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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 2146/2024 del 22/01/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La Veritas impugna in Cassazione la sentenza della CTR Veneto che, parzialmente accogliendo l'appello della Ferrato Nautica, aveva ridotto del 40% la TARI relativa al 3° trimestre 2018 per la presunta mancata/insufficiente erogazione del servizio di raccolta (cassonetti più vicini oltre 350 m). La Veritas deduce sette motivi: nullità per presunta introduzione di "domanda nuova" in appello e violazioni procedurali (art.57 e 24 d.lgs. n.546/1992); ammissione di documenti nuovi in appello (art.58 d.lgs. n.546/1992); errata applicazione dell'art.59, comma 4, d.lgs. n.507/1993 e degli artt. 1 commi 639, 656 e 657 della legge n.147/2013 (sulla natura e presupposti delle riduzioni TARI), con contestazione della mancata richiesta amministrativa, della carenza probatoria della "grave difformità" o di "non utilizzabilità" e della ripartizione dell'onere della prova.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso della Veritas. Ha confermato i principi che: le riduzioni tecniche previste dalla legge (commi 656 e 657, legge n.147/2013) spettano ope legis senza necessità di preventiva richiesta amministrativa; l'onere di allegare e provare i presupposti per beneficiare della riduzione grava sul contribuente ma la richiesta/indicazione può essere formulata in termini ampi nel primo grado ed essere specificata in appello; è ammissibile la produzione documentale in appello ai sensi dell'art.58 d.lgs. n.546/1992; la riduzione del 40% si applica quando il servizio, pur istituito e attivato, non sia concretamente svolto in una zona di significativa estensione (la misura può essere graduata in relazione alla distanza dal punto di raccolta); la riduzione del 20% (comma 656) opera nei casi di mancato svolgimento totale o di grave violazione della disciplina di riferimento. Per queste ragioni il ricorso è stato respinto e la Veritas condannata alle spese (liquidate in dispositivo).

Norme richiamate

  • d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (processo tributario)

    Richiamate le norme processuali (art.57, art.58, art.24) in relazione alla deduzione di nuove istanze in appello e alla produzione documentale: la Corte conferma la possibilità di produrre documenti in appello (art.58, comma 2) e ritiene non nuova, ai fini processuali, la domanda di riduzione tecnica connessa alla stessa vicenda impositiva

  • d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 59, comma 4

    Richiamato come riferimento storico-normativo per le riduzioni tecniche: la giurisprudenza richiede l'accertamento specifico dell'effettiva erogazione del servizio in grave difformità rispetto a prescrizioni regolamentari, onere probatorio a carico del contribuente

  • legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1, comma 639

    Definisce il nuovo istituto TARI e il relativo quadro normativo: la TARI è dovuta per la disponibilità delle aree e locali e mantiene la natura autoritativa del prelievo

  • legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1, comma 656

    La TARI è dovuta nella misura massima del 20 per cento della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall'autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente.

    Prevede una riduzione massima del 20% come riduzione tecnica per casi di mancato svolgimento totale o grave disfunzione; è obbligatoria e non subordinata a previsione regolamentare; la riduzione ha natura tecnica e non risarcitoria

  • legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1, comma 657

    Nelle zone in cui non è effettuata la raccolta, la TARI è dovuta in misura non superiore al 40 per cento della tariffa da determinare, anche in maniera graduale, in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita.

    Stabilisce la riduzione tecnica del 40% (graduabile in relazione alla distanza) per aree in cui la raccolta non viene effettuata; spettante ope legis e graduabile dal giudice di merito in base a distanza e dimensione della zona

  • D.P.R. 27 aprile 1999, n. 158

    Riferito ai criteri di determinazione della tariffa sulla base della normativa richiamata; citato come riferimento per i criteri di determinazione tariffaria richiamati dalla Corte

Massime di principio

  • Le "riduzioni tecniche" della TARI (commi 656 e 657, legge n.147/2013) spettano ope legis e non richiedono una preventiva richiesta amministrativa: il contribuente deve allegare e provare i presupposti, ma la richiesta può essere formulata in termini ampi e precisata in appello
  • La riduzione del 40% si applica quando il servizio di raccolta, pur istituito e attivato, non venga concretamente svolto in una zona di significativa estensione; la percentuale può essere graduata dal giudice in base alla distanza dal punto di raccolta
  • La riduzione del 20% si applica nei casi di mancato svolgimento totale o di grave disfunzione della prestazione (caso più grave rispetto al comma 657); non è prevista l'esenzione totale salvo specifiche ipotesi
  • L'onere della prova: l'amministrazione deve provare la quantificazione del tributo; il contribuente deve provare gli elementi che giustificano esenzioni o riduzioni
  • In sede processuale tributaria è ammessa la produzione di documenti in appello (art.58 d.lgs. n.546/1992) anche se preesistenti al primo grado, salvo diverse preclusioni
  • Le riduzioni hanno natura tecnica e compensativa (temperamento dell'imposizione), non risarcitoria: non dipendono dalla colpa dell'ente ma dalla contrazione oggettiva del servizio

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