Cassazione Penale, Sentenza n. 19467/2022 del 18/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza di condanna per il reato di cui all'art. 73 DPR n. 309/1990 (cessione di cocaina, gr. 0,69, per euro 50) con due censure principali: 1) violazione di legge e vizio di motivazione per la presunta inoffensività della condotta dovuta alla mancata prova del principio attivo e della capacità drogante della sostanza; 2) violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse escluso la particolare tenuità applicando parametri estranei a quelli previsti dall'art. 131-bis (ha considerato la natura della sostanza, il luogo pubblico della cessione e la qualifica del cessionario) senza valutare la effettiva offensività della condotta, l'esiguità del danno o del pericolo e la non abitualità della condotta. Inoltre la Cassazione ha ritenuto non manifestamente infondato il motivo relativo alla tenuità, il che ha consentito di rilevare d'ufficio la prescrizione maturata dopo la sentenza impugnata.
Norme richiamate
Norma che sanziona il traffico e la cessione di sostanze stupefacenti. La sua applicazione richiede l'accertamento della natura della sostanza e della sua capacità drogante: in mancanza di prova dell'elemento materiale offensivo l'incriminazione risulta dubbia.
Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La sua applicazione presuppone la consumazione di un reato perfetto e la valutazione della esiguità del danno o del pericolo e della non abitualità della condotta; non può essere esclusa sulla base di parametri estranei a quelli tipizzati (per es. solo il luogo della condotta o la qualifica del cessionario).
prescrizione (estinzione del reato)
Principio per cui, al maturare dei termini previsti, il reato si estingue; la prescrizione può essere rilevata d'ufficio e anche se è maturata dopo la sentenza impugnata la Cassazione può annullare senza rinvio quando il reato è estinto.
Massime di principio
- Per i reati di stupefacenti è fondamentale l'accertamento probatorio della natura della sostanza e della sua capacità drogante: l'assenza di questa prova può incidere sull'offensività della condotta.
- L'art. 131-bis richiede una valutazione concreta della esiguità del danno o del pericolo e della non abitualità; parametri come il luogo della cessione o la qualifica dell'acquirente non sono, di per sé, sufficienti per escludere la tenuità.
- Se una deduzione di particolare tenuità non è manifestamente infondata, la Corte può procedere a verifiche che consentono anche di rilevare la prescrizione maturata successivamente alla sentenza impugnata.
- Quando la prescrizione è accertata, la Cassazione tende ad annullare senza rinvio piuttosto che a rimandare, poiché il reato è estinto.
- In casi simili la difesa dovrebbe contestare sia la prova dell'elemento materiale/effetto della sostanza sia l'assenza dei presupposti per escludere la tenuità, perché ciò può aprire la strada alla rilevazione della prescrizione.
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