lottizzazioniTutela cautelare
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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