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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11234/2022 del 28/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano che aveva confermato la condanna di Bertoiotti per esercizio abusivo della professione di avvocato durante periodo di sospensione dall'Ordine (fatti tra giugno e 3 dicembre 2013). La difesa contestava, tra l'altro, la sussistenza del dolo per presunta mancata conoscenza del provvedimento disciplinare (notificato con giacenza postale), la nullità del verbale per violazioni procedurali e l'utilizzabilità come mezzo di prova delle dichiarazioni rese dall'imputato (art. 63 co. 2 c.p.p.), nonché la travisata motivazione rispetto alla dichiarazione resa in udienza il 3 dicembre 2013.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto non manifestamente infondata la doglianza sulla motivazione (in particolare sulla lettura della dichiarazione resa in udienza, che poteva avere una interpretazione non confessorio), ma ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione intervenuta successivamente alla sentenza di appello (tenendo conto anche dei periodi di sospensione previsti dall'art. 83 DL 18/2020 e successive conversioni). Pertanto la Corte non ha riacceso l'accertamento di responsabilità nel merito a causa dell'estinzione del reato.

Norme richiamate

  • artt. 177, 134, 137, 142 e 483 c.p.p.

    Richiamati dalla difesa per denunciare nullità e vizi di forma nella redazione del verbale e nella valutazione delle prove; la Corte rileva le censure ma le ritiene comunque superate dall'intervenuta prescrizione.

  • art. 63, comma 2, c.p.p.

    Invocato dalla difesa in relazione all'inutilizzabilità di dichiarazioni auto-indizianti rese all'autorità; la questione è stata sollevata ma non decisa nel merito perché la prescrizione ha reso ininfluente la verifica concreta.

  • art. 415-bis c.p.p.

    Riferimento all'avviso di citazione ai sensi dell'art. 415-bis: la dichiarazione dell'imputato citata in sentenza menzionava il rapporto temporale tra la sospensione e l'avviso di citazione, materia centrale per la valutazione del dolo.

  • art. 83 DL 18/2020 (convertito dalla L. 27/2020)

    Norma richiamata per giustificare la sospensione dei termini di prescrizione durante il periodo emergenziale; la Corte ne ha tenuto conto nel calcolo della prescrizione che ha determinato l'estinzione del reato.

Massime di principio

  • Se la responsabilità penale è fondata in modo esclusivo su una dichiarazione resa dall'imputato nel processo, il significato letterale di quella dichiarazione va esaminato con attenzione: le possibili letture alternative devono essere valutate e motivate dal giudice.
  • Quando interviene la prescrizione successiva alla sentenza impugnata, la Corte di legittimità può annullare senza rinvio per estinzione del reato, evitando un nuovo accertamento sul merito.
  • Le doglianze procedurali (nullità del verbale, utilizzabilità di dichiarazioni) possono diventare irrilevanti se la prescrizione estingue il reato; tuttavia vanno comunque prospettate tempestivamente dalla difesa per tutelare i diritti dell'imputato.
  • Nella valutazione della conoscenza di provvedimenti (es. sospensione dall'Ordine) è determinante la prova della notifica effettiva; la semplice affermazione nel verbale richiede verifica e motivazione adeguata.
  • Nel calcolo dei termini di prescrizione vanno considerati i periodi di sospensione previsti da norme straordinarie (es. disposizioni emergenziali): la loro corretta applicazione può determinare l'estinzione del reato.

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