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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44236/2022 del 21/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Denuncia di Nicola Turco per furto in abitazione relativo a una villa a Capri. Il Pubblico Ministero aveva chiesto l'archiviazione per il reato di furto aggravato ritenendo assenti elementi di responsabilità. Il GIP, con ordinanza del 23/05/2022, ha rigettato l'archiviazione e ha disposto l'imputazione coatta nei confronti di Perrella per il reato di cui all'art. 392 c.p. (esercizio arbitrario delle proprie ragioni) riferendosi alla sostituzione della serratura del cancello di accesso. Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza denunciandone l'abnormità, sostenendo che il GIP abbia imposto un diverso e ulteriore fatto rispetto a quello iscritto e investigato (furto) sul quale il PM non aveva svolto indagini e per il quale non era stata svolta adeguata difesa dell'indagato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso e ha annullato senza rinvio l'ordinanza limitatamente alla disposizione che ordinava l'imputazione coatta per il reato ex art. 392 c.p., ritenendola atto abnorme perché concernente un fatto diverso e non oggetto delle indagini per il quale il Pubblico Ministero non aveva proceduto. Ha disposto la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli affinché provveda all'iscrizione della notizia di reato indicata dal giudice nel registro ex art. 335 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 392 cod. pen.

    Il GIP ha riqualificato la condotta come esercizio arbitrario delle proprie ragioni; la Corte ha ritenuto che tale riqualificazione riguardasse un fatto diverso non oggetto di indagine e che quindi non poteva essere imposta mediante imputazione coatta.

  • art. 335 cod. proc. pen.

    Prevede il registro delle notizie di reato; la Corte ha ordinato la trasmissione degli atti al PM affinché proceda all'iscrizione della notizia di reato indicata dal giudice.

  • art. 409 cod. proc. pen.

    Consente al GIP, in sede di udienza camerale, di ordinare al PM la formulazione dell'imputazione; la Corte richiama però la limitazione giurisprudenziale per cui tale ordine è ammissibile solo se concerne gli stessi fatti oggetto di indagine, eventualmente con diversa qualificazione giuridica.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. U, n. 40984/2018 (Gianforte); Sez. 5, n. 12987/2012 (Di Felice); Sez. 3, n. 28481/2009 (Battisti); Sez. U, n. 42792/2001 (Policastro)

    La giurisprudenza autorizza la riqualificazione giuridica dei medesimi fatti ma censura come abnorme l'atto del GIP che ordini imputazione per fatti diversi, non indagati, o che esorbitino dall'oggetto della richiesta di archiviazione.

Massime di principio

  • Il GIP può ordinare al PM di formulare imputazione per una diversa qualificazione giuridica solo se riguarda gli stessi fatti già oggetto di indagine; non può introdurre fatti nuovi o diversi non investigati.
  • Se il giudice rileva fatti diversi o nuovi, il corretto iter è la segnalazione al PM e la relativa iscrizione nel registro (art. 335 c.p.p.), con conseguente svolgimento di indagini, non l'imputazione coatta immediata.
  • La richiesta di archiviazione del PM delimita l'oggetto dell'indagine: il GIP non può sostituirsi al PM inventando una contestazione non trattata che pregiudichi il diritto di difesa dell'indagato.
  • In presenza di riqualificazione è necessaria motivazione effettiva che dimostri che si tratta dello stesso fatto e che vi siano elementi nuovi rilevanti; altrimenti la misura è annullabile per eccesso e abnormità.
  • Prassi consigliata: il PM, se il GIP segnala fatti diversi, dovrebbe iscrivere la notizia di reato e svolgere le indagini necessarie prima di formulare contestazioni, garantendo così il contraddittorio e la regolarità procedurale.
  • La Cassazione, in caso di abnormità del provvedimento del GIP, può annullare senza rinvio la parte impugnata relativa all'ordine di imputazione coatta.

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