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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2146/2024 del 17/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Roma che, in riforma della sentenza di primo grado, aveva dichiarato estinto per prescrizione il capo A), riconosciuto la responsabilità per il capo B) (bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale) e modificato le pene accessorie. I motivi di ricorso contestavano in particolare: 1) la carenza o inadeguatezza della motivazione circa la prova della qualifica di "amministratore di fatto" (soprattutto per Passa Giampiero e Passa Diego); 2) la mancata e/o errata valutazione dell'elemento oggettivo della bancarotta fraudolenta (riguardo ai finanziamenti alla Energie Rinnovabili S.r.l. e alla presunta distrazione di beni strumentali); 3) il diniego dell'attenuante speciale di cui all'art. 219, comma 3, L.F. (speciale tenuità del danno); 4) censure procedurali sulla motivazione e mancata risposta a specifici argomenti difensivi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha in gran parte rigettato i ricorsi ma ha accolto parzialmente quelli di Passa Giampiero e Passa Diego limitatamente alla qualificazione come "amministratori di fatto": ha annullato la sentenza impugnata solo per questo profilo e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Roma per nuovo giudizio sulla loro qualifica di amministratori di fatto. Per il resto i ricorsi dei medesimi sono stati respinti. Il ricorso di Passa Maria Giovanna è stato rigettato integralmente: la condanna è confermata e la ricorrente è condannata alle spese processuali. In sintesi: annullamento limitato e rimessione per nuovo esame solo sulla qualifica di amministratori di fatto per Giampiero e Diego; conferma della decisione nei restanti aspetti e rigetto del ricorso di Maria Giovanna.

Norme richiamate

  • art. 2639 cod. civ.

    «al soggetto formalmente investito della qualifica o titolare della funzione prevista dalla legge civile è equiparato sia chi è tenuto a svolgere la stessa funzione, diversamente qualificata, sia chi esercita in modo continuativo e significativo i poteri tipici inerenti alla qualifica o alla funzione»

    La Corte interpreta la norma come criterio per individuare l'"amministratore di fatto": occorre prova di esercizio continuativo e significativo di poteri gestori, valutazione che richiede motivazione congrua e logica sui concreti indici di gestione

  • art. 219, comma 3, legge fallimentare (L.F.)

    L'attenuante speciale della "speciale tenuità del danno" in tema di bancarotta patrimoniale va valutata in relazione all'importo della distrazione (diminuzione patrimoniale causata dal fatto) e non all'entità del passivo fallimentare; la Corte ha ritenuto non concedibile l'attenuante per l'entità delle distrazioni

  • artt. 216 e 223 legge fallimentare (L.F.)

    Le responsabilità per reati fallimentari vanno individuate in base alle funzioni concretamente esercitate (non solo alla qualifica formale); occorre accertamento degli elementi sintomatici di gestione/cogestione per attribuire responsabilità agli amministratori di fatto

  • art. 546, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione all'art. 111 Cost.: la mancata risposta a singoli motivi di gravame non determina automaticamente la nullità della decisione d'appello; il giudice d'appello può integrare/redigere motivazione mancante

  • art. 604 cod. proc. pen.

    La Corte richiama la giurisprudenza che limita i casi tassativi in cui la mancanza di motivazione della sentenza di primo grado impone la trasmissione degli atti; quindi la carenza assoluta di motivazione non comporta sempre nullità automatica

  • art. 165-bis disp. att. cod. proc. pen.

    Utilizzato per osservare che, se la difesa intende disconoscere interpretazioni delle dichiarazioni in dibattimento (es. del curatore), dovrebbe indicare/attestare l'atto integrale o riferimenti agli atti per consentire il controllo della valutazione probatoria

Massime di principio

  • La qualifica di "amministratore di fatto" richiede prova dell'esercizio in modo continuativo e significativo di poteri tipici di gestione: non bastano elementi episodici o generici (es. semplici comandi operativi non qualificati).
  • Il giudice che ritiene esistente una posizione di amministratore di fatto deve esplicitare i concreti indici e il contenuto degli atti/ordini che dimostrano la funzione direttiva (chi ha impartito quali ordini, con quale contenuto e frequenza).
  • In tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale, la valutazione della natura depauperativa di operazioni come finanziamenti tra società richiede analisi temporale dello stato di crisi e prova dell'assenza di giustificata contropartita o garanzia; è una valutazione di fatto non sindacabile in Cassazione se ben motivata.
  • L'attenuante di speciale tenuità del danno va valutata sul quantum concreto della distrazione patrimoniale (danno determinato dall'illecito) e non sul volume complessivo del passivo fallimentare.
  • Le censure sulla motivazione richiedono che la parte indichi con precisione le contraddizioni o gli elementi omessi: il ricorso non può limitarsi ad affermazioni generiche; occorre riferire e, se possibile, allegare atti specifici presi a sostegno della doglianza.
  • La Cassazione può annullare e rinviare per un nuovo giudizio limitatamente ai profili in cui rileva vizio motivazionale; non sempre la mancanza di motivazione integra automatica nullità della sentenza impugnata.

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