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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8220/2022 del 09/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti (Raddi e Bert) impugnano la sentenza d'appello che ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta per distrazione (capo b) e ha riqualificato il capo a) in relazione all'art. 641 cod. pen. dichiarando il non doversi procedere per tardività della querela. Raddi deduce carenza di prova dell'elemento soggettivo e oggettivo della riqualificazione (art. 641) e contesta la valutazione delle prove relative ai prelievi e alla sua partecipazione; lamenta inoltre omessa considerazione della transazione tra i due imputati. Bert censura la regolarità delle notificazioni dell'avviso d'udienza di appello (contestando la consegna al difensore e la documentazione dei tentativi a mani). La parte civile Arco Gest impugna la revoca, da parte della Corte d'appello, delle statuizioni civili disposte in primo grado nella parte relativa al reato di bancarotta fraudolenta e chiede ristoro delle spese di appello.

La decisione

La Corte di Cassazione rigetta i ricorsi degli imputati: quello di Raddi viene respinto in quanto le censure non superano la motivata valutazione di merito; quello di Bert è dichiarato inammissibile perché la notifica al difensore era preceduta da vani tentativi di notifica all'imputato e l'irregolarità formale nell'indicazione della norma non ha rilevanza pregiudizievole. Invece il ricorso della parte civile Arco Gest è accolto: la Cassazione annulla la sentenza impugnata limitatamente alla revoca delle statuizioni civili relative al reato di bancarotta fraudolenta e rinvia al giudice civile competente in grado d'appello per la definizione delle somme e per la liquidazione delle spese di giudizio; in conseguenza sono confermate le altre statuizioni. Sono disposte condanne alle spese processuali per i ricorrenti e, per Bert, l'ammenda alla Cassa delle ammende di Euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • art. 641 cod. pen.

    La Corte d'appello ha riqualificato il capo a) alla fattispecie di cui all'art. 641; la Cassazione accetta la riqualificazione operata in sede di merito nella motivazione impugnata.

  • art. 161, comma 4, cod. proc. pen.

    La notificazione della citazione per appello con consegna al difensore di fiducia, se preceduta da vani tentativi a mani, è valida; l'adozione di tale procedimento è restata impregiudicata anche se nella relata si è fatto riferimento ad altra norma.

  • art. 157, comma 8-bis, cod. proc. pen.

    L'indicazione errata di questa norma anziché dell'art. 161 comma 4 nella relata costituisce una mera irregolarità formale priva di effetti pregiudizievoli quando il destinatario effettivo è il difensore di fiducia.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti alla esposizione dei motivi di cassazione (correlazione tra le censure articolate e quanto devoluto in sede di appello); alcune doglianze sono state ritenute inammissibili per difetto di devoluzione.

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    La sentenza di proscioglimento per causa estintiva è possibile solo quando le circostanze sono talmente chiare da poter essere 'constatate' senza necessità di approfondimenti; le doglianze che non dimostrano tale evidenza sono manifestamente infondate.

  • artt. 538, 539, 540, 541 cod. proc. pen.

    Norme sulla statuizione civile in sede penale: la revoca delle statuizioni civili in appello richiede motivazione e non può essere disposta automaticamente quando permangono condanne per altri reati; la Cassazione annulla la revoca operata in appello per carenza motivazionale rispetto alla bancarotta.

  • art. 240 legge fallimentare

    Rilevata nella discussione come riferimento alla regolamentazione delle statuizioni civili nell'ambito del fallimento; la Corte segnala che la revoca delle statuizioni civili deve essere adeguatamente motivata e non automatica.

Massime di principio

  • La riqualificazione di un capo d'imputazione in appello e la declaratoria di non doversi procedere per quel capo non comportano automaticamente la revoca di statuizioni civili relative ad altri reati; il giudice di appello deve motivare specificamente la revoca delle condanne civili quando permangono altre responsabilità penali.
  • Per ottenere l'assoluzione per estinzione del reato ai sensi dell'art.129 c.2 c.p.p. è necessario che gli elementi favorevoli emergano dagli atti in modo ictu oculi; censure che richiedono valutazioni probatorie non raggiungono questo requisito.
  • La consegna della notificazione al difensore di fiducia è valida se preceduta da tentativi infruttuosi di notifica a mani; un riferimento normativo errato nella relata (es. art.157 anziché art.161) è di norma mera irregolarità formale non invalida l'atto quando il destinatario è comunque il difensore.
  • Le transazioni o pagamenti successivi tra coindagati non producono automaticamente effetti estintivi o esimenti: devono essere provati e confrontati puntualmente con gli atti processuali; deduzioni generiche e non specificamente contrastate possono essere ritenute inammissibili o aspecifiche.
  • In ipotesi di distrazione di somme e bancarotta fraudolenta la prova del possesso materiale o della disponibilità sui conti (deleghe, bonifici a favore, prelievi) e l'assenza di scritture contabili costituiscono elementi convergenti di responsabilità, apprezzabili in sede di merito e difficilmente superabili in cassazione se adeguatamente motivate.
  • Le doglianze di merito in cassazione devono essere correlate espressamente a quanto dedotto in appello (art. 173 disp. att.); questioni non devolute al giudice d'appello sono inammissibili in cassazione.

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