Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20350/2023 del 12/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione, mediante ricorso per cassazione, dell'ordinanza del Tribunale del riesame del 22/09/2022 che aveva confermato la custodia cautelare in carcere applicata dal G.I.P. di Palmi per il reato di tentato omicidio commesso il 16/08/2022 in danno di Giancarlo e Onorio Valerio Corda. Il ricorrente deduceva errata valutazione dei gravi indizi di colpevolezza (anche per omessa considerazione della consulenza difensiva sul video), riconoscibilità della legittima difesa e/o della desistenza, riconoscimento dell'attenuante della provocazione e vizio nella valutazione delle esigenze cautelari e nella scelta della misura (richiesta arresti domiciliari con braccialetto elettronico o presso casa della madre).

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto sussistenti i gravi indizi per tentato omicidio sulla base della natura dell'arma (coltello lama 8 cm), della pluralità dei colpi, della zona del corpo attinta (addome), della gravità delle lesioni e delle minacce successive; ha escluso la scriminante della legittima difesa (vittime disarmate, possibilità di allontanarsi, mancanza di pericolo attuale provocato da altri) e la desistenza volontaria (gli atti realizzati hanno già innescato il meccanismo causale tipico del tentativo). Ha anche rigettato la richiesta di attenuante per provocazione per genericità delle allegazioni. Quanto alle esigenze cautelari, ha confermato la pericolosità e l'insufficienza delle misure meno afflittive (anche con braccialetto elettronico o domiciliari presso la madre) per l'incapacità dell'indagato di autocontenersi e la vicinanza spaziale alla persona offesa. Il ricorrente è stato condannato alle spese; disposta trasmissione del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Usato come riferimento per i motivi di cassazione: la Corte verifica se il giudice di merito abbia dato adeguata motivazione sui gravi indizi, con i limiti propri del giudizio di legittimità sulle questioni di fatto e motivazionali.

  • art. 52 cod. pen.

    Applicazione rifiutata: la Corte ha ritenuto che la legittima difesa non sussista quando le vittime erano disarmate, non vi era pericolo attuale che giustificasse l'uso dell'arma e l'indagato poteva evitare lo scontro allontanandosi.

  • art. 56, terzo comma, cod. pen.

    Richiamato nel contesto della desistenza/abbandono: la Corte afferma che la desistenza volontaria non è configurabile quando gli atti realizzati hanno già innescato il meccanismo causale idoneo a produrre l'evento (tentativo compiuto).

  • art. 274, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Richiesto requisito del pericolo di reiterazione: la Corte ricorda che l'attualità del pericolo è valutata prognosticamente e non richiede l'esistenza di specifiche occasioni imminenti, ma una valutazione della propensione del soggetto alla violenza e del contesto.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma esecutiva richiamata per l'obbligo di trasmettere copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario quando la decisione non comporta la rimessione in libertà.

  • Cass. Sez. U., sent. n. 11/2000 (Audino)

    Principio sul limite del sindacato della Corte di cassazione sulle motivazioni del giudice del riesame: la Corte deve verificare se siano state fornite adeguate ragioni in ordine ai gravi indizi, nel rispetto dei limiti del giudizio di legittimità.

  • Giurisprudenza di legittimità (es. Sez.1 n.11746/2012; Sez.1 n.30336/2013; Sez.5 n.12869/2022)

    Richiami dottrinali e giurisprudenziali utilizzati per precisare i criteri di valutazione del tentativo, della desistenza, e del requisito della concreta pericolosità ai fini cautelari.

Massime di principio

  • Per il reato di tentato omicidio, indici gravi sono: natura dell'arma, pluralità dei colpi, zone vitali raggiunte e gravità delle lesioni; questi elementi possono giustificare la custodia cautelare già nella fase cautelare.
  • La legittima difesa è esclusa se le vittime erano disarmate, non esisteva un pericolo attuale e l'aggressore poteva sottrarsi con un commodus discessus (allontanarsi).
  • La desistenza volontaria non è generalmente riconosciuta se gli atti posti in essere hanno già attivato il meccanismo causale per produrre l'evento; la rinuncia successiva non cancella il tentativo compiuto.
  • La provocazione, ai fini di attenuanti, deve essere specificamente descritta e documentata; affermazioni generiche su angherie pregresse non sono sufficienti.
  • La valutazione delle esigenze cautelari è prognostica: non richiede l'esistenza di occasioni imminenti ma una valutazione complessiva della propensione dell'indagato alla violenza, delle modalità del fatto e del contesto socio-ambientale.
  • Le misure alternative alla custodia in carcere (arresti domiciliari, braccialetto elettronico) devono essere valutate nella loro concreta efficacia nel prevenire il pericolo di reiterazione; la prossimità spaziale alla persona offesa e la mancanza di controllo affidabile possono renderle inidonee.
  • In sede di cassazione avverso provvedimenti cautelari il ricorrente deve documentare in modo chiaro e specifico le ragioni che, se accolte, avrebbero mutato la valutazione prognostica del giudice delle misure.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.