Cassazione Penale, Sentenza n. 2917/2022 del 26/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno dedotto la nullità della sentenza di primo grado per violazione dell'art. 178 lett. c) in relazione agli artt. 143 e 161 c.p.p. e per violazione del diritto di difesa (Cost. artt. 24 e 111) e dell'art. 6 CEDU, trattandosi di mancata traduzione/assistenza linguistica al momento del verbale di fermo e della elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio. Si è inoltre dedotta l'erronea quantificazione della pena e la mancata concessione delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendo che la elezione di domicilio effettuata da imputati alloglotta, senza assistenza dell'interprete e senza prova di un rapporto professionale effettivo con il difensore domiciliatario, integra una nullità a regime intermedio che può incidere sulla validità delle successive notificazioni (vocatio in iudicium e estratto contumaciale). Tuttavia la nullità così accertata non ha determinato la regressione del processo poiché nel frattempo è maturata la prescrizione del reato. Pertanto la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato per prescrizione (assorbendo le restanti doglianze).
Norme richiamate
Norma processuale richiamata come criterio di impugnazione; la Corte ha valutato la nullità derivante da vizi procedurali ai sensi della disciplina sulle nullità
Interpretato in senso estensivo: garantisce il diritto all'interprete e la necessità della traduzione/assistenza linguistica anche per il verbale di dichiarazione/elezione di domicilio dell'alloglotta
Il verbale di identificazione e di elezione di domicilio contiene atti che incidono sulle notificazioni: se redatto senza interpretazione per l'alloglotta può determinare nullità a regime intermedio
art. 24 Cost.
Richiamato come tutela costituzionale del diritto di difesa influenzato negativamente dalla mancata assistenza linguistica
art. 111 Cost.
Richiamato in relazione al giusto processo; la mancata traduzione può compromettere la partecipazione effettiva al processo
art. 6 CEDU
Principio convenzionale che impone l'informazione nella lingua che l'imputato conosce e il diritto all'interprete; usato per interpretare gli obblighi di traduzione/assistenza
art. 5 e 6 par. 3 CEDU
Richiamati per sottolineare il diritto dell'arrestato a essere informato in una lingua che comprende dei motivi dell'arresto e dell'accusa
Richiamato nella discussione sulla possibilità di dedurre la nullità in appello e sulla conseguente annullabilità della sentenza di primo grado
art. 133, art. 62-bis, art. 163 c.p.
Norme penali relative alla determinazione della pena e alle attenuanti; richiamate dalla difesa per contestare la commisurazione della sanzione, ma assorbite dalla Corte
Richiamate in tema di termini di prescrizione (art. 157) e loro computo; la Corte ha ritenuto maturata la prescrizione
Richiamato per il conteggio delle sospensioni e il calcolo del termine prescrizionale
Formula di merito cui fare ricorso quando la sentenza è annullata per nullità ma il reato è estinto per prescrizione
Massime di principio
- Se l'imputato non comprende la lingua italiana, l'elezione di domicilio resa senza l'assistenza dell'interprete può essere nulla e determinare l'invalidità delle successive notificazioni essenziali (vocatio in iudicium/estratto contumaciale).
- L'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non prova di per sé che l'imputato abbia effettivamente avuto conoscenza del procedimento: il giudice deve verificare l'effettivo rapporto professionale e la comprensione dell'atto da parte dell'alloglotta.
- La mancata traduzione degli atti contenenti la chiamata in giudizio è una nullità 'a regime intermedio' che può essere dedotta anche in appello e rilevare nei giudizi successivi (esecuzione, rescissione del giudicato).
- Anche quando una nullità grave venga accertata, se nel frattempo è maturata la prescrizione del reato la Corte può dichiarare l'estinzione del reato e annullare senza rinvio invece di disporre la regressione del processo.
- Per evitare rischi procedurali e preservare i diritti dell'imputato, è consigliabile garantire l'interprete fin dalle fasi iniziali (fermo/identificazione) e curare che la notifica della vocatio in iudicium sia compiuta in modo comprensibile per l'imputato.
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