Cassazione Penale, Sentenza n. 24500/2023 del 07/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Bologna che aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado. Fragale Maria censura, tra l'altro, la mancata adeguata motivazione circa l'affidabilità delle dichiarazioni della persona offesa (p.o.) e la qualificazione del fatto come rapina aggravata ritenendo invece che la motivazione fosse contraddittoria e che il racconto della p.o. fosse privo di riscontri; contesta inoltre il diniego delle circostanze attenuanti generiche. Fragale Massimiliano censura la motivazione in ordine al suo concorso nei reati di tentata estorsione: sostiene che la sua condotta fosse meramente silente/passiva e che la frase attribuitagli fosse insufficiente a integrare il reato, denunciando altresì incoerenze rispetto alla posizione di altro coimputato assolto (Messina). Entrambi deducono violazioni di legge (art. 606 lett. b) ed e) c.p.p.) e vizio di motivazione.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato inammissibili i ricorsi perché le censure proposte presuppongono una diversa valutazione del materiale probatorio rispetto a quella svolta dai giudici di merito e, quindi, non attengono a questioni di diritto ammissibili in Cassazione. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse fornito motivazione congrua e coerente, valorizzando riscontri oggettivi (dichiarazioni di terzi, intercettazioni, tabulati telefonici) a fondamento dell'affidabilità della p.o.; ha altresì ritenuto corretta la qualificazione come rapina del fatto relativo al furto del rolex con minaccia armata e legittimo il diniego delle attenuanti generiche per mancanza di elementi positivi. Quanto a Massimiliano, la Corte ha ritenuto probato il suo contributo attivo o comunque non meramente casuale alla pretesa estorsiva (frase pronunciata e successivo comportamento). I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro tremila alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Motivi di cassazione per violazione di legge e vizio di motivazione: la Corte ha ritenuto che le censure proposte fossero in realtà rilievi di merito (rievaluazione del complesso probatorio) non consentiti in questa sede
Censura relativa al trattamento sanzionatorio (diniego delle attenuanti generiche): la Corte ha affermato che la mancanza di elementi positivi può legittimare il diniego delle attenuanti generiche
Norma sulla rapina: la Corte territoriale ha correttamente qualificato come rapina il fatto consistente nello sfilare il rolex con minaccia armata, anche se inserito in un contesto di prevaricazione e accertando distinta intenzionalità rispetto all'estorsione
Norma sull'estorsione: la Corte ha applicato questa norma insieme agli istituti del tentativo e del concorso, ritenendo integrata l'estorsione (o il tentativo di estorsione) in relazione ad alcuni episodi
Istituto del tentativo: utilizzato per qualificare condotte non consumate ma idonee a integrare il tentativo di reato in relazione ad alcuni capi
Concorso di persone nel reato: la Corte ha ritenuto che la semplice presenza non meramente casuale possa configurare concorso se idonea a fornire stimolo, sicurezza o adesione alla condotta delittuosa
Rinvio fatto dalla difesa in relazione alla responsabilità per fatti coestistenti e al concorso di persone; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione degli istituti del codice penale richiamati dai giudici di merito
Norma che consente la condanna al versamento di una somma alla cassa delle ammende in caso di ricorso manifestamente infondato: la Corte ha condannato i ricorrenti a versare euro tremila
Giurisprudenza consolidata (Sez. 2, n. 4634/2020; Sez. 2, n. 28895/2020; Sez. 2, n. 50323/2013)
Richiami giurisprudenziali usati per confermare che: a) tentata estorsione e rapina possono concorrere se riguardano beni distinti e distinti intenti; b) la presenza non casuale può integrare il concorso di persone nell'estorsione
Massime di principio
- La Corte di legittimità non è sede per una rinnovata valutazione del fatto: i ricorsi che si limitano a proporre una lettura alternativa delle prove sono inammissibili
- Le dichiarazioni della persona offesa possono essere ritenute affidabili se esistono riscontri oggettivi (terzi, intercettazioni, tabulati) che le corroborano
- Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo in assenza di elementi positivi che ne giustifichino la concessione
- Rapina ed estorsione possono concorrere nello stesso contesto se colpiscono beni diversi e sono sorrette da diverse intenzionalità; la qualificazione giuridica richiede valutazione degli elementi fattuali e del dolo
- Il concorso di persone nei reati può sussistere anche in presenza di una condotta non apertamente attiva se la presenza o il comportamento del partecipante ha fornito stimolo, sicurezza o adesione all'azione delittuosa (non è necessaria una condotta materiale autonoma)
- Frasi isolate possono concorrere alla prova del reato se inserite in un contesto probatorio complessivo che ne dimostri la valenza intimidatoria o estorsiva
- Le differenze di trattamento tra coimputati (condanna vs assoluzione) possono essere giustificate da elementi fattuali specifici (es. salita sull'auto, proferimento di frasi, comportamento attivo) e non costituiscono automaticamente una contraddizione
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