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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7808/2023 del 22/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame del 04/07/2022 che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per il delitto di cui all'art. 416-bis c.p. Il ricorrente censura la gravità indiziaria: sostiene di non avere precedenti per reati associativi, di non essere stato intercettato direttamente, contesta la valenza indiziante di alcune conversazioni riportate (in particolare riferimenti di terzi come Vasta Matteo) e del propalato del collaboratore Scavone, nonché deduce l'incongruità dell'accusa alla luce della sua attività lavorativa redditizia e delle misure cautelari personali che avrebbero impedito eventuali incontri.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Rileva che le censure del ricorrente sono generiche e non affrontano nel loro complesso tutti gli elementi posti a base dell'ordinanza impugnata; la valutazione delle intercettazioni è questione di fatto riservata al giudice di merito e non sindacabile se non per manifesta illogicità; la presunta impossibilità di incontri con il collaboratore non era oggettiva dato il regime cautelare vigente e la possibilità concreta di circolazione; il richiamo all'attività lavorativa non esclude la partecipazione al sodalizio, anche alla luce del curriculum criminale del ricorrente (pregresse vicende per stupefacenti e arresto recente). Conseguentemente il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa per le ammende; il provvedimento non comporta la remissione in libertà.

Norme richiamate

  • art. 416-bis c.p.

    Norma incriminatrice richiamata come fondamento della misura cautelare: la Corte riferisce che gli elementi probatori complessivi (intercettazioni, chiamata in correità, partecipazione a summit mafioso, accertamenti di polizia) sono idonei a fondare la gravità indiziaria di partecipazione al sodalizio mafioso.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la statuizione di condanna alle spese e al pagamento alla Cassa per le ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione all'assenza di effetto liberatorio del provvedimento impugnato; la Corte dispone gli adempimenti consequenziali non comportando la decisione la remissione in libertà.

Massime di principio

  • In sede di ricorso per cassazione contro misure cautelari, le censure devono essere specifiche e confrontarsi con l'intero contenuto motivazionale del giudice di merito; argomentazioni generiche sono inammissibili.
  • L'interpretazione del contenuto delle intercettazioni è valutazione di fatto riservata al giudice di merito e non è normalmente sindacabile in sede di legittimità se non per manifesta illogicità o irragionevolezza.
  • Le dichiarazioni di collaboratori e le "chiamate in correità" possono integrare elementi di conferma della gravità indiziaria anche se il ricorrente invoca ostacoli oggettivi a eventuali incontri: la concreta situazione di fatto è rilevante, non la mera esistenza di misure cautelari.
  • La presenza di un'attività lavorativa non esclude di per sé la partecipazione ad un'organizzazione criminale; il curriculum del soggetto e altre condotte pregresse possono smentire la valenza a discarico di tale elemento.
  • Per ottenere il riesame o l'annullamento di una misura cautelare è necessario proporre, con mezzi di prova o argomentazioni precise, spiegazioni alternative che incidano sul quadro probatorio complessivo e non solo su singoli stralci di prova.

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