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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16892/2025 del 06/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione con tre motivi: (1) violazione ed erronea applicazione delle norme sul regime di procedibilità del reato di minaccia aggravata (art. 612 c. 2 cod. pen.) alla luce del d.lgs. n. 150/2022 e della previgente disciplina (d.lgs. n. 36/2018), con censura per prosecuzione dell'azione penale senza la querela necessaria; (2) manifesta illogicità e travisamento del fatto in ordine all'attribuzione al ricorrente delle lesioni contestate (contestazione di natura probatoria); (3) intervenuta estinzione per prescrizione dei reati alla data del 6 febbraio 2024, tenuto conto dei periodi di sospensione indicati dal ricorrente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto solo il primo motivo nella parte relativa alla procedibilità del reato di minaccia (capo D): ha ritenuto che la condotta consistente nel puntare un fucile ad aria compressa riconoscibile come arma non rientrasse nelle ipotesi che consentivano la procedibilità d'ufficio prima della riforma del 2018, pertanto il reato è divenuto procedibile a querela dalla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 36/2018 (24/04/2018) e, successivamente, la modifica del 2022 (d.lgs. n. 150/2022) ha introdotto ulteriori casi di procedibilità d'ufficio applicabili solo a condotte successive al 30/12/2022. Perciò la sentenza è stata annullata senza rinvio limitatamente al capo D per difetto della condizione di procedibilità; conseguentemente la pena complessiva è stata rideterminata detraendo la frazione relativa al capo D (pena ridotta a 7 mesi e 20 giorni di reclusione). I restanti motivi (criticità probatorie sulle lesioni e eccezione di prescrizione) sono stati dichiarati inammissibili o manifestamente infondati.

Norme richiamate

  • Codice penale - art. 612, secondo comma

    Disciplina la minaccia; la Corte ha valutato il regime di procedibilità (querela vs. ufficio) alla luce delle modifiche legislative successive e ha ritenuto applicabile la procedibilità a querela per il fatto consumato nel 2016, in quanto non rientrante nelle modalità di cui all'art. 339 cod. pen. che rendono la fattispecie procedibile d'ufficio.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (Riforma Cartabia)

    art. 2, comma 1, lett. f) e art. 85

    La riforma ha ampliato taluni casi di procedibilità d'ufficio (es. minaccia grave, circostanze aggravanti speciali) ma le novità sono applicabili solo alle condotte successive all'entrata in vigore (30/12/2022) per rispetto del principio di irretroattività.

  • d.lgs. 10 aprile 2018, n. 36

    art. 1, comma 1, lett. a) e b; art. 12 (richiamato dall'art. 85 del d.lgs. 150/2022)

    Ha modificato il regime di procedibilità per alcuni reati (tra cui la minaccia) con decorrenza dal 24/04/2018; nel caso di specie ha inciso sulla necessità della querela per la prosecuzione dell'azione penale per il reato consumato nel 2016.

  • Codice penale - art. 339

    Elenca i modi di commissione della minaccia che, richiamati dall'art. 612, incidono sulla procedibilità; la Corte ha valutato che l'uso o la minaccia con armi (anche apparenti) rientra tra tali modalità e deve essere considerato coerentemente nella definizione di 'arma' ai fini della procedibilità.

  • Costituzione - art. 25, comma 2

    Principio di irretroattività della legge penale più grave, richiamato per affermare che le modifiche legislative entrate in vigore nel 2022 non possono estendersi a fatti anteriori.

  • Codice penale - art. 2

    Principio generale di irretroattività (richiamato dalla Corte insieme all'art. 25 Cost.) per escludere l'applicazione retroattiva delle modifiche che aggravano il regime di procedibilità.

  • Codice di procedura penale - art. 129

    Disciplina le cause di non punibilità: la Corte precisa che l'inammissibilità del ricorso per manifesta infondatezza non consente di far formare un valido rapporto di impugnazione utile per rilevare d'ufficio cause di non punibilità.

  • Codice di procedura penale - art. 624

    Regole sulla continuazione e sull'autorità di cosa giudicata tra più reati: la Corte richiama la disciplina per spiegare gli effetti dell'annullamento parziale sulla decisione complessiva.

  • Legge n. 110/1975 - art. 4

    Norma citata in riferimento alla estinzione di una contravvenzione concorrente; la Corte ha dichiarato estinta la contravvenzione richiamata nel capo pertinente.

Massime di principio

  • Le modifiche legislative che incidono sul regime di procedibilità (querela vs. azione d'ufficio) si applicano solo ai fatti successivi alla data di entrata in vigore della norma: verificare sempre la data del fatto e la data di efficacia della norma.
  • Nel valutare se una minaccia sia procedibile d'ufficio per l'uso di 'arma', anche strumenti non propriamente armi (es. fucili ad aria compressa) possono essere considerati 'arma' se sono riconoscibili come tali e dotati di potenzialità offensiva; tuttavia la qualificazione deve rispettare la nozione normativa costante e non variare a seconda dell'uso.
  • La Corte di Cassazione non rivede i fatti né riformula la valutazione probatoria: i motivi che chiedono una diversa lettura delle prove sono normalmente inammissibili se consistono in un diverso apprezzamento degli stessi elementi di fatto.
  • In caso di annullamento parziale di una sentenza di condanna per difetto di condizione di procedibilità, la pena complessiva va rideterminata tenendo conto dei capi sopravvissuti e degli eventuali benefici già riconosciuti (es. rito abbreviato).
  • Le eccezioni di prescrizione devono considerare con attenzione le date di maturazione del termine prescrizionale e i periodi di sospensione: una sentenza emessa prima della scadenza del termine massimo di prescrizione esclude l'estinzione per prescrizione evidentemente maturata dopo la pronuncia.

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